Castro, sulle orme di Nkunku, Sobolev e André Silva: Tedesco chiamato ad esaltare anche l’argentino | OneFootball

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·20 luglio 2026

Castro, sulle orme di Nkunku, Sobolev e André Silva: Tedesco chiamato ad esaltare anche l’argentino

Immagine dell'articolo:Castro, sulle orme di Nkunku, Sobolev e André Silva: Tedesco chiamato ad esaltare anche l’argentino

Dopo le prime due stagioni da titolare, l’argentino è chiamato ad una svolta sul piano realizzativo. Tedesco può aiutarlo. L’approfondimento

Ci sono attaccanti che vivono per il gol e altri che, prima ancora di cercarlo, lo costruiscono. Santiago Castro appartiene alla seconda categoria. E’ un centravanti moderno: viene incontro, lega i reparti, protegge il possesso e spesso dialoga anche nello stretto e apre spazi per i compagni con movimenti intelligenti.


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Castro chiamato ad una svolta sul piano realizzativo

Eppure proprio nel momento che definisce il mestiere di un numero nove, emerge il limite più evidente del suo percorso. Alla richezza del bagaglio tecnico il classe 2004 non fa collimare una continuità sotto porta all’altezza del volume di occasioni create, e a questo proposito gli appena 22 gol realizzati in 105 presenze con la maglia del Bologna sono lì a testimoniarlo.

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Castro chiamato ad una svolta sul piano realizzativo. Bologna Sport News (Foto di Timothy Rogers/Getty Images Via OneFootball)

Un limite che risulta essere l’ultimo vero passo da compiere per consacrarsi ad altissimo livello. Ed è qui che si inserisce una delle sfide più intriganti per Domenico Tedesco. Il tecnico nel corso della sua carriera ha dimostrato di saper valorizzare diversi profili offensivi, seppur con caratteristiche diverse. L’auspicio dell’ambiente rossoblù è che possa essere questo il leitmotiv del tecnico nel corso della sua esperienza sotto i Portici.

Gli attaccanti già esaltati da Tedesco

Da Nkunku ad André Silva passando per Sobolev: il minimo comune multiplo delle esperienze in panchina di Tedesco in diversi paesi è stato quello di mettere i propri centravanti nelle migliori condizioni, esaltandone i rispettivi punti di forza, portandoli spesso a un livello altissimo.

L’esempio più lampante è sicuramente l’attaccante francese ora al Milan, diventato al Lipsia la punta di diamante del 3-4-1-2 disegnato da Tedesco. Un exploit che lo ha reso in rapido tempo uno degli attaccanti più cercati del panorama europeo. I numeri spiegano parzialmente come questa sinergia abbia fatto le fortune del club tedesco: 27 reti e 12 assist in 38 partite, statistiche che lo hanno reso uno dei centravanti migliori in circolazione.

A dividere il reparto con Nkunku, c’era André Silva, che i tifosi del Milan ricorderanno per un’esperienza all’ombra del Duomo tutt’altro che indimenticabile. Il portoghese agli ordini di Tedesco era riuscito a trovare la propria dimensione, mettendo a referto ben 13 reti e 5 assist e diventando il partner perfetto per esaltare la corsa e la potenza del compagno di squadra.

Andando ulteriormente a ritroso, ai tempi dello Spartak Mosca, compare anche Aleksandr Sobolev, terminale offensivo del suo 3-5-2 che in 37 partite mise a referto 18 reti e 8 assist.

Vien da sé pensare che se la storia dovesse ripetersi, il Bologna e Domenico Tedesco avrebbero sicuramente più di un motivo per sorridere.

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