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·11 marzo 2026
(C)i siamo anche noi - Albinoleffe, Sali ha qualità e coraggio: l'eredità di Zoma, il salto dalla D e una storia che merita

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Ci sono alcuni argomenti, nel calcio, che non portano con sé la tangibilità del dato, sfuggendo – di conseguenza - a un inquadramento preciso. La ferocia agonistica è uno di questi, così come la percezione di onorare ogni corsa fatta per sé e/o per un compagno. Quando queste due strade, del numero e dell’atteggiamento, riescono a incontrarsi, ecco che si dispiega un magnifico cammino.
Il caso di Giacomo Sali ne è un fulgido esempio. Dopo undici anni di Varesina, società che l’ha cullato e coltivato dagli Esordienti fino alla prima squadra, con la quale ha attraversato Eccellenza e Serie D, è arrivato (in estate, grazie all’Albinoleffe) il salto nel professionismo, fatto con convinzione da parte del classe 2004 e, probabilmente, al momento giusto.
Evitando di fare la visura del calcio dilettantistico, è chiaro che in quest’ultimo si ritrovino tratti diversi rispetto ai piani superiori, in particolar modo in termini di approccio alla partita e condizioni complessive degli interpreti. In determinati contesti, soprattutto per un giovane, la fatica umana supera quella calcistica.
Sali potrebbe spiegare molto meglio questo concetto, e la dimostrazione di ciò arriva nel suo modo di stare in campo: famelico, volitivo, determinato. Doti che moltiplicano un’indiscutibile qualità tecnica.
Inizialmente immaginato come un esterno offensivo nella declinazione più pura del termine, Sali è in realtà un calciatore molto più duttile e mobile di ciò che un unico ruolo potrebbe lasciare intendere. Il suo feudo è l’attacco, ma non gliene va assegnata una porzione specifica, perché il suo dinamismo gli permette di incidere in più maniere. Eccellente come seconda punta, rapido e coraggioso nello stretto, l’abilità nel rifinire e/o cercare la porta lo sta rendendo una risorsa indispensabile per i blucelesti: otto gol e dieci assist al primo anno in C non possono passare inosservati.
Pur militando in una compagine votata alla transizione e non al consolidamento del possesso palla, fattispecie che lo porta spesso a dover risalire cospicue fette di campo, Sali sta comunque riuscendo a macinare un fatturato importante, avendo mostrato grande maestria nel portare in campo le richieste dell’allenatore Giovanni Lopez in una maniera compatibile con le sue caratteristiche (merito condiviso chiaramente con il tecnico). Notevole, a tal proposito, la sua capacità di sapersi associare con la prima punta, tanto nelle situazioni con palla che negli smarcamenti.
Retto l’impatto fisico e atletico – la struttura del ragazzo non è delle più robuste, anzi – con la categoria, è altresì chiaro che i margini di miglioramento lato sensu siano ancora presenti. Ciò non spaventerà Sali (che, come ulteriore accentuazione di personalità, si è rapidamente rivelato il degno erede di Mohamed Alì Zoma, passato al Norimberga dopo aver incantato proprio con l’Albinoleffe), una gemma dall’invidiabile lucentezza.









































