Chiellini all’Assemblea Generale dell’EFC: ha rappresentato la Juve “da solo” per la prima volta. I dettagli | OneFootball

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·30 settembre 2026

Chiellini all’Assemblea Generale dell’EFC: ha rappresentato la Juve “da solo” per la prima volta. I dettagli

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Chiellini all’Assemblea Generale dell’EFC: ha rappresentato la Juve “da solo” per la prima volta. La diplomazia del club affidata all’ex capitano

Giorgio Chiellini ha vissuto al Bella Center di Copenaghen il suo battesimo politico internazionale nelle vesti di Chief Club Affairs Officer della Juventus, rappresentando da solo la società bianconera alla 33ª Assemblea Generale dell’EFC (l’ex ECA). L’ex capitano non si è presentato da semplice ambasciatore o figura d’immagine, bensì come l’uomo a cui la Continassa ha affidato pienamente la gestione della propria politica estera e la tessitura delle relazioni istituzionali con i vertici della UEFA e dei principali club del continente. Lo scrive


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Nei tre giorni di lavori in Danimarca, Chiellini ha presidiato con rigore e precisione i dossier economico-politici più caldi per il futuro del club: dalle riforme sulle Squad Cost Rules alla sostenibilità del carico di gare nei calendari, fino alla redistribuzione delle risorse europee. Accanto al lavoro attorno ai tavoli ufficiali, decisivo è stato il networking nei foyer con la dirigenza del Barcellona di Joan Laporta, del Bayern Monaco, del PSG e dell’Atlético Madrid. Si tratta di contatti indispensabili per porre le basi delle future sessioni di calciomercato, fondati sulla credibilità e sul rispetto reciproco; un approccio ben diverso da quello più rigido registrato durante la gestione Comolli nella trattativa col PSG per Kolo Muani, sfociata poi nell’oneroso viraggio su Openda.

Tra i temi centrali emersi durante l’evento figura anche il divario competitivo tra la Serie A e i club della Premier League o di stato. Un argomento ridimensionato dal presidente dell’EFC, Nasser Al-Khelaïfi, che ha risposto così alle domande sulla presunta crisi del calcio italiano: «Ma io vedo crisi ovunque! C’è la crisi nel calcio francese, la crisi in quello inglese, pure in Germania non mancano i problemi. Faccio comunque i complimenti all’Italia per i recenti risultati della Nazionale. Ogni lega ha le sue gatte da pelare, ma la cosa fondamentale resta l’unità d’intenti tra grandi e piccoli club. La politica deve rimanere fuori dal calcio: se la politica entra nel pallone, il gioco è morto».

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