Milannews24
·8 settembre 2026
Cisse brilla, Mancini tentenna: basta con questa coltre di dubbio sui giocatori del Milan

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·8 settembre 2026

Due gol nelle prime tre partite di campionato, personalità, qualità e una capacità sorprendente di incidere immediatamente. Alphadjo Cisse non si sta limitando a giocare nel Milan: sta dimostrando di poter diventare uno dei talenti più interessanti del calcio italiano. Eppure, davanti alla sua crescita, intorno alla possibile convocazione in Nazionale sembra esistere ancora una fastidiosa coltre di dubbio.
Il commissario tecnico Roberto Mancini avrebbe delle perplessità? Legittimo. Un allenatore può e deve valutare ogni aspetto prima di consegnare una maglia azzurra. Ma sarebbe altrettanto legittimo chiedergli di eliminare quella sensazione di diffidenza preventiva che sembra accompagnare quasi ogni giovane del Milan. Come se un rossonero dovesse dimostrare sempre qualcosa in più rispetto agli altri. Come se due gol, prestazioni convincenti e un impatto evidente non fossero sufficienti neppure per meritare una possibilità.
Nessuno pretende che Cisse diventi automaticamente un titolare dell’Italia. Nessuno sta chiedendo a Mancini di costruire la Nazionale intorno a lui dopo tre giornate. Il tema è più semplice: se le convocazioni devono premiare il rendimento, il talento e il momento di forma, Cisse deve essere preso seriamente in considerazione. Altrimenti diventa difficile comprendere quali siano davvero i criteri adottati.
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In questo avvio di stagione il trequartista ha dimostrato coraggio e freddezza. Non ha avuto bisogno di un lungo apprendistato per lasciare il segno. Ruben Amorim gli ha dato fiducia e il ragazzo ha risposto sul campo, conquistando progressivamente uno spazio importante. Proprio questo dovrebbe fare un giovane italiano: approfittare delle occasioni e costringere tutti a parlare di lui.
Che altro dovrebbe fare Cisse per essere convocato? Segnare in ogni partita? Risolvere da solo tutti i problemi del Milan? Aspettare di trasferirsi altrove per essere considerato finalmente pronto?
Il dubbio diventa ancora più forte osservando il caso di Samuele Ricci. Scommettiamo che adesso, dopo il trasferimento al Como, tornerà rapidamente dentro il giro della Nazionale? Se accadrà, sarà interessante capire che cosa sarà cambiato davvero: le prestazioni, la considerazione del commissario tecnico oppure semplicemente la maglia indossata?
Non si tratta di costruire fantasiosi complotti contro il Milan. Quelli lasciamoli a chi vive il calcio come una guerra permanente. Esiste però una percezione di disparità che Mancini dovrebbe avere interesse a cancellare attraverso scelte comprensibili, coerenti e fondate sul campo.
La Nazionale italiana non attraversa un momento nel quale possa permettersi di ignorare i giovani più promettenti. Al contrario, dovrebbe anticiparne la crescita, inserirli nel gruppo e permettere loro di respirare il livello internazionale. Convocare Cisse non significherebbe bruciarlo, ma premiarlo e responsabilizzarlo.
Il talento non possiede una carta d’identità calcistica legata al club. Se un giocatore è forte, pronto e in forma, deve essere valutato allo stesso modo con la maglia del Milan, del Como o di qualsiasi altra squadra. E invece, troppo spesso, attorno ai rossoneri sembra comparire un inspiegabile asterisco.
Adesso tocca a Mancini cancellarlo. Cisse sta parlando attraverso i gol e le prestazioni. Il commissario tecnico tolga quella coltre di dubbio e gli conceda almeno una possibilità. Perché continuare a ignorarlo non sarebbe prudenza: comincerebbe ad assomigliare pericolosamente a un pregiudizio.







































