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·28 aprile 2026

Chi è Antonio Nusa, l’esterno che ha fatto impazzire l’Italia

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Con il suo dribbling e la capacità di puntare la porta Antonio Nusa può essere l’uomo giusto per la Roma di Gian Piero Gasperini. 

Pagine Romaniste (L.Suriano) – Difficile non essersene innamorati in una delle tante delusioni in cui è incappata la nazionale italiana contro la Norvegia, Antonio Nusa può essere l’esterno che accende la trequarti sinistra di Gasperini. Il giocatore del Lipsia, in Germania ormai da 2 anni, ha un valore di mercato alto, attorno ai 40 milioni. Questa estate può essere però il momento giusto per partire, e mezza Europa ha messo gli occhi su di lui. Su tutti il Barcellona, di cui il 21enne era anche grande tifoso da bambino.


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La Roma, però, vuole sognare in grande e strapparlo alla concorrenza, forte della possibilità di poter affidare a Nusa le chiavi dell’attacco e un ruolo fondamentale. Nella casella di trequartista di sinistra, infatti, i giallorossi hanno bisogno di un investimento pesante, e il norvegese rappresenta il giusto identikit. Un calciatore giovane, con potenziale per crescere, ma già tanta esperienza tra club e nazionale.

Nusa, le caratteristiche

Nato da madre norvegese e padre nigeriana, è cresciuto nel florido settore giovanile dello Stabæk. Successivamente è passato al Bruges, club da sempre attento al mercato scandinavo. In Belgio è diventato il marcatore più giovane nella storia del club e si è presto affermato, prima ancora di raggiungere la maggiore età , come uno dei talenti più interessanti del campionato. Dopo 3 stagioni in nerazzurro, nell’estate del 2024 è stato ceduto al Lipsia, in Germania, per 21 milioni di euro.

Attaccante esterno principalmente in un 4-2-3-1 o 4-3-3, Nusa staziona quasi sempre sulla fascia sinistra, dove è abituato a rientrare per poi calciare col destro. Se per attitudine è portato a giocare vicino alla linea laterale, con il tempo ha imparato a infilarsi anche in zone più centrali del campo, con ricezioni intermedie. Le caratteristiche fondamentali, comunque, sono quelle di un’ala pura. Il ragazzo di Ski è veloce e abilissimo nell’1vs1, associando alla rapidità di passo anche una buona fisicità. Nei top 5 campionati europei rientra tra i primi 5 giocatori per dribbling per 90 minuti, davanti a Vinicius e dietro soltanto a Yamal, Hassan e Doku.

Dispone anche di un ottimo tiro da fuori area, una soluzione che cerca non di rado, anche se i suoi numeri sottoporta sono migliorabili. In questa stagione le statistiche recitano 5 gol e 4 assist in 32 partite con la maglia del Lipsia, cui vanno aggiunti 2 gol e 2 assist con la Norvegia, un contesto in cui sembra esaltarsi particolarmente. A renderlo adatto al sistema gasperiniano è il suo motore. Nusa, infatti, è un giocatore costantemente attivo, continuo nel suo tentativo di rendersi pericoloso e applicato nella fase difensiva.

Le lacune

Rispetto a un anno fa, paradossalmente, il clamore attorno al suo nome si è affievolito. Una spiegazione si può trovare nella contemporanea di Diomandè, suo dirimpettaio in maglia Lipsia. Allo stesso modo, è vero che Nusa ormai da qualche tempo si mantiene stabilmente su statistiche simili. L’anno scorso aveva realizzato 5 gol e 7 assist, quello prima ancora, con la maglia del Bruges, 4 gol e 4 assist. Bisogna ricordare, però, che si tratta di un classe 2005, e il percorso di crescita non può che essere irregolare.

Di certo ci sono degli aspetti del suo calcio che il ragazzo deve mettere a posto. Non solo la precisione davanti al portiere, che pure nonostante la leggera underperformance tra Bundesliga (4.22 xG a fronte di 4 gol) e Champions (0.63 xG e 0 gol) è tutt’altro che disastrosa, ma soprattutto la fermezza e la calma nelle decisioni. Nusa è ancora troppo spesso un calciatore perfetto solo finché non si presenta agli ultimi 20 metri. Così la sua produttività è inferiore alla mole di gioco espressa.

Un’altra questione che può destare preoccupazioni è quella legata alla fragilità fisica. Il norvegese è stato fuori 2 mesi nel 2023/24 e oltre 45 giorni in questa annata. Nella scorsa stagione, un infortunio al ginocchio lo ha tenuto lontano dai campi per 2 mesi e mezzo, e ancora prima, nel gennaio 2024, il suo trasferimento al Brentford era saltato per problemi alla stessa articolazione e alla schiena.

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