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·27 agosto 2026

Champions League, il portale della memoria

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Oggi alle 18 il sorteggio di Champions League per decretare le avversarie della Roma, che torna nella competizione dopo sette stagioni.

Pagine Romaniste (L. Suriano) – Nell’attesa, e soprattutto nella speranza, che le urne possano sorridere alla Roma, i numerosi incroci possibili riportano alla memoria di ogni tifoso giallorosso ricordi di scontri, gol, errori, gioie e delusioni forse sopiti. La compagine capitolina è al suo ritorno in Champions League per la prima volta dalla stagione 2018/19, e ad attenderla trova parecchie avversarie con cui esiste un pregresso e persino, in alcuni casi, una rivalità. In partenza in seconda fascia, con l’undicesimo coefficiente totale tra le partecipanti, la rosa di Gasperini dovrà affrontare otto squadre, due da ciascun raggruppamento, tra nomi vecchi e nuovi.


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Il diario di Di Francesco

La prima fascia rappresenta, inevitabilmente, l’elite del calcio europeo, un contesto con cui i giallorossi non si confrontano da un po’. Nella sua ultima vera cavalcata, la Roma ha trovato sulla sua strada sia il Barcellona che il Liverpool, cui è legata da ricordi dolceamari. Contro i blaugrana nell’aprile 2018 arrivò forse la più bella rimonta – qualcuno direbbe in assoluto la più bella partita – nella storia giallorossa. Un 3-0 suggellato dal colpo di testa di Manolas e dall’urlo dell’Olimpico a rimontare l’immeritato 4-1 dell’andata e spalancare le porte della semifinale.

Semifinale in cui la squadra guidata da Di Francesco trovò il Liverpool e rischiò di ripetere l’impresa, frenata da un paio di distrazioni difensive e un arbitraggio assai contestato. Se si pensa alla squadra britannica, affrontata anche nel 2001/02, la mente non può che correre però a quella triste finale del 1984, quando i capitolini uscirono sconfitti ai rigori in un ultimo atto casalingo che saprà sempre di occasione persa.

Che sarà sarà

Con le altre inglesi il bottino non è migliore. Dei quattro precedenti con l’Arsenal rimangono impigliate nei racconti la tripletta romana di un Henry al limite dell’ultraterreno e la (presunta?) gomitata di Totti a Keown nel 2002/03. Poi la dolorosa eliminazione del 2009 agli ottavi. Quando una formazione raffazzonata e falcidiata dai problemi fisici pareggiò con orgoglio la sconfitta dell’andata e portò la sfida fino ai calci di rigore.

Nel 2014, invece, il Manchester City tolse alla Roma un pass per gli ottavi con un 2-0 in trasferta targato Zabaleta e Nasri. La partita d’andata, quantomeno, ci ha regalato il memorabile cucchiaio di Totti in terra d’Albione. In quel gruppo c’era anche il Bayern Monaco del celebre 7-1. Con i tedeschi, però, i precedenti sono più numerosi: il 3-2 di qualche anno prima in rimonta grazie ai gol di Borriello, De Rossi e Totti su rigore; l’1-2 ai quarti di Coppa delle Coppe dell’85 in cui il “Che sarà sarà” coniato dall’Olimpico colpì gli esterrefatti Udo Lattek e Soren Lerby; e poi le sfide di Monaco di Baviera che poco sorridono ai giallorossi.

Con il Real Madrid la sfida è quasi una classica: le due squadre che si sono sfidate ben 16 volte. I sostenitori romanisti ricorderanno soprattutto l’1-2 del Bernabeu nel 2008 che regalò alla compagine di Spalletti il passaggio ai quarti di finale. Con l’Atletico Madrid i precedenti sono invece quattro, l’ultimo ai gironi nel 2017, il coming out party di uno strepitoso Alisson. Nel 1999, invece, l’Atleti spedì la Roma fuori dalla Coppa Uefa ai quarti di finale non senza contestazioni per via dell’arbitraggio.

Non si sono mai incontrate in partite ufficiali, invece, Roma e Paris Saint-Germain, avversarie soltanto in amichevole nell’estate del 2010 quando i transalpini erano all’inizio della propria storia qatariota.

Contro i propri pari

Contro la più importante delle selezioni di seconda fascia, il Borussia Dortmund, i giallorossi hanno giocato nel 1993. Nei quarti di Coppa Uefa i gialloneri ribaltarono l’1-0 dell’Olimpico (Mihajlovic) grazie alle reti di Sippel e Reuter. La presenza dello Sporting ai gironi del 2007 si ricorda soprattutto per l’infortunio occorso a Francesco Totti, colpito duramente da Liedson mentre calciava una punizione con il “tocchetto“. Un’eliminazione a testa contro il Brugge, a favore dei belgi nel 75/76 e dei capitolini nel 2006, entrambe in Coppa Uefa. Galeotta fu invece la monetina nel 1969, quando la Roma spedì il PSV fuori dalle Coppe delle Coppe tramite sorteggio dopo una doppia sfida finita complessivamente 1-1. Non felici, ma innocui, gli scontri passati con il Betis, che nel 2022 ha vinto all’Olimpico e raggiunto il primo posto del girone di un’Europa League in cui la Roma è arrivata in finale.

Discorso a parte lo meritano Porto e Manchester United, squadre con cui esiste una sorta di antipatia. I giallorossi e i Red Devils non si incontrano in Champions del 2008, con quel rigore di De Rossi infranto sulla traversa insieme ai nostri sogni. L’anno prima, il più devastante dei 7-1, dopo un 2-1 casalingo che aveva regalato speranze. Anche l’ultimo incrocio in assoluto, in Europa League nel 2021, solleva cattivi pensieri, visto il 6-2 di Old Trafford in semifinale dopo un primo tempo chiuso in vantaggio. Il bilancio dei confronti sorride anche ai lusitani, che per tre volte hanno eliminato la Roma rispettivamente da Coppa delle Coppe (1981), preliminari di Champions (2016) e Champions League (2019, l’ultima apparizione nella competizione per la squadra italiana). Il più recente degli incontri pende però dal lato della Roma, che ai sedicesimi di Europa League di due stagionii fa si è imposta con merito.

Ancora tu, ma non dovevamo vederci più?

Il legame tra Roma e Bodo/Glimt è ormai indissolubile. I norvegesi vantano un clamoroso 6-1 casalingo all’attivo, ma anche un’eliminazione ai quarti di Conference League davanti a un Olimpico scatenato, il preludio alla vittoria della coppa. Due anni fa, invece, la vittoria dei gialloneri contro la Lazio in un clima di momentanea amicizia. Con il Feyenoord, invece, c’è solo rivalità: la finale di Tirana, il rigore di Zalewski, il gol di Dybala, il portachiavi di Mourinho e la Barcaccia.

Con il Lille una sola partita, la sconfitta dello scorso anno caratterizzata dai tre rigori consecutivi sbagliati da Dovbyk (due) e Soulé. Quattro sfide con il Galatasaray, il doppio confronto vinto dalla Roma nel 1993 (Coppa Uefa) e soprattutto le partite del 2001/02. La seconda delle quali conclusasi con una maxi-rissa che ha coinvolto Totti e soprattutto Francisco Lima.

Lo Shakhtar Donetsk si ricorda soprattutto per il primo gol di Totti con la Roma post-infortunio alla caviglia e mondiale (4-0 al 90′) e il salvataggio di Bruno Peres nel 2018 (ottavi di finale). Anche nel 2021, in pieno Covid, si imposero i giallorossi guidati dall’ex Fonseca sempre agli ottavi di finale, ma di Europa League. Nel 2011, invece, gli ucraini tramortirono una Roma divisa tra Ranieri e Montella, senza dimenticare il pugno di De Rossi a Srna.

Con il Villarreal il bilancio è in parità: nel 2004 la squadra giallorossa guidata da Capello uscì agli ottavi di Coppa Uefa nonostante una rosa attrezzata per andare in fondo. Nel 2017, invece, prima di spiaggiarsi contro il Lione i giallorossi di Spalletti eliminarono proprio il sottomarino giallo, complice una prestazione epocale di Dzeko in terra iberica.

In Champions occhio agli ultimi

In quarta fascia c’è da fare attenzione allo Stoccarda, con cui la Roma si è confrontata lo scorso in Europa League: 2-0 per i giallorossi grazie alla prima doppietta romanista di Pisilli. Risalgono alla Champions del 2002/03 invece due deludenti pareggi dell’AEK Atene, anch’esso al suo ritorno nella massima competizione europea.

Nonostante si tratti dei teorici fanalini di coda, i ricordi sono di quelli da cancellare per i tifosi capitolini. Lo Slovan Bratislava nel 2010 fece iniziare sotto una cattiva stella l’avventura italiana di Luis Enrique: 1-0 in Slovacchia e solo 1-1 all’Olimpico ai preliminari di Europa League. Nel frattempo, fuori dallo stadio, un tifoso decise di consacrare alla storia il suo iconico: “Ventisei euro pe’ vede’ Verre“.

Ancora peggio va con lo Slavia Praga, che due anni fa ha conquistato il primo posto nel girone di Europa League proprio a discapito dei giallorossi grazie al 2-0 in terra ceca, mentre nel 1996 eliminò la Roma di Mazzone dalla Coppa Uefa. Stesso risultato all’andata, 3-1 al ritorno dopo una prestazione romanista quasi perfetta. Maledetto Vavra.

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