Classifica marcatori, la Serie A 2025 2026 potrebbe non toccare quota 20: l’ultima volta più di 30 anni fa | OneFootball

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·29 novembre 2025

Classifica marcatori, la Serie A 2025 2026 potrebbe non toccare quota 20: l’ultima volta più di 30 anni fa

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Classifica marcatori a bassa quota, l’ultima volta era il 1990/1991 con un campionato ancora a 18 partecipanti

La Serie A vive un momento anomalo nella sua storia recente. Dopo 12 giornate, la classifica marcatori è guidata da un quartetto a quota 5 reti, un dato che evidenzia una marcata difficoltà offensiva e una sorprendente distribuzione dei gol. In vetta troviamo Hakan Calhanoglu, il faro turco dell’Inter e micidiale tiratore da fermo; Riccardo Orsolini, l’esterno del Bologna noto per la sua qualità nel dribbling e il tiro potente; Christian Pulisic, l’ala statunitense del Milan, elemento sempre più decisivo per il Diavolo; e il giovane e promettente Nico Paz del Como.

Un Ritmo Realizzativo ai Minimi Storici

Il fatto che i leader si attestino a sole 5 marcature dopo oltre un terzo di campionato rappresenta una delle quote più basse registrate nell’era moderna della Serie A. Questa tendenza, se confermata, porterebbe a una proiezione finale estremamente insolita.


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Mantenendo l’attuale media realizzativa (circa 0.42 gol a partita per 38 giornate), il vincitore del titolo di Capocannoniere della Serie A si fermerebbe a circa 16 reti.

Questa cifra non è solo bassa; è storicamente rilevante.

Il Rischio di Non Raggiungere Quota Venti: Un Precedente Lontano

Se il capocannoniere dovesse davvero concludere il campionato con meno di 20 reti, si tratterebbe di un evento che non si verifica dalla stagione 1990/1991.

In quell’annata, il titolo di miglior realizzatore andò a Gianluca Vialli, attaccante di punta della Sampdoria, che realizzò 19 gol. È fondamentale sottolineare che, all’epoca, il campionato di Serie A contava solo 18 partecipanti e dunque meno partite rispetto alle attuali 20 squadre. Non raggiungere la soglia delle 20 reti, in una lega a 20 squadre e 38 giornate, metterebbe in risalto la profonda trasformazione in atto, che sembra privilegiare l’equilibrio tattico e la difesa, a scapito delle statistiche individuali offensive.

La palla passa ora ai leader della classifica, e ai grandi attaccanti come Victor Osimhen e Lautaro Martínez, che dovranno cambiare marcia per scongiurare un finale che scriverebbe la storia, ma non per i numeri eclatanti.

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