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·2 ottobre 2026
❗️ Cesena, Gelli: "Con Diamanti capisci che conta lo spirito. Il Frosinone voleva tenermi, ma..."

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·2 ottobre 2026

Il difensore del Cesena Jacopo Gelli ha rilasciato una lunga e interessante intervista al Corriere Romagna, raccontando dell'impatto nel nuovo club ma anche della scorsa stagione a Frosinone e delle esperienze nelle categorie minori.
"Sono arrivato in un momento di emergenza, con Mangraviti e Piacentini indisponibili. C’era bisogno subito e in questo senso sono stato anche un po’ fortunato, ma non mi sarei mai aspettato di cominciare così. Sono contento, anche se non pienamente, perché mi brucia non aver ancora chiuso una partita senza prendere gol.
Frosinone? Inizialmente volevano tenermi in rosa ed io ero felicissimo, poi sono cambiate un po’ di cose a livello societario e sono uscito dal progetto. Mi è dispiaciuto, perché la Serie A non passa tutti i giorni, ma ho subito capito di poter cogliere un’opportunità nuova. Avevo la chance di giocare maggiormente in B, di affermarmi e di confermarmi e così, quando il Cesena ha chiamato, ho impiegato meno di un minuto per dire sì e accettare la proposta.
Il debutto lampo? Tra video e allenamenti in campo mi hanno spiegato tutto in pochi giorni, ma ho capito velocemente le idee di Diamanti e dello staff. Ilic è molto bravo, sa ascoltare e farsi ascoltare. La lingua non è un problema: ci parliamo in inglese e ci capiamo al volo. La cosa che mi ha stupito di più è la calma con cui gioca. Non sente mai la pressione della partita e riesce a trasmettere tranquillità anche a me."
"L’aspetto che mi ha aiutato di più è stata la costanza con cui ho affrontato il percorso. E di questo devo ringraziare i miei genitori. Mi hanno sempre detto: “Se sei felice, vai a giocare e divertiti”. Ecco, io mi sono sempre divertito in tutti i posti in cui sono stato. La gavetta è stata fondamentale. Partire a 19 anni, uscire da una Primavera forte, a un passo dalla A, e trovarti in Serie D non è facile, ma ti aiuta a capire che devi fare qualcosa in più sempre. La Serie D è stata fondamentale, ho conosciuto giocatori di grande esperienza che mi hanno insegnato tanto. Poi ho girato tutta l’Italia: ho ammirato città e culture diverse, cercando di imparare tutto non solo dentro, ma anche fuori dal campo.
In uno dei primi giorni di ritiro, Alvini si è presentato con un pezzo di carta e con i giornali e ci ha detto: “Nessuno ci conosce e nessuno ci considera, come vedete il Frosinone non è da nessuna parte”. Siamo partiti a fari spenti, ma abbiamo trovato subito un’identità, che è stata determinante. Ogni settimana avevo sempre la sicurezza che, al sabato o alla domenica, non ci avrebbe mai battuto nessuno e infatti abbiamo perso pochissime partite. Sono contento di aver ritrovato Fiori: un anno fa, a gennaio, ebbe un impatto incredibile presentandosi a Chiavari con un gol spettacolare.

Photo by Emmanuele Ciancaglini/Getty Images - Via One Football
Con Diamanti capisci che nel calcio contano anche lo spirito e il sorriso. Ci dice sempre che noi dobbiamo trascinare loro, riferendosi ai tifosi, e che dobbiamo giocare per divertirci e per far divertire. E’ un esempio per tutti."







































