Club Deportivo Guadalajara
·14 settembre 2026
Chivas e la dimostrazione di controllo contro i Pumas

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·14 settembre 2026

Ci sono vittorie che si spiegano con il punteggio e altre che trovano la loro vera dimensione nel modo in cui vengono costruite. Il 3-0 delle Chivas contro i Pumas, nell’8ª giornata dell’Apertura 2026, appartiene alla seconda categoria. Il Guadalajara non solo ha ottenuto la sua seconda vittoria consecutiva per 3-0, ma lo ha fatto attraverso una prova di controllo che si è vista praticamente per tutta la partita: ha dominato il ritmo, ha trovato spazi per avanzare e, soprattutto, è riuscito a neutralizzare i principali punti di forza di un avversario con qualità individuali per fare male nelle transizioni.
Un inizio che ha segnato la stradaNei primi tre minuti c’è stata una chiara dichiarazione d’intenti. Le Chivas sono scese in campo a un ritmo altissimo, muovendo il pallone con velocità e cercando spazi e varchi nella struttura difensiva dei Pumas.
L’intenzione era chiara: muovere l’ultima linea, trovare spazi tra i centrali e attaccare quelle zone con giocatori capaci di farsi vedere a diverse altezze. Il premio è arrivato già al 3’, quando Santiago Sandoval ha trovato spazio tra i centrali e ha sfruttato una delle prime grandi occasioni della partita per firmare l’1-0. Il gol è stato la conseguenza di un’idea che il Guadalajara ha mantenuto per buona parte della serata: attaccare lo spazio tra i centrali e sfruttare la mobilità dei suoi uomini offensivi.
Dopo il gol, la partita ha leggermente abbassato il suo ritmo, ma non ha mai cambiato padrone. Le Chivas hanno saputo gestire l’andamento del match, scegliendo quando accelerare e quando rallentare la circolazione. Allo stesso tempo, hanno prestato particolare attenzione alle palle perse, un aspetto fondamentale contro una squadra come i Pumas, la cui qualità individuale poteva trasformare qualsiasi recupero in una transizione pericolosa.
Anche la pressione rojiblanca ha contribuito a evitare che la partita sfuggisse di mano: quando perdeva il pallone, il Guadalajara reagiva rapidamente per provare a riconquistarlo o, in alternativa, per riorganizzarsi ed evitare che gli universitari trovassero spazi per ripartire. I Pumas hanno avuto il pallone in determinati momenti, ma non sono mai riusciti a prendere il controllo della partita.
Combinazioni interne per trovare il secondo golIl secondo tempo ha portato alcuni aggiustamenti che hanno aiutato le Chivas a tornare a scorrere con maggiore naturalezza, ed è riemersa ancora una volta una delle caratteristiche che ha dato più identità alla squadra: la sua capacità di associarsi per vie centrali. L’azione del 2-0 ne è un esempio perfetto. Una grande combinazione tra Sepúlveda e Sandoval ha permesso di avanzare e di trovare ancora una volta un varco nella struttura degli universitari.
Le Chivas hanno mostrato durante questo torneo di poter utilizzare praticamente tre attaccanti con caratteristiche e movimenti diversi: Sandoval, Ricardo Marín e Sepúlveda. La chiave non sta solo in chi occupa ogni posizione, ma in come si relazionano tra loro: uno dà riferimenti, un altro si abbassa e un altro ancora attacca lo spazio. Questa mobilità obbliga i centrali a prendere decisioni costanti e apre spazi tra le linee. Contro i Pumas, il Guadalajara ha sfruttato di nuovo questa qualità per costruire il secondo gol e allargare un vantaggio che, per come si stava sviluppando la partita, cominciava a sembrare sempre più solido.
Efraín Álvarez, ancora una volta determinanteIl terzo gol ha messo nuovamente in evidenza il valore delle pedine che Gabriel Milito ha utilizzato dalla panchina. Efraín, che era già stato determinante contro l’Atlético de San Luis entrando per aiutare la squadra a mantenere il controllo della partita, ha avuto ancora una volta un impatto immediato. Questa volta, il suo contributo è arrivato nell’ultimo terzo di campo, dove ha trovato il passaggio decisivo per partecipare direttamente alla costruzione del terzo gol e chiudere definitivamente la partita.
Il suo intervento ha confermato ancora una volta l’importanza di avere alternative capaci di cambiare la partita da zone diverse del campo. Il Guadalajara non ha avuto bisogno di scomporsi per cercare il terzo gol; lo ha trovato mantenendo la sua struttura, le sue combinazioni e la sua idea di gioco.
L’ultima mezz’ora: una lezione per chiudere la partitaForse è stata proprio questa la più grande dimostrazione di maturità del Guadalajara. Sul 3-0, le Chivas non hanno trasformato la partita in uno scambio di colpi. Hanno fatto esattamente il contrario: hanno custodito il pallone, scelto bene i passaggi, evitato rischi inutili, avanzato nella metà campo avversaria e, quando necessario, ricominciato l’azione da dietro.
L’ultima mezz’ora è stata una dimostrazione di come si chiude una partita attraverso il possesso e non solo attraverso il ripiegamento. I Pumas avevano bisogno di recuperare terreno, ma il Guadalajara praticamente non ha concesso loro occasioni per farlo. Ogni lungo possesso rojiblanco significava meno tempo per gli universitari per correre e sfruttare la loro qualità individuale. Il pallone ha smesso di essere soltanto uno strumento per attaccare ed è diventato anche un meccanismo difensivo. In quel tratto, avere il pallone è stato il modo migliore per difendere il vantaggio.
Il marchio di MilitoIl 3-0 contro i Pumas lascia diversi aspetti da sottolineare: la forza offensiva, la seconda goleada consecutiva, le combinazioni per vie centrali, il contributo dei giocatori entrati dalla panchina e la concretezza nello sfruttare i momenti importanti. Ma al di sopra di tutto resta una sensazione: le Chivas hanno avuto la partita sotto controllo.
Da quei primi tre minuti di intensità fino agli ultimi minuti di possesso intelligente, il Guadalajara ha saputo interpretare ogni scenario proposto dalla partita. E farlo contro i Pumas ha un valore speciale. La squadra universitaria ha calciatori capaci di creare pericoli in transizione e di risolvere situazioni grazie alla propria qualità individuale, ma le Chivas sono riuscite a ridurre al minimo queste possibilità, hanno gestito le palle perse, pressato quando serviva e amministrato il pallone con un processo decisionale praticamente ottimale.
Questo è uno dei grandi meriti del percorso di Gabriel Milito dal suo arrivo al Rebaño: fare in modo che la squadra non dipenda solo dalla sua capacità di attaccare, ma sia anche in grado di dominare le partite attraverso il controllo di tutte le loro fasi. Contro i Pumas, il Guadalajara lo ha dimostrato ancora una volta. Il 3-0 è stato netto; la prova di controllo, ancora di più.
Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇪🇸 qui.







































