Colangiuli, il sogno diventa realtà: dal fallimento alle lacrime, fino al gol col Bari al San Nicola | OneFootball

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PianetaBari

·23 agosto 2026

Colangiuli, il sogno diventa realtà: dal fallimento alle lacrime, fino al gol col Bari al San Nicola

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Ci sono gol che finiscono nel tabellino e altri che raccontano una vita. Quello di Davide Colangiuli in Bari-Cavese appartiene alla seconda categoria. Una corsa, il pallone in rete, le braccia spalancate e un sorriso difficile da contenere. Il 3-0 del Bari resterà negli archivi come la prima vittoria in campionato della squadra di Rastelli, ma per un ragazzo barese classe 2005 quella serata avrà per sempre un significato diverso: il primo gol con la squadra per cui ha sempre tifato, nello stadio che ha accompagnato tutta la sua vita. Per capire davvero quell’esultanza bisogna però tornare indietro di diversi anni.

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Dal fallimento del Bari alla voglia di mollare

Il percorso di Colangiuli a Bari non è stato lineare. Dopo il fallimento del Bari del 2018, quando il mondo biancorosso fu costretto a ripartire dai dilettanti, anche il suo sogno sembrò interrompersi. Lo aveva raccontato proprio a PianetaBari nell’ottobre del 2024: «Dopo il fallimento mi sono perso un po’. Mi ero un po’ abbattuto». Fu mister Andrisani a riportarlo nella sua scuola calcio (la Pro Calcio Bari) e, come spiegò lo stesso Davide, a fargli «tornare il sorriso». Poi, finalmente, il ritorno nel settore giovanile del Bari, con Antonio Di Gennaro a suggerire il suo acquisto visto il pressing del Monopoli e la rinascita col duo GiampaoloSanteramo.

Da lì una nuova scalata. Senza scorciatoie. Ci sono anche sacrifici che difficilmente finiscono nelle statistiche di un calciatore. Nelle estati in cui tanti ragazzi della sua età partivano per le vacanze, Colangiuli lavorava durante i concerti organizzati proprio al San Nicola, anche per sostenere le spese necessarie a continuare il suo percorso. Lo stesso stadio che vedeva da fuori mentre inseguiva un sogno che, allora, sembrava ancora lontanissimo.

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L’esordio in Serie B e quelle lacrime con la famiglia

La prima grande ricompensa era arrivata nella stagione 2023/24. Dopo essersi messo in mostra con la Primavera, Giuseppe Iachini lo aggregò alla prima squadra. Bastarono poche settimane per regalargli l’esordio in Serie B, a Modena. Colangiuli sfiorò persino il gol. Ma il ricordo più intenso arrivò dopo la partita. Raccontò di aver telefonato al nonno, di aver incontrato gli amici d’infanzia fuori dallo stadio e di essere scoppiato a piangere insieme alla sua famiglia.

In quei giorni pronunciò anche parole che, rilette oggi, sembrano quasi anticipare quanto sarebbe successo: il suo modello era Francesco Totti, non soltanto per ciò che rappresentava tecnicamente, ma perché era diventato il simbolo della propria città e della propria squadra. Davide non nascose il desiderio di fare qualcosa di simile a Bari: «Per me sarebbe troppo importante rimanere a Bari perché sono troppo innamorato di questi colori».

Poi il prestito al Sorrento e la necessità di andare lontano da casa per crescere. Nell’intervista concessa a PianetaBari nell’ottobre 2024, Colangiuli raccontava di voler vivere il calcio giorno dopo giorno, senza costruire castelli sul futuro. Ma davanti a una domanda sul suo sogno non ebbe dubbi: arrivare in Serie A. «Farlo col Bari poi sarebbe un sogno».

Due anni dopo non è ancora arrivata la Serie A. Anzi, il destino ha riportato il Bari in Serie C. Ma proprio nella stagione della ripartenza Colangiuli è tornato a casa trovando sulla sua strada Massimo Rastelli, che durante il precampionato non gli ha regalato nulla.

Il tecnico lo ha osservato, utilizzato in più ruoli e promosso sul campo. Alla vigilia dell’esordio aveva definito Colangiuli una delle grandi sorprese dell’estate, sottolineando come ogni minuto fosse stato meritato: un ragazzo che «sente la maglia del Bari» e che Rastelli aveva già detto di volersi tenere stretto.

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Colangiuli e il primo gol con il Bari: un cerchio che si chiude

Poi la Cavese. L’ingresso in campo, l’occasione e quel pallone spedito in porta per il definitivo 3-0. Il primo gol tra i professionisti con la maglia del Bari. A casa sua. Davanti alla sua famiglia.

«È stato bellissimo, un sogno che coltivavo da un po’, da quando sono nato. Davanti alla mia famiglia, un’emozione grandissima», ha raccontato Colangiuli dopo la partita. E ancora una volta, anche nella serata che poteva essere soltanto sua, il pensiero è andato a chi gli sta accanto: al mister che gli ha dato fiducia e ai compagni, felici per quella rete quasi quanto lui.

È forse questa l’immagine più bella della prima giornata del nuovo Bari. Non soltanto il risultato, non soltanto i tre punti. Ma un ragazzo della città che, dopo essere caduto, ha ricominciato praticamente da zero e non ha mai smesso di inseguire quella maglia. E quando quella palla è entrata, probabilmente Davide Colangiuli non ha segnato soltanto il suo primo gol in biancorosso. Ha segnato il gol di quel ragazzino che, nonostante tutto, aveva deciso di riprovarci.

Resta soltanto un rammarico: quel gol avrebbe meritato un San Nicola pronto ad abbracciarlo. Nel momento più bello della sua storia in biancorosso, Colangiuli non ha potuto ricevere il boato e il calore di una tifoseria che, in questa fase, ha scelto di mantenere le distanze dall’Astronave.

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