Inter Milan
·13 settembre 2026
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Vigilia di Inter-Udinese, gara valida per la 4ª giornata della Serie A 2026/27: i nerazzurri scenderanno in campo a San Siro lunedì 14 settembre alle ore 20:45. In vista della sfida il tecnico nerazzurro Cristian Chivu ha presentato la partita in conferenza stampa dall'Inter Training Center di Appiano Gentile.
Domani a San Siro arriva l'Udinese, una squadra fisica e ostica da affrontare: come si prepara questa partita? "La squadra arriva bene al match, queste partite si preparano nella stessa maniera, con la consapevolezza che l'Udinese è una squadra fisica e brava qualitativamente, allenata bene, con un allenatore che in questi anni ha fatto un grande lavoro nonostante diverse novità di mercato. L'Udinese, con le sue caratteristiche, crea tanti problemi agli avversari anche nella preparazione delle partite, noi faremo del nostro meglio per arrivare pronti." Come sta la squadra dopo Madrid, cosa vi siete portati via a livello di consapevolezza nonostante il risultato? C'è qualcosa che la trasferta del Bernabéu vi ha insegnato? "Siamo sereni come sempre, il nostro obiettivo è crescere, migliorare e aggiungere sempre qualcosa: è presto per dare dei giudizi, è calcio di inizio stagione e sono passate poche settimane, ma vedo già delle belle cose da parte nostra. Se giudichiamo il risultato ci possono stare delle critiche, ma noi guardiamo ai principi che vogliamo aggiungere, alla crescita: non possiamo perdere quello che di buono abbiamo fatto non solo col Real ma anche col Napoli. Quando ci sono partite ravvicinate cerco di leggerle insieme, perché contro il Napoli abbiamo speso tanto e dopo 72 ore siamo andati a giocare al Bernabéu: si guarda a una visione d'insieme, cercando di prendere le cose positive viste nelle due partite e seguire la strada che ci siamo prefissati." Crede che la strada intrapresa sia giusta a livello di prestazione in una competizione come la Champions? Come giudica la reazione della squadra anche davanti alle critiche? "Noi guardiamo la crescita, l'obiettivo finale nella durata di una stagione. Siamo ancora nella fase iniziale, tra agosto e settembre, ma non perdiamo di vista che le ultime sei-sette partite in Champions non sono andate come volevamo, ne abbiamo vinta una e perso le altre. Ora siamo in una nuova stagione ed è iniziato un nuovo percorso, un mini torneo di otto partite in cui dobbiamo cercare di raggiungere un buon numero di punti. Ci preoccupiamo del nostro lavoro, della fiducia in ciò che facciamo e delle certezze che vogliamo trasmettere. A Madrid abbiamo perso un'opportunità, ho visto una squadra amareggiata perché potevamo far meglio nonostante la buona gara disputata." Una considerazione sui giudizi sull'Inter dopo la partita di Champions: crede ci sia troppa voglia di mettere pressione su questa squadra? In Italia tutti dicono che l'Inter è la squadra da battere, ma questi giudizi sono stati portati anche in Champions nonostante la sconfitta a Madrid. "Ormai è una storia vecchia alla quale siamo tutti abituati, non ci pensiamo troppo. L'importante è quello che facciamo, l'autostima, la fiducia in noi stessi e il lavoro quotidiano. I giudizi ci sono stati e ci saranno nel futuro ma non è un problema, perché i giudizi sono gratis e ognuno può esprimere liberamente la propria opinione, mentre noi abbiamo la responsabilità di quello che facciamo per aver avere una crescita importante nel futuro." Un parere a livello di modulo, partendo dall'osservazione fatta da Bergomi sul fatto che l'Inter sia una delle poche squadre in Europa che gioca con la difesa a 3. Lei, da giocatore, ha vinto tutto col 4-2-3-1: qual è la sua opinione sul modulo della squadra? "È un discorso relativo, io cerco di non guardare il modulo ma il modo in cui giochiamo una partita. Ci sono squadre che partono 4-2-3-1 ma poi difendono a 5 o 6 abbassando gli esterni alti. Conta come si interpretano le situazioni di gioco, se si tiene la difesa bassa o alta, come si esce dal pressing, 'intensità che si mette in certi momenti. A me interessa quello che individualmente il giocatore fa per migliorare l'organizzazione difensiva, senza guardare come si attacca e come si difende: un 4-2-3-1 può diventare un 4-1-4-1 in fase offensiva, ci sono tante variazioni. Bisogna vedere il tipo di giocatori che hai a disposizione, quanto ti puoi permettere di cambiare in base alle loro caratteristiche tecniche. Per fortuna noi abbiamo una squadra evoluta che sa fare tante cose, e conta il modo in cui si affrontano le diverse situazioni di una partita." Rispetto alla sfida in casa con l'Udinese della passata stagione è passato un anno: qual è l'aspetto in cui siete migliorati di più e cosa vuole migliorare maggiormente adesso? "È cambiato che abbiamo due trofei in più, e non sono pochi: credo sia importante sottolinearlo per ricordarci da dove siamo partiti: l'anno scorso ci siamo presentati alla seconda di campionato perdendo in casa. Oggi, un anno dopo, siamo Campioni d'Italia e abbiamo vinto anche la Coppa Italia, e credo che i miglioramenti siano stati fatti. Il processo di aggiungere novità alla nostra idea di calcio è ancora in corso. Si può migliorare, i ragazzi lo percepiscono e si impegnano tanto nel fare ciò che viene chiesto." Calhanoglu ha giocato tre partite da titolare su quattro, rimanendo in campo al massimo per 65 minuti. C'è una linea per preservarlo dagli infortuni o deve trovare la miglior condizione? "Hakan è andato al Mondiale da infortunato, aveva saltato le ultime partite della passata stagione: l'ultima era stata la semifinale di Coppa dove aveva fatto due gol, poi ha saltato il finale di stagione ed è andato al Mondiale col problema fisico che si portava dietro. Lì ha giocato due partite, poi ha saltato la prima parte della preparazione: la nostra premura è quella di mettere tutti i giocatori nelle condizioni di esprimersi al meglio." Forse non ci aspettavamo di vedere Diouf titolare a Madrid, ma ha dimostrato un'ottima condizione. Sta cercando di farlo giocare più possibile per capire come può rendere al meglio e quale può essere la sua proiezione futura? "Sto cercando di mettere tutta la squadra nelle migliori condizioni possibili. L'obiettivo è passare da 60 minuti di grande qualità a 80, perché un giocatore con le sue caratteristiche ci fa ancora più comodo se riesce a mantenere quel livello per tutta la partita. Diouf è un calciatore che appena vede spazio cerca di saltare l'uomo e di creare superiorità, abbassa la linea difensiva avversaria perché è difficile affrontarlo senza raddoppio. Ci dà soluzioni in più, poi arriveranno momenti in cui ci saranno altre richieste su quel lato, ma per il modo in cui si è messo a disposizione e ha lavorato siamo molto contenti della sua crescita e del suo percorso." Sul metro arbitrale: ieri sono stati assegnati i primi due rigori dopo 32 partite. Lei ha già detto che questo metro le piace, conferma questo parere e in cosa gli arbitri possono migliorare? "Sono contento del metro adottato, se si utilizza meno il VAR aumentano l'intensità e le trame di gioco. La ripresa veloce dopo pochi secondi dà ritmo alla partita e diminuiscono le perdite di tempo, i giocatori rimangono meno a terra e mi piace. Tutti sono consapevoli che si rischia di rimanere fuori un minuto e di lasciare la squadra in dieci. Sui rigori, ci sono situazioni in cui è giusto che il VAR intervenga per aiutare l'arbitro, ma più il gioco scorre meglio è. Mi piace l'atteggiamento, il lasciare all'arbitro il pallino del gioco e far sì che si prenda più responsabilità. Mi piacerebbe vedere più dialogo coi giocatori ma capisco che ci sia tanta pressione." Per la partita di domani Dimarco è pienamente recuperato? Spence a che punto è nel percorso di recupero? "Dimarco oggi si è allenato con la squadra ed è a disposizione, mentre Spence è ancora nel processo di riatletizzazione: domani farò le convocazioni e vedrete chi è a disposizione."
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