Inter Milan
·13 luglio 2026
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·13 luglio 2026
Il giorno è arrivato: è passato più di un mese dalla conclusione della stagione 2025/26 che ha visto l'Inter conquistare uno storico Double. Ora è il momento di ripartire: inizia ufficialmente la nuova stagione sportiva, aperta dalle parole del Presidente e CEO Giuseppe Marotta e dal tecnico Cristian Chivu in conferenza stampa dall'Inter Training Center di Appiano Gentile.
Queste le parole del tecnico nerazzurro, che ha risposto alle domande dei giornalisti presenti:
Si riparte dopo una stagione storica: qual è la cosa più importante da trasmettere all'inizio della nuova stagione? "La motivazione: ritrovarla e aggiungere qualcosa in più, perché l'entusiasmo e le ambizioni non bastano mai. Vogliamo ripeterci, è stata una stagione importante ma non vogliamo fermarci qui". In questo secondo anno in cosa si sente più forte e più sicuro? "Sono arrivato a oltre 50 partite in Serie A, farò del mio meglio come sempre per trovare stimoli giusti, trasmettere entusiasmo e motivazione, fondamentali in una squadra che vuole competere su tutti i fronti e fare meglio dell'anno scorso". Un bilancio sul mercato da fare? "Abbiamo una rosa competitiva e un'ossatura che si mantiene da tanti anni, questi ragazzi dimostrano cosa significa giocare per l'Inter e raggiungere gli obiettivi. Il mercato è funzionale alle nostre idee e al futuro della squadra, di pari passo con le ambizioni nostre e della Società". Come ha ritrovato i Nazionali italiani dell'Inter senza il Mondiale? "Avrebbero preferito essere in America, ma stanno bene e sono rientrati. Abbiamo lavorato a gruppi, facendo test a orari diversi. Abbiamo pranzato insieme e mi ha fatto piacere rivedere tutti, sono motivati e riposati: un ottimo punto di partenza". L'aspetto più importante su cui lavorare? E come si sostituisce l'esperienza persa con i giocatori che hanno lasciato? "Abbiamo perso dei giocatori che hanno fatto la storia della Società e hanno contribuito a stagioni di successo, li ringraziamo perché hanno fatto tanto. Il nostro gruppo è un mix di esperienza e gioventù, ci sono degli aggregati di Under 23 e Primavera, poi aspettiamo il ritorno di chi era al Mondiale. La rosa è competitiva e faremo di tutto per mantenere alto il livello per raggiungere gli obiettivi". Dobbiamo aspettarci un'Inter simile all'anno scorso? "Siamo ambiziosi e flessibili, ci adattiamo a richieste della partita e dell'avversario, cambiamo anche strada facendo. Servono intensità e coraggio, senza lamentarsi: faremo di tutto per essere competitivi". Come si sconfigge l'appagamento? "Abbiamo grandi giocatori abituati a vincere e lavorare bene, sanno come fare per non perdere la disciplina mentale ed evitare cose sbagliate dentro e fuori dal campo. Abbiamo tanta fame di vincere, perché tutti noi sappiamo quanta felicità porta vincere trofei". Che stagione sarà per lei? Quali sono le squadre che teme di più? "Non dovevo e non devo dimostrare nulla, se non essere me stesso e dare una mano a questi ragazzi per ripagare la fiducia che la Società mi ha dato. Ho una grossa responsabilità anche ora, io riparto sempre da zero: dalle mie incertezze e dubbi, dai miei doveri verso questi ragazzi. Prima di tutto vengono i ragazzi, poi ci sono io. Noi non temiamo nessuno, solo a noi stessi e ai nostri miglioramenti e ambizioni: sono sicuro che le avremo anche in questa stagione, sono sereno e non temo niente". Stankovic può fare lo stesso percorso di Esposito nella scorsa stagione? "Auguro a Stankovic di riuscirci e me lo auguro anche io. Aleksandar è cresciuto nel settore giovanile e lo conosciamo molto bene, ha fatto una scelta coraggiosa anni fa andando lontano dall'Italia e ha fatto due stagioni importanti nel Lucerna e nel Bruges: è maturato, non vedo l'ora di vederlo in campo". Quanto è forte la voglia di far strada in Champions? "Nella vita non si può aver tutto: abbiamo sbagliato quelle due partite, ma fino a quel momento avevamo fatto molto bene. Abbiamo perso all'ultimo a Madrid e con il Liverpool, nello spareggio mi sono preso le mie responsabilità e forse ho sbagliato qualcosa: abbiamo giocato alla pari con tutte, a volte riesci ad andare lontano e altre no, ma come insegna la storia di questa Società bisogna lottare per essere competitivi su tutti i fronti". In cosa vorrebbe vedere dei miglioramenti rispetto all'anno passato? "Nel coraggio, nel fare meglio ed essere più determinati in certe cose, non speculare e non pensare alla prossima partita, avere la stessa serietà per ogni gara ed essere la miglior versione che possiamo essere ogni specifico giorno. Abbiamo e avremo una rosa che ci permette di essere competitivi per riuscirci". Si riparte dal 352? "Durante la stagione scorsa spesso abbiamo cambiato il modo di difendere e costruire, non abbiamo mai tenuto la struttura base. In base al piano gioco e alle nostre idee, con la nostra voglia di prendere l'avversario a seconda delle sue caratteristiche abbiamo modificato: quel modulo non è mai un 352, spesso abbiamo cambiato e abbiamo adattato i giocatori, come Andy e Luis Henrique che sono abituati a giocare più alti. I giocatori devono adeguarsi, mi interessa la flessibilità in base ad avversario e partita: non è solo l'identità che ti fa vincere, ma anche l'adeguamento e la velocità con cui ti adatti". Ha più dubbi o certezze? "Io vivo tra le incertezze, mi permettono di migliorarmi e pensare, uscendo dalla mia zona di comfort e non accontentandomi mai. Non ho mai pensato ai trofei vinti in questo periodo, ma a quello che dobbiamo fare quest'anno: mi fido di questo gruppo e so con chi ho a che fare, questi ragazzi sono ambiziosi e hanno fame di trofei". Chi ci sarà tra i ragazzi aggregati? "In questo momento ne abbiamo tanti, poi prima di andare in Germania faremo bene la conta. Abbiamo solo Pio in attacco, ma con Lavelli, Topalovic, Mosconi e Iddrissou: daranno il loro contributo, anche se per un giovane non è mai semplice, ma hanno l'opportunità di lavorare con grandi campioni e fare il ritiro con noi. Devono prenderla come una cosa che permetterà loro di superare determinate emozioni e trovare spensieratezza per trovare la qualità che vedono nei loro compagni, noi ci saremo per aiutarli e per inserirli nel miglior modo possibile". Pavard può rimanere? "Pavard è un giocatore dell'Inter, sappiamo come è andata l'anno scorso. Ora è tornato, lo vedremo lavorare e prenderemo una decisione". Diouf riparte come esterno o centrocampista? "Io ho questa pazza idea di farlo diventare quinto, l'ha fatto vedere in alcune partite per la sua spensieratezza e coraggio, soprattutto quando vede la porta negli ultimi 20 metri, come in semifinale contro il Como quando ha creato caos nella loro difesa. L'ha fatto spesso, ma non voglio togliergli certezze: devo essere bravo a convincerlo, ma lo staff è molto capace e lavoreremo insieme, poi in alcune partite sarà anche accontentato come mezzala. Ha delle caratteristiche che ci mancano, per questo lo vedo come quinto". Quanto aiuta sapere di avere una Società molto presente alle spalle? "Penso che sia così da anni, non è una novità: alcune persone hanno esperienza nel mondo del calcio e l'Inter negli ultimi anni è stata dominante e ha vinto più delle altre, non è un caso. A partire da Proprietà fino ai giocatori per esperienza, modo di fare e le persone, umanità esperienza e professionalità ci permette di fare un grande lavoro e farlo in serenità, veniamo ripagati dai tifosi".







































