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·28 settembre 2026

Come il padel ha conquistato gli (ex) calciatori, anche dell’OL

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La scorsa settimana si è tenuto il Lyon FIP Platinum Padel al Palais des Sports de Gerland. L’occasione per alcune ex figure dell’OL di mostrare il loro nuovo interesse per questa disciplina che sta spopolando tra molti ex professionisti del calcio.

Negli ultimi anni spuntano come il pane. Loro sono i complessi XXL, molto spesso situati nelle zone industriali o commerciali, dedicati allo sport del momento: il padel. Dopo l’episodio dei “jorky” (calcetto a 5) negli anni 2010, Lione non è sfuggita a questo fenomeno, con strutture una più imponente dell’altra. Nato in America Latina e popolarissimo in Spagna da oltre vent’anni, il padel ha vissuto una vera esplosione in Francia, anche grazie soprattutto ad alcuni ex “calciatori”, conquistati da questo sport che si gioca in doppio. Gli “spagnoli” come Zinedine Zidane o Robert Pires ne sono rimasti affascinati durante il loro periodo nella Liga, e il nuovo ct dei Bleus lo ha persino portato nel sud della Francia con la creazione di diversi complessi.

Tra Rodano e Saona, sono in molti ad essersi fatti contagiare dal fenomeno. Gli habitué dell’All In Country di Décines non si sorprendono più nel vedere un Maxime Gonalons concludere l’ennesima partita, anche se ha rallentato i ritmi. Anthony Lopes ha invece investito con Jo-Wilfried Tsonga e Thierry Ascione nell’All In Group, che gestisce quindi due complessi proprio all’interno dell’OL Vallée. All’OL, il padel si è ritagliato il suo spazio, soprattutto tra i pensionati, come l’ex centrocampista e capitano.


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“Una vera dipendenza”

Sabato, infatti, non ha mancato il “Tournoi des Gones” organizzato a margine delle semifinali del Lyon Platinum Padel, appuntamento lionese del circuito internazionale. Maxime Gonalons non era l’unico ex giocatore del Lione ad aver risposto all’invito. Cris, Pierre Laigle, Sidney Govou, Florent Balmont e anche Éric Abidal erano presenti. Un torneo all’insegna della gioia e del buonumore, anche se lo spirito competitivo riprende presto il sopravvento. Ed è proprio questo che aveva conquistato Christophe Jallet, una volta ufficializzato il ritiro nel 2020.

Durante una trasferta europea dell’OL, aveva confidato che il padel “era diventato una vera dipendenza. Giocavo almeno tre volte a settimana. È divertente e si può anche migliorare in fretta e divertirsi di più”. Questo aspetto accessibile a tutti è prima di tutto ciò che rende forte questa disciplina, che si sia stati ex professionisti oppure no. Molto più del tennis, “più logorante fisicamente e mentalmente”. Giocatori come Steed Malbranque o Sylvain Wiltord, del resto, hanno fatto il passaggio proprio per il bene delle loro articolazioni, pur mantenendo lo spirito competitivo.

“Una buona alternativa, anche per chi gioca ancora”

Sul modello del Tournoi des Gones organizzato sabato mattina al Palais des Sports de Gerland, durante l’anno fioriscono molti incontri tra ex sportivi e quindi calciatori di alto livello. A Décines, la All In ospita in particolare l’All Star Tour, mentre Frédéric Piquionne, membro di OL Légendes, ha lanciato la 4PADEL Football Cup, che in questa stagione ha riunito in tutta la Francia oltre 200 ex giocatori professionisti di Ligue 1, con la vittoria finale della coppia Malbranque - Wiltord sotto la Torre Eiffel.

Un entusiasmo che non sorprende lo spagnolo, naturalizzato emiratino, Inigo Jofre, semifinalista quest’anno al Lyon FIP Platinum Padel e che ha avuto occasione di incontrare diversi calciatori spagnoli durante i suoi training camp. “È una buona alternativa per loro. Anche continuando a giocare, permette di mantenere il ritmo soprattutto in vacanza senza sforzarsi troppo e divertendosi.” Perché è soprattutto questa la parola d’ordine per questi ex “calciatori”.

Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇫🇷 qui.

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