Calcio e Finanza
·13 gennaio 2026
Commissario stadi, via libera alla nomina di Sessa: avrà il doppio ruolo

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·13 gennaio 2026

Sembra essersi risolto l’ultimo nodo legato alla nomina di Massimo Sessa come commissario per gli stadi. Già a fine dicembre, infatti, come anticipato da Calcio e Finanza, era arrivato il via libera da parte del ministro per i Trasporti e le Infrastrutture e vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini. Ma la nomina di Sessa a commissario straordinario per gli stadi non era stata ancora perfezionata. L’ingegnere è infatti un dirigente apicale al Ministero dei Trasporti e contava di mantenere il doppio ruolo per coniugare l’azione di commissario con quella di presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLP).
Un nodo che, come riportato oggi dal Fatto Quotidiano, sembra essere stato sciolto. La maggioranza ha raggiunto un accordo sulla nomina di Sessa, che potrà assumere anche l’incarico di commissario mantenendo quindi il doppio ruolo.
Al commissario spetterà la gestione di circa 650 milioni di euro di contributi pubblici e di investimenti complessivi stimati intorno ai 5 miliardi di euro. Sotto il suo coordinamento rientreranno i principali progetti infrastrutturali legati agli impianti sportivi, tra cui il nuovo stadio di San Siro e quello della Roma, quest’ultimo alle prese con criticità legate agli scavi archeologici. L’azione commissariale è funzionale soprattutto alla preparazione degli Europei del 2032: entro ottobre dovranno essere comunicate alla UEFA le cinque sedi definitive, corredate da progetti già approvati. Il perimetro di intervento, tuttavia, si estenderà anche ad altri impianti considerati di interesse nazionale.
La procedura di nomina si è però protratta per diversi mesi. Già da settembre, quando il nome di Sessa era stato indicato, erano emerse perplessità legate alla compatibilità tra l’incarico commissariale e la presidenza del Consiglio superiore dei lavori pubblici, massimo organo consultivo tecnico dello Stato. Il tema ha avuto una rilevante dimensione politica, con posizioni diverse all’interno della maggioranza sul mantenimento del doppio incarico, che per lo stesso Sessa rappresentava una condizione essenziale per accettare la nomina.
A ciò si è aggiunta la questione del trattamento economico: l’attuale compenso al MIT è superiore a quello previsto per il commissario agli stadi, soprattutto considerando la parte variabile e gli eventuali incarichi accessori.
La soluzione individuata prevedeva una modifica normativa, inserita nel decreto Infrastrutture, per rendere facoltativo il collocamento fuori ruolo del commissario e consentire così il mantenimento del doppio incarico. La relazione tecnica al provvedimento sottolineava la difficoltà nel reperire profili qualificati, giustificando la necessità di maggiore flessibilità. Tuttavia, il decreto non è approdato nei tempi previsti in Consiglio dei ministri, anche a causa di confronti politici interni alla maggioranza su altri dossier infrastrutturali.
Il rischio era quello di dover riavviare da zero l’intera procedura di selezione. Per evitarlo, i ministeri competenti – Infrastrutture ed Economia – hanno infine trasmesso il concerto al dicastero dello Sport, consentendo di sbloccare la nomina. Sessa potrà dunque operare sia come commissario agli stadi sia come presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici.









































