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·22 maggio 2026
Champions e Ds: in volo con Ryan

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Ryan Friedkin viaggerà con la squadra anche a Verona, poi si occuperà personalmente della definitiva scelta del direttore sportivo.
Corriere dello Sport (G.Marota) – Se ci fosse stato Dan, probabilmente si sarebbe seduto al posto del pilota. Avrebbe magari azionato proprio lui i comandi per il decollo, aiutando la Roma a mettersi in viaggio – simbolicamente e non solo – verso il cielo stellato della Champions. Nella Capitale adesso però c’è Ryan, il nuovo tenutario del club, il figlio che più di tutti gli somiglia per visione imprenditoriale e capacità manageriali, ma che dal padre non ha ereditato né le abilità di volo né la sua passione per i caccia statunitensi. Senza brevetto, eppure con una voglia matta di staccarsi da terra per raggiungere l’élite del calcio internazionale, Friedkin Jr sabato sarà semplicemente un passeggero.
Lo vedremo insomma salire le scalette dell’aereo, intorno alle 19, quando la squadra s’imbarcherà da Fiumicino. C’è un jet privato a totale disposizione di Ryan: è il velivolo che lo ha condotto a Trigoria ormai nove giorni fa per permettergli di affrontare tutte le questioni irrisolte. Ma vuoi mettere l’importanza di partire con la squadra, respirare il clima della vigilia più importante e accomodarsi magari al fianco di Gasp, proprio a poche ore dell’ultima di campionato?
Sarebbe anche una questione di scaramanzia, dopotutto. Domenica scorsa, prima del derby, il vicepresidente è salito sul pullman e ha viaggiato con la squadra verso l’Olimpico. «La sua presenza è fondamentale anche per una conoscenza diretta del gruppo», aveva detto il giorno prima Gasperini. Ryan non si è fatto sfuggire l’occasione ed è salito a bordo. Pur su un mezzo differente, la scena è destinata a ripetersi.
Nel frattempo, il 36enne continua a caricare il gruppo per l’obiettivo 4° posto e a indirizzare il futuro: il mercato, ma prima ancora il nuovo ds e gli uomini da inserire negli staff (medico e tecnico) per accontentare l’allenatore, il quale è stato chiaro sulla necessità di rinforzare prima di tutto la struttura interna. Per il direttore sportivo restano caldi i nomi di Sogliano, l’architetto del Verona, di Tognozzi, in uscita dalla Juve, e di D’Amico, che non ha ancora trovato l’accordo con il Milan e che tornerebbe volentieri a lavorare con Gasp dopo Bergamo.
In questi giorni romani, Ryan si è anche interessato al rapporto con l’ambiente. Ad esempio, una volta venuto a sapere che molti tifosi vorrebbero un maxischermo per seguire la partita col Verona a causa dell’impossibilità di andare in massa in trasferta – c’è il divieto del Viminale – si è informato coi suoi uomini più fidati per comprendere la fattibilità dell’operazione. Il comune di Roma informalmente ha aperto alla possibilità, però attende una richiesta ufficiale dal club.
Alla luce della sobrietà di questa proprietà, è lecito attendersi forse un sondaggio esplorativo e poco altro. Sulle cose che contano davvero, invece, i Friedkin agiscono spesso in un lampo. Quando ad esempio i gruppi organizzati hanno minacciato di lasciare vuoto lo stadio se il derby si fosse giocato di lunedì sera, la società si è mossa diplomaticamente con la prefettura per garantire la disputa del match di domenica, nonostante la contemporaneità delle finali degli Internazionali di tennis. L’umore della piazza, loro, lo hanno sempre ascoltato. Sia in presenza sia a distanza.







































