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·3 febbraio 2026

(C)i siamo anche noi – Alcione Milano, Pitou ha il talento giusto per sognare

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Nato a Marsiglia e nel Marsiglia, cresciuto in un club che, come da lui stesso dichiarato, è diverso da tutti gli altri. Valorizzato dalle Nazionali giovanili francesi e dallo stesso sodalizio oggi allenato da Roberto De Zerbi, che gli ha concesso di attraversare il sogno europeo, grazie alle panchine (in Europa League e Conference League) contro Galatasaray e PAOK. Il percorso sembrava proseguire nella miglior maniera, ma a un certo punto, per Jonathan Pitou, la realtà ha mostrato anche un’altra faccia, quella un po’ più cruda.

Svincolato dall’OM, il talentuoso classe 2004 ha improvvisamente dovuto fare i conti con il dispiacere, ma all’arte del dribbling, in quelle settimane (correva l’anno 2022), abbinò una convinta e metallica lucidità. Il calcio era in un destino da non accantonare, ed ecco che, dunque, il calcio italiano è diventato il suo presente.


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Tesserato dalla Pro Patria, dove in tre stagioni ha disseminato gol, assist ed emozioni lato sensu, il francese è, da questa stagione, la gemma dell’Alcione Milano (anche in questo caso Serie C Girone A), che ha dimostrato una piacevole dimestichezza con il calcio transalpino, complice la presenza, in squadra, di un altro talento notevole come Emerick Lopes, arrivato dalla Primavera del Sassuolo ed ex Paris Saint-Germain.

Un giocatore, Pitou, che poggia il suo calcio sulla tecnica. Innamorato del pallone ma non delle esagerazioni, la sua qualità non viene offuscata da nubi di improduttività. Rifinitore per caratteristiche e posizione, vede nell’ultimo terzo del campo il suo territorio, ed è lì che danza con la libertà che va riconosciuta a quelli che, come lui, giocano con l’intuizione in canna: seconda punta, trequartista, ala. Abile nello stretto e ad associarsi, con un costante orientamento alla ricerca della porta, per sé o per imbucare verso un compagno, a 21 anni è un calciatore già maturo nelle scelte, dote acquisita anche grazie all’esperienza già accumulata.

Un percorso, quello di Johnny, dove il salto verso i punti più alti della piramide è da considerare inevitabile (pur dovendo chiaramente, continuare a crescere, lavorare e migliorare: sarà interessante, a tal proposito, analizzare come riuscirà a gestire la componente fisica, lui che non brilla per struttura, quando si alzeranno ritmi e spessore degli avversari) con il punto d’arrivo già cerchiato in rosso dal diretto interessato: Marsiglia, possibilmente con la Champions League. Perché porre un freno ai sogni?

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