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·13 agosto 2026
Clausura, 47 under 20 usati nelle prime 4 giornate: due dell’Union

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·13 agosto 2026

Può capitare che un appassionato di calcio straniero, magari europeo, si sieda o si sdrai a guardare una partita del calcio argentino snaturato, competitivo e manipolato. Così, per esempio, uno spagnolo o un italiano o un inglese può essersi imbattuto qualche giorno fa nella sfida tra Newell’s e Boca al Coloso Marcelo Bielsa. E sicuramente ci sono stati due calciatori che hanno attirato la sua attenzione: Leonel Flores e Luca Regiardo. L’esterno della squadra guidata da Rodolfo Arruabarrena è stato il protagonista del 2-2, mentre il centrocampista rosarino ha segnato un gol e, inoltre, ha indossato la fascia da capitano della Lepra. Entrambi hanno 19 anni.
Non sono eccezioni. Abbonda il numero di giocatori under 20 che sono protagonisti assoluti nelle 30 squadre della Primera División della Liga Profesional. È vero che i giovani sono sempre emersi nella massima serie del calcio argentino, ma il numero di squadre partecipanti e l’instabilità economica fanno sì che i tempi si accelerino. I club hanno bisogno di vendere e i ragazzi appaiono come un’alternativa sempre più concreta.
Non è necessariamente questo il momento migliore per mandarli in campo. La pazienza dei tifosi in Argentina è sempre più sottile. Se prima i ragazzi del vivaio venivano applauditi con entusiasmo, ora possono essere fischiati se in un paio di partite non mostrano grandi credenziali. Il dato fornito dal sito specializzato Transfermarkt è eloquente: 47 calciatori under 20 sono stati impiegati nelle prime quattro giornate del Torneo Clausura.
«Negli ultimi tempi il contesto non è dei migliori, ma noi ragazzi del club, che la situazione sia buona o no, difenderemo sempre il club in campo», ha analizzato Regiardo sul quotidiano La Capital. E ha aggiunto: «Essere capitano è un altro sogno realizzato. Cerco di farlo nel miglior modo possibile e con grande responsabilità. È qualcosa che comporta un impegno enorme per tutto ciò che rappresenta l’istituzione e per tutta la sua storia. Il capitano deve essere in qualche modo un esempio da seguire. Bisogna fare le cose nel miglior modo possibile, sia dentro sia fuori dal campo».
Leonel Flores, il bambino prodigio del Boca, sapeva anche lui fin da piccolo che l’occasione poteva arrivare in qualsiasi momento. «Quando mi metto la maglia del Boca, sento che devo lasciare tutto in campo perché se un giorno arriva un altro, può togliermi il posto», aveva avvertito anni fa, quando giocava appena nella Nona Divisione. Aveva le idee chiare. Per questo, la sensazione è che l’attaccante farà l’impossibile per restare tra i titolari.
«Nel centro sportivo ci sono molti ex compagni. Sapevamo quello che Flores poteva darci, ma il merito è suo per aver saputo sfruttare le occasioni e per continuare a essere autocritico sulle cose che ancora sa di dover migliorare», lo ha elogiato Arruabarrena, l’allenatore che lo ha fatto debuttare il 16 luglio contro il Sarmiento de Junín in Coppa Argentina.
L’apparizione di Flores è stata così fulminante (ha appena 8 partite e 2 gol) che ha un po’ eclissato Tomás Aranda, il trequartista ormai stabilmente tra i titolari e che è già stato convocato da Lionel Scaloni per la Nazionale.
Ma il fenomeno non si limita a Boca e Newell’s. Secondo quanto dettagliato in un rapporto della Liga Profesional, sono i club con una buona struttura nel settore giovanile quelli che ricorrono di più ai ragazzi. Durante il Torneo Apertura vinto dal Belgrano di Córdoba, il Newell’s ha schierato titolari under 20 in 30 occasioni. Lo hanno seguito Vélez (22), Gimnasia (21) e Rosario Central (20).
«Con i ragazzi si vincono le partite, ma non i campionati», recita un detto popolare a cui la storia dà ragione. Ma c’è anche qualcosa che non si può discutere: i giovani suscitano un interesse speciale nei tifosi e negli spettatori, in fondo protagonisti assoluti del business del calcio.
Ora, quali sono i giovani che già si stanno mettendo in luce e che bisogna seguire con attenzione?
Nell’Argentinos brilla Facundo Jainikoski, un centrocampista offensivo o attaccante pensante di appena 18 anni. Sempre nel Bicho ha iniziato a mettere insieme minuti anche l’attaccante Alan Alcaraz.
Nel Rosario Central, invece, Giovani Cantizano e Ignacio Ovando, entrambi di 19 anni, fanno parte della squadra titolare di Jorge Almirón. Ma ciò che succede al Newell’s è ancora più sorprendente: oltre al capitano Regiardo, Facundo Guch (19), Thomas Ríos (19) e Jerónimo Gómez Mattar (17) sono pedine importanti per l’allenatore Frank Darío Kudelka.
Nel Gimnasia, Nicolás Barros Schelotto (19) ha perso un po’ di terreno, ma Ariel Pereyra ha fatto debuttare nella sfida contro l’Aldosivi il giovane Lucas Lamella, di appena 16 anni.
Il centrocampista Alejandro Tello (18) si è guadagnato la fiducia di Juan Pablo Vojvoda nel Racing, che ha potuto contare anche su una buona partita del difensore centrale mancino Gonzalo Escudero (19).
Altri che stanno trovando spazio sono Thaiel Peralta (17), nell’Huracán; Valentín Dávila (19) e Giovanni Baroni (17), nel Talleres; Agustín Medina (19), nel Lanús; Misael Aguirre (18) e Lucas Ayala (19), nell’Unión; e Lisandro Piñero (19), nel Banfield.
Quella della Fábrica del Vélez è conosciuta nel mondo, non solo in Argentina. In questo campionato, Guillermo Barros Schelotto ha già utilizzato Luca Feler (18), Alex Verón (17), Simón Escobar (17) e Thiago Aguirre (17).
Tobías Andrada (19) è passato dal Fortín al River ed è titolare per Eduardo Coudet, che di solito punta anche su Joaquín Freitas (19), Lucas Silva (19), Lautaro Pereyra (18) e Juan Cruz Meza (18).
Nel Taladro, inoltre, si è verificata una situazione particolare con Tiziano Perrotta (19). L’Elche di Spagna, squadra gestita da Christian Bragarnik, ha pagato la clausola rescissoria (4 milioni di dollari) del ragazzo che aveva segnato 8 gol in 18 partite sotto la guida tecnica di Pedro Troglio. La cosa curiosa è che l’attaccante è stato ceduto per sei mesi al Defensa y Justicia.
Il caso di Perrotta riassume, in buona misura, il nuovo scenario: i ragazzi emergono prima, giocano prima e possono anche trasformarsi rapidamente nel prossimo affare. In un calcio argentino che ha bisogno di risultati ma anche di dollari, il vivaio ha smesso di essere soltanto una scommessa sul futuro. Per molti club, è una necessità del presente.
Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇪🇸 qui.







































