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·2 settembre 2026
Como e Roma regine! Inter la più forte, miracolo Lazio e rivoluzione Juve-Fiorentina: il PAGELLONE del mercato di Serie A

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·2 settembre 2026

La sessione di mercato di Serie A si è chiusa dopo tre mesi di fuoco: ecco il pagellone completo sull’operato di tutte e 20 i club italiani.
In archivio mesi infuocati di trattative, colpi di scena e rilanci al fotofinish per la sessione estiva del calciomercato 2026. Tra i club di Serie A spiccano le operazioni di Como e Roma, autentiche dominatrici della sessione, affiancate da una Juventus capace di alzare l’asticella con stoccate decisive proprio nei minuti conclusivi. Al contrario, il Milan chiude un’estate da cifre capogiro lasciando la sensazione di un’opera incompleta, con un Napoli totalmente bloccato dalle manovre di sfoltimento e dai vincoli di lista.
I botti sul gong finale firmati Woltemade, Mandragora, Guðmundsson, Kean, Gnonto e Robert Sánchez hanno regalato gli ultimi scossoni a un listino quanto mai dinamico, che vede la Fiorentina nei panni di grande rivelazione e una Lazio abile a rinforzarsi tra mille insidie. Davanti a tutti, come organico, resta sempre l’Inter campione di Italia, ma la sensazione è che dopo questi mesi bollenti il gap tra i nerazzurri e le inseguitrici si sia ridotto. Ecco il pagellone finale delle 20 protagoniste della Serie A.

BERGAMO, ITALY – MARCH 26: Moise Kean of Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)
Sessione estiva da incorniciare per l’Atalanta, che inaugura col botto il nuovo corso targato Maurizio Sarri in panchina e Cristiano Giuntoli alla guida della dirigenza. Il vero capolavoro finanziario riguarda le cessioni a titolo definitivo al Chelsea dei giovanissimi Marco Palestra e Honest Ahanor: un’operazione record da oltre 100 milioni di euro per due profili non centrali nel credo tattico del nuovo allenatore.
Il tesoretto è stato subito reinvestito per modellare il 4-3-3 sarriano, piazzando il colpo Jonathan Rowe in attacco e riaccogliendo la fisicità di Franck Kessié a centrocampo. Con gli innesti strategici di Gianluca Gaetano per raccogliere l’eredità di De Roon, la duttilità di Eljif Elmas e la solidità di Thomas Kristensen, la famiglia Percassi completa un marcato ricambio generazionale consegnando a Sarri una rosa fresca, profonda e altamente competitiva.
Mercato da pesante insufficienza per il Bologna, tra la forte delusione dei tifosi e le perplessità degli addetti ai lavori. Il tecnico Domenico Tedesco si ritrova tra le mani un organico nettamente ridimensionato: la cessione di Santiago Castro alla Roma ha portato incassi record ma svuotato l’attacco, mentre le partenze simultanee di Jhon Lucumí, Remo Freuler e Jonathan Rowe hanno spogliato la squadra dei suoi leader tecnici e morali.
L’operato del DS Giovanni Sartori solleva dubbi soprattutto nel reparto avanzato, dove gli arrivi di Artem Dovbyk e Roberto Piccoli rappresentano scommesse con incognite fisiche che rischiano di generare un dualismo controproducente. Tra le pochissime note liete spicca il ritorno di Arthur Theate, ma le incognite Amondarain e Mbangula lasciano la sensazione di una rosa indebolita, incompleta e destinata a soffrire.
Sessione in salita per il Cagliari di Fabio Pisacane, chiamato a una complessa corsa salvezza dopo aver visto stravolta la propria spina dorsale. Gli addii pesanti di Marco Palestra, Esposito, Gianluca Gaetano, Gabriele Zappa e Michael Folorunsho privano i sardi dei loro uomini migliori, rimpiazzati davanti dal pacchetto di scommesse composto da Mendy, Nzola, Borrelli e Kevin Carlos, profili che lasciano dubbi sulla reale tenuta realizzativa in Serie A.
Sulla trequarti la scommessa si sposta sul talento di Daniel Maldini, Jacopo Fazzini e Alieu Fadera, chiamati al salto di qualità definitivo. La mediana acquista sostanza con gli arrivi di Alessandro Romano, del giovane Yanis Massolin dall’Inter e dell’esperto Roberto Gagliardini, mentre sulla corsia di destra la società ha chiuso in extremis per il terzino giapponese Yukinari Sugawara dal Southampton in prestito con diritto di riscatto.
Applausi a scena aperta per un Como estremamente ambizioso, capace di regalare a Cesc Fabregas una rosa profonda e pronta all’impatto con la Champions League. Il pilastro della campagna acquisti è il riscatto a titolo definitivo di Nico Paz dal Real Madrid per 60 milioni di euro, affiancato dal grande colpo in attacco firmato Moise Kean, arrivato per 35 milioni più bonus.
La difesa fa un salto di qualità netto grazie alla fisicità di Trevoh Chalobah e del portiere Robert Sánchez presi dal Chelsea, oltre alla spinta a destra garantita da Yan Couto. In mezzo al campo la visione di Luis Milla si integra con il prestito di Samuele Ricci, mentre la scommessa ad altissimo potenziale è rappresentata dai 6 milioni di euro investiti sul giovanissimo Mattia Liberali.
Mercato da 7 pieno per coraggio e quantità di operazioni, pur con qualche incognita tattica evidenziata dalle prime due uscite stagionali. Il DS Fabio Paratici ha letteralmente rivoluzionato la rosa a disposizione di Fabio Grosso: alle dolorose partenze sul gong di Moise Kean, Albert Guðmundsson e Rolando Mandragora la società ha risposto assicurandosi la qualità di Pedro Gonçalves dallo Sporting in prestito oneroso da 2,5 milioni.
La mossa più affascinante resta l’ingaggio del gioiellino argentino Franco Mastantuono dal Real Madrid, colpo di punta di una lista infinita di innesti che comprende Drăgușin, Viery, João Mário, Gnonto e Beto. Senza l’impegno delle coppe europee, Grosso si ritrova tra le mani un organico ricco di talento che dovrà essere bravo e rapido a trasformare in un collettivo coeso.

PERTH, AUSTRALIA – AUGUST 08: Kerim Alajbegovic of Juventus. (Photo by James Worsfold/Getty Images)
Frosinone autore di una sessione complessa ma focalizzata su profili di sostanza per centrare la salvezza. A centrocampo spiccano gli arrivi dell’austriaco Romano Schmid, prelevato per oltre 8 milioni di euro dal Werder Brema, e del connazionale Florian Grillitsch, mentre la spesa più onerosa ha riguardato l’attacco con quasi 11 milioni di euro versati per lo slovacco Tomas Bobcek.
Nonostante il forte investimento sul centravanti estero, la risposta più affidabile dal campo resta la conferma di Antonio Raimondo al centro dell’attacco. Con l’innesto di Kevin Akpoguma e la permanenza di elementi chiave come Farès Ghedjemis, la squadra conserva la propria struttura, pur lasciando aperti diversi interrogativi sulla tenuta complessiva del pacchetto arretrato.
Mercato insufficiente per il Genoa, specchio di una sessione caratterizzata da molte scommesse e poche certezze per Daniele De Rossi. Se sul piano finanziario spicca la maxi plusvalenza generata dalla cessione di Jeff Ekhator alla Juventus, sul piano tecnico pesano gli addii di Martin, Norton-Cuffy, Malinovskyi ed Ekuban, con il peso dell’attacco ora affidato a Milutin Osmajić e al giovane Elias Havel.
In mediana l’innesto di Djibril Sow porta sostanza ed esperienza internazionale, mentre la vera chiave di svolta qualitativa risiede nel ritorno in Italia di Hamed Traorè. A completare un quadro ricco di profili esotici arrivano lo svizzero Meichtry e il colpo last-minute Robinho Jr, figlio d’arte classe 2007 prelevato in prestito dal Santos per rinforzare le corsie esterne.
L’Inter conduce la sessione con lucidità. Per raccogliere l’eredità di Dumfries, la coppia Marotta-Ausilio ha puntato su Djed Spence dal Tottenham e sulla crescita di Andy Diouf, ma il vero capolavoro è l’ingaggio di Curtis Jones dal Liverpool, regalato a Cristian Chivu dopo un lungo corteggiamento per alzare il livello della trequarti.
In difesa, i saluti ai veterani De Vrij e Acerbi sono stati ammortizzati dall’arrivo a parametro zero di John Stones, leader d’esperienza internazionale. Con la conferma di tutti i pezzi pregiati, i rientri di Pavard e Stanković e l’arrivo di Provedel come post Sommer, i campioni d’Italia si ripresentano ai nastri di partenza come la squadra da battere.
Il lavoro svolto da Giovanni Carnevali e Frederic Massara regala a Luciano Spalletti una Juventus profondamente rinnovata e più solida. Tra i pali la nuova coppia formata da Guglielmo Vicario e Kamil Grabara garantisce elevate coperture, mentre in difesa l’arrivo di Jhon Lucumí dal Bologna e l’esperienza dello svincolato Zeki Çelik offrono ampie alternative per la linea a quattro.
Rivoluzione totale in attacco con gli addii di Vlahović, David e Openda e gli innesti di Randal Kolo Muani, Nick Woltemade e del giovane Kerim Alajbegović. Nonostante la mediana rimanga corta — rinforzata sul gong dal solo Pape Matar Sarr — e il mancato arrivo di un terzino sinistro di ruolo, il bilancio consegna una Juve più forte, fresca e competitiva.
Operato promosso a pieni voti per il DS Angelo Fabiani, capace di consegnare a Gennaro Gattuso una rosa più profonda e qualitativa a dispetto dei vincoli finanziari. La cessione capolavoro di Mario Gila per 30 milioni di euro ha generato la provvista economica per rinforzare la squadra senza sacrificare altri pezzi pregiati, permettendo di blindare la difesa con Danilho Doekhi e Josip Šutalo.
In mezzo al campo l’innesto di Davide Frattesi garantisce ritmo e inserimenti, mentre in avanti Albert Guðmundsson e Andrea Pinamonti portano imprevedibilità e cinismo. Con la promozione di Christos Mandas a titolare tra i pali, la Lazio supera lo scetticismo dell’ambiente e si presenta al campionato nettamente più strutturata e competitiva.

MILAN, ITALY – AUGUST 28: Goncalo Ramos of AC Milan. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)
Sessione estiva decisamente complicata per il Lecce, chiamato a barcamenarsi tra un budget contenuto e la pressante necessità di rinnovare una rosa reduce da una salvezza sofferta. I primi passi ufficiali hanno mostrato un andamento a montagne russe per Eusebio Di Francesco, passato dall’amara eliminazione in Coppa Italia contro il Palermo al bel blitz esterno contro il Venezia, fino alla pesante sbandata casalinga contro la Roma.
Le partenze di Ramadani e Walid Cheddira hanno lasciato buchi pesanti nella spina dorsale della squadra, compensati in parte dalla preziosa permanenza del difensore Tiago Gabriel. In entrata, il DS Trinchera scommette sul rilancio di Ivan Ilić dal Torino in regia e sugli innesti offensivi di Willem Geubbels e Joël Monteiro: un organico sulla carta leggero e atteso da una corsa salvezza piena di insidie.
Rivoluzione totale in casa RedBird, dove la panchina viene affidata a Rúben Amorim a fronte di investimenti pesantissimi finanziati da addii dolorosi come quelli di Leão, Giménez e Nkunku. Il colpo di copertina è l’acquisto di Gonçalo Ramos dal PSG per 74 milioni di euro, supportato dagli arrivi di Diego Moreira (50 milioni), Omari Hutchinson, dal rinforzo difensivo Mario Gila (30 milioni) e dalla classe immortale di Luka Modrić.
Nonostante il profondo restyling per il 3-4-2-1, emergono evidenti lacune strutturali: manca un reale vice-Ramos a protezione della crescita di Camarda, mentre le uscite di Fofana e Ricci svuotano le rotazioni in mediana. Il dubbio principale resta però la difesa, dove il mancato arrivo di un altro titolare dopo l’isolamento da separato in casa di Fikayo Tomori (ora reintegrato) rischia di appesantire la stagione rossonera.
Il mercato del Monza strappa una sufficienza grazie a una fiammata veemente piazzata nei giorni conclusivi, fondamentale per rianimare una sessione a lungo sopita. Per assecondare i ritmi di Ivan Jurić, la dirigenza ha garantito innesti di spessore come Cyril Ngonge dal Napoli e Michael Folorunsho dalla Lazio, affiancati dietro dalla solidità di Jan Ziółkowski, Saba Goglichidze, Exequiel Zeballos e Idrissa Touré.
Menzione speciale per le intuizioni portoghesi Ricardo Mangas e Gustavo Varela, subito capaci di mettere in mostra ottimo potenziale individuale. La palla passa ora a Jurić, chiamato al compito non semplice di amalgamare rapidamente le tante novità per trovare la quadra tattica giusta e far svoltare una squadra partita a marce ridotte in campionato.
Sessione decisamente deludente il Napoli, impantanato tra vincoli di lista e l’esigenza prioritaria di sfoltire l’organico per la gestione De Laurentiis-Manna. L’impressionante mole di oltre venti operazioni in uscita — tra cui spiccano i saluti a Romelu Lukaku verso il Fenerbahçe e Miguel Gutiérrez al Leverkusen — ha risanato le casse societarie ma ha finito per paralizzare quasi del tutto le entrate.
I soli arrivi di Benoît Badiashile dal Chelsea e del giovane Costantino Favasuli non bastano a Massimiliano Allegri per affrontare la Champions League. La rosa presenta falle evidenti: manca un’alternativa di livello a Rasmus Højlund davanti, la difesa attende il rientro di Buongiorno con la coperta corta e la mediana va in affanno dopo il recente stop di Scott McTominay.
Insufficienza per un Parma costretto a digerire il doloroso azzeramento della propria spina dorsale. Le cessioni eccellenti del portiere Zion Suzuki e dei centrali Alessandro Circati e Marco Pellegrino hanno portato ossigeno finanziario ma hanno obbligato il tecnico Carlos Cuesta a ricostruire da zero le fondamenta del proprio impianto difensivo.
I proventi incassati sono stati reinvestiti su profili d’attacco in cerca di rilancio come El Bilal Touré, David Romero e il giovane Abdoulaye Diallo, oltre al rinforzo di Giovanni Fabbian a centrocampo. Tra i pali la scommessa è Giovanni Daffara, mentre in difesa l’arrivo last-minute dell’esperto Diego Carlos non cancella la sensazione di una squadra complessivamente indebolita per la corsa salvezza.

ROME, ITALY – AUGUST 24: Rodrigo Mora Carvlho of AS Roma. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)
Prima sessione guidata da Tony D’Amico e subito protagonista. Il nuovo DS è stato capace di consegnare a Gian Piero Gasperini una rosa d’altissimo livello e profonda in ogni reparto. La dirigenza giallorossa ha operato con lucidità, blindando i pezzi pregiati come Manu Koné e puntellando la difesa a tre con gli arrivi di Leonardo Balerdi, Konstantinos Koulierakis e la spinta a destra di Nahuel Molina.
In mezzo al campo l’esperienza di Marten de Roon garantisce equilibrio, mentre davanti spiccano la fantasia di Rodrigo Mora e il maxi investimento da circa 40 milioni di euro per Santiago Castro, alternativa di lusso a Malen. L’unico trascurabile rammarico riguarda il mancato arrivo di un’ulteriore ala, ma i giallorossi si candidano con forza per un posto in Champions League.
Il Sassuolo è stato capace di rinnovarsi con grande tempismo nonostante l’addio del DS Carnevali. Dopo aver incassato cifre da capogiro dalle uscite di Tarik Muharemović e Andrea Pinamonti, il club emiliano ha messo a disposizione di Alberto Aquilani una rosa fresca e ben strutturata per una navigazione serena.
L’attacco trova forze fresche con Sebastiano Esposito, Nicholas Bowie, l’estro di Benjamín Domínguez e il talento di Vasilije Adžić. Sulle corsie esterne arrivano Van der Brempt e Obrador, mentre dietro la coppia Tobe Leysen-Duje Ćaleta-Car offre garanzie d’esperienza: un mix equilibrato per posizionarsi stabilmente nelle zone tranquille della classifica.
Il Torino conquista un 6 pieno grazie soprattutto ai colpi di coda finali che ha riportato in granata Rolando Mandragora e Ricardo Rodriguez per dare leadership alla squadra di Ignazio Abate. Una sessione segnata da un profondo ricambio dell’organico e da tantissimi addii — tra cui Ivan Ilić, Njie, Pedersen, Lazaro e Tameze — che hanno obbligato la società a ridisegnare la squadra.
Tra i pali arriva il brasiliano Lucas Perri, scortato dai giovani Pietro Comuzzo ed Eray Cömert, pur con la lacuna di un centrale mancino puro. A centrocampo aumenta la qualità con Daniel Bragança e Kian Fitz-Jim; pur con qualche limite di spunto individuale davanti, Abate dispone di un gruppo solido per puntare alla parte sinistra della classifica.
Sufficienza piena per l’Udinese, abile come di consueto a muoversi sul panorama internazionale e a generare ricche plusvalenze. Le cessioni pesanti di Arthur Atta e Thomas Thiesson Kristensen hanno portato risorse fresche nelle casse friulane, bilanciate dalla crescita interna di Palma e Bertola e dall’innesto d’esperienza di Mërgim Vojvoda sulla corsia esterna.
In avanti il tecnico Kosta Runjaić riparte dalle fondamentali conferme di Nicolo Zaniolo e Keinan Davis, arricchite dalle stuzzicanti scommesse Unai Gómez dall’Athletic Bilbao e dal giovane serbo Mihajlo Jovanović: mosse mirate per garantire ai friulani una permanenza tranquilla in Serie A.
Promosso, infine, il Venezia, capace di mostrare ambizioni fuori dal comune per una compagine neopromossa. La maxi-cessione di Issa Doumbia allo Sporting m per 23 milioni di euro ha finanziato una campagna acquisti complessiva da oltre 40 milioni di euro, finalizzata a costruire un progetto sportivo solido e proiettato al futuro.
Il botto principale riguarda l’arrivo di Akor Adams dal Siviglia per 16 milioni di euro, affiancato in difesa da profili internazionali come Bella-Kotchap, Thierry Correia, Juan Jesus, Mazzocchi e Montipò. Con gli innesti di Sohm e Bašić a centrocampo, Stroppa ha tutti gli ingredienti per centrare una salvezza tranquilla.
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