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·2 ottobre 2026
🤩 Cesena, Pagano: "Mi piace il ruolo da play, ecco cosa vuole Diamanti. Sul Catanzaro e Mourinho..."

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Riccardo Pagano, uno dei protagonisti di questo avvio di stagione del Cesena, si è raccontato. Offerte ai microfoni di Gianluca Di Marzio, ecco le sue considerazioni.
"Mi sono trovato bene fin da subito, fin dai primi giorni di allenamento. Sto giocando in una posizione inedita per me: da 'play'. Ma ammetto che mi sta piacendo molto, mi trovo a mio agio ed è un fattore positivo: bisogna essere capaci di adattarsi in più zone del campo. Il mio sogno? Tornare in Serie A. Mi piacerebbe farlo proprio con questa maglia.
Ho passato tutta la mia vita a Trigoria: sono entrato che ero un bambino. Non è stato facile staccarsi, ma era giunto il momento.
Diamanti? Abbiamo un rapporto bellissimo. È una persona diretta, un allenatore positivo che sa trasmetterci grande energia. Propone un calcio offensivo. Il suo stile mi piace parecchio: la squadra sta imparando tanto da lui e siamo davvero felici. La capacità di essere estremamente serio e, al tempo stesso, solare e divertente. Questo suo aspetto mi ha conquistato. Qui si sta benissimo. Ci sono il mare, la montagna e tanti bei posti. L'ambiente è stato molto accogliente e la città vive di calcio: lo stadio è sempre pieno e mi sto trovando a meraviglia.
Il nostro obiettivo è divertirci, sempre. Dobbiamo seguire le indicazioni del nostro allenatore e cercare di dominare le partite dall’inizio alla fine. È uno stop molto lungo e a noi calciatori non piace molto stare fermi. Ma la stiamo vivendo bene: ci alleniamo e la sfruttiamo per mettere 'benzina nelle gambe'. Molti di noi in estate si sono allenati a parte o erano fuori rosa nelle vecchie squadre, quindi questo lavoro ci sta tornando utilissimo".

Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images - Via One Football
"Mourinho? Dopo il ritiro estivo mi chiamò nel suo ufficio e mi disse: 'Da oggi sarai stabilmente in prima squadra, sarai uno di noi. Mi sei piaciuto tanto in questi giorni'. Sentirsi dire parole simili da un allenatore del genere è bellissimo. Ti spinge sempre a dare il massimo: a prescindere che tu sia appena salito dalla Primavera o abbia dieci anni di carriera, lui tratta tutti allo stesso modo.
Con Luigi Cherubini c'è un legame fortissimo. Entrambi di Tivoli, siamo praticamente cresciuti insieme. Andavamo a Trigoria e siamo stati persino in vacanza insieme: ci sentiamo tutti i giorni. Non vediamo l’ora di tornare in campo. Cercheremo di imporre il nostro gioco e dominare la partita, trovando quella continuità nel secondo tempo che ci è mancata nelle prime uscite. Giochiamo bene e dobbiamo raccogliere i punti che meritiamo
Abbiamo grandi margini di miglioramento e un potenziale enorme. Non c'è soltanto Cristian Shpendi, che è un attaccante fantastico e fondamentale per noi: qui c'è un gruppo solido di giovani, veterani e uno staff preparato. Sono sicuro che ci divertiremo.
Il tatuaggio del numero 24? È il primo numero indossato una volta lasciato il mondo Roma, nella mia prima vera esperienza lontano da casa: un anno in cui ho vissuto cose del tutto nuove. La delusione è stata enorme, nessuno scende in campo per perdere. È stata una stagione difficile: abbiamo cambiato diversi allenatori. Ma il calcio è questo, bisogna sapersi rialzare. Quell'esperienza mi ha insegnato tanto e la porterò sempre con me perché mi ha formato enormemente. Giorno dopo giorno c'è sempre qualcosa da imparare".







































