Chivu a Dazn: «Conosco bene Pio e la sua ambizione, oggi una partita complicata. Giorno di riposo? Magari abbiamo vinto per questo! Da giocatore avevamo un patto con…» | OneFootball

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Inter News 24

·14 gennaio 2026

Chivu a Dazn: «Conosco bene Pio e la sua ambizione, oggi una partita complicata. Giorno di riposo? Magari abbiamo vinto per questo! Da giocatore avevamo un patto con…»

Immagine dell'articolo:Chivu a Dazn: «Conosco bene Pio e la sua ambizione, oggi una partita complicata. Giorno di riposo? Magari abbiamo vinto per questo! Da giocatore avevamo un patto con…»

Cristian Chivu, allenatore nerazzurro, è intervenuto così dopo la vittoria ottenuta stasera in campionato in Inter-Lecce

Cristian Chivu, al termine di Inter-Lecce, match valevole per il recupero della 16esima giornata della Serie A 2025/26, è intervenuto ai microfoni di Dazn. Ecco, di seguito, tutte le sue dichiarazioni.

L’ESULTANZA E IL MIO ABBRACCIO A PIO ESPOSITO DOPO IL GOL «Sono 7 anni, era un bambino che come altezza mi arrivava al petto. Siamo cresciuti insieme, lo conosco bene, conosco la sua famiglia, la sua ambizione, il suo percorso nel settore giovanile. E’ stato il mio capitano nella Primavera dell’Inter da sotto età, sono felice e contento per lui, come lo sono per tutta la squadra. Oggi una partita veramente complicata».


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LE DIFFICOLTA’ DEL PRIMO TEMPO, UNA VITTORIA DIVERSA CHE VALE DOPPIO«Io me l’aspettavo difficile, perché quando spendi tanto in una partita come quella di domenica sera, quando magari non riesci a raggiungere le tue ambizioni, la mancanza di energie si vede. Ne ho vissute anch’io da giocatore determinate partite. Mi prendo l’atteggiamento di questa squadra, che nonostante le difficoltà nel trovare gioco, ci ha creduto fino in fondo lasciando anima e cuore in campo. Sono quelle partite in cui è più probabile perderla che vincerla, sono contento per loro perché se lo meritano».

COME MI E’ VENTUO IN MENTE IL GIORNO DI RIPOSO ALLA VIGILIA – «Possiamo anche cambiare la domanda e dire che magari abbiamo vinto proprio per il giorno di riposo, è tutto relativo. Io non devo giustificare le mie scelte, non alleno per la mia coscienza ma per quello che vedo, per la mia esperienza e per cosa vedo negli occhi di questi ragazzi. A volte prendo decisioni che possono sembrare strane perché il calcio italiano non è abituato, a volte bisogna avere il coraggio di fare determinate scelte che poi possono pagare o meno. A me non interessa, interessa tutto quello che saranno i prossimi 5 mesi di questa stagione».

INTER CAMPIONE D’INVERNO E A +6 SUL NAPOLI, CHE SEGNALE E’? – «Mi è capitato in carriera di vincere questo semi titolo di campione d’inverno, ma questo non vuol dire niente. Quello che conta è arrivare fino in fondo a maggio, consapevoli che siamo competitivi. Rimanere aggrappati in classifica, sarà un campionato punto a punto, una battaglia fino alla fine».

A ME IL RITIRO PIACEVA DA GIOCATORE«Anche io andavo in ritiro, c’era qualche patto con qualche allenatore di cui non faccio i nomi perché allena ancora in cui il ritiro era facoltativo ma io ci andavo sempre. Io ho un gruppo di ragazzi di cui mi fido. Non è che se vai in ritiro vinci le partite. Per tutti i ritiri fatti avrei dovuto vincere i campionati ogni anno, e non è stato così. Bisogna avere la lucidità e la coscienza»

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