Como, Fabregas: “Nico Paz non giocherà nell’Inter, deluso da Zanetti! Serve rispetto” | OneFootball

Como, Fabregas: “Nico Paz non giocherà nell’Inter, deluso da Zanetti! Serve rispetto” | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: DirettaFanta

DirettaFanta

·22 maggio 2026

Como, Fabregas: “Nico Paz non giocherà nell’Inter, deluso da Zanetti! Serve rispetto”

Immagine dell'articolo:Como, Fabregas: “Nico Paz non giocherà nell’Inter, deluso da Zanetti! Serve rispetto”

Il Como di Cesc Fabregas si prepara al match contro la Cremonese: ecco le parole del tecnico dei lariani in conferenza stampa.

Il Como è pronto ad affrontare la Cremonese nella trentottesima giornata di Serie A. Cesc Fabregas, allenatore dei lariani, ha presentato così la sfida in conferenza stampa. Ecco le sue parole.


OneFootball Video


Como, le parole di Fabregas

Sono giorni in cui si parla tanto di Nico Paz. Ne ha parlato Zanetti, dicendo che ha un ottimo rapporto con lui e da quello che sa lui tornerà al Real… “Mi dispiace. Zanetti è stata una persona molto importante nel calcio, conosce bene le dinamiche, conosco bene Ausilio e Baccin, so che sono loro a prendere le decisioni. Alla fine Nico è un giocatore del Como al 50%, però è nostro. L’unica società che può dire qualcosa è il Real Madrid. Io so che Zanetti non lavora per il Madrid e il Como, allora bisogna portare rispetto. Ci sono anche piccoli messaggi che non mi piacciono. Se posso dire, la so sicuramente: Nico Paz non giocherà nell’Inter. O tornerà al Real Madrid o giocherà al Como l’anno prossimo. Si sta provando a vedere se può giocare o no domenica, ma meriterebbe di giocare, ci ha aiutato tantissimo. Poi siamo contenti con lui e vedremo che succederà in 4-5 settimane”.

Quanto crede di raggiungere la Champions League? “La fede è l’ultima cosa che si perde. Se non ci crediamo, andiamo in vacanza e facciamo le partitelle, le amichevoli e lasciamo alla Cremonese la chance di rimanere in Serie A. Non è giusto per quanto fatto, per quello in cui credono i tifosi. Dovremo lottare fino alla fine, se vinciamo andiamo in Champions. Però prima di vincere serve una grande prestazione. E prima di tutto c’è la fede, che deve rimanere sempre dentro. Io ci credo fino alla fine. Ho vissuto tante cose nel calcio, la risposta è andare a lottare fino all’ultimo secondo”.

Le difficoltà delle situazioni si conoscono solo mentre si vivono. La Champions non è da Como? “Io voglio andare in Champions. C’è una grandissima opportunità. Tutte le statistiche mi dicono che siamo nella top-4 del campionato, poi si vedrà dove si arriverà”.

Nico Paz come sta? Verso il Mondiale… “Se è al 5% per giocare, giocherà. No, scherzo. Voglio spaventare Scaloni (ride, ndr). No, noi vogliamo giocare la partita con tutti al 100%, lui non è a questo punto, anche se si è allenato da solo e si sente un pochino meglio. Tra 24-48 ore il calciatore però si cura tantissimo, ci sono tanti miracoli tra fisioterapisti e non solo che una volta non c’era. Vediamo, non posso dire sì e no in questo momento, vediamo il giorno della partita”.

MVP della stagione Douvikas per me. Ho dato un 9 invece a Smolcic, per la crescita avuta. Cosa ne pensa? “Smolcic è un soldato, l’ho detto tante volte. A me non ha sorpreso perché quando hai grandi disponibilità e se non giochi, sei triste o arrabbiato, ma lui nell’allenamento no. Mi ricordo la prima partita in casa con la Juventus, non mi aspettavo da lui una gara del genere. Valle anche è un giocatore molto simile per attitudine e atteggiamento. C’è Da Cunha, Vojvoda… sono molto fortunato. Abbiamo inserito gente che magari non ha il talento più grande ma che lotta per il nostro livello, per volare più alto di quanto la gente si aspetti. Si può fare con questa gente, non con chi ha fatto due gol e il giorno dopo abbassa il ritmo magari. Per questo valorizzo il percorso di tutti i giocatori. Sono molto contento di Smolcic, lo conoscevo e l’avevo studiato molto velocemente, non mi aspettavo un livello di stabilità così. Ci sono giocatori che fanno sempre prove da 7, mai 10, ma speriamo di rinnovare il contratto con lui anche molto velocemente. L’altro giocatore è Dovuikas: la storia con lui è divertente, l’anno scorso ho messo 3 nomi a gennaio per alzare il livello e Tasos era tra questi. Siamo stati 3 ore a parlare con Suwarso, Osian Roberts e alle 19:30 è venuto e mi ha detto: “Douvikas viene qua”. Tutti quei duelli uomo a uomo, che perdeva la palla con i contropiedi… mi ricordo tantissime volte di giocate top, poi attaccava la profondità ma mancava di potenza. Malen ha svoltato la Roma ad esempio, io volevo un giocatore del genere. Per alzare il livello. Chi lavorava con lui al Celta non pensava che sarebbe arrivato dov’è oggi. Tasos ha iniziato bene la stagione, poi davanti a lui quasi ingiustamente c’era Morata. Ma quando entrava faceva gol, lavorava zitto e con tanto lavoro in palestra”.

All’andata era stato espulso Jesus Rodriguez, lei anche. Servirà gestire le emozioni per questa gara da salvezza per la Cremonese… “Penso che sia una crescita costante, è normale. Non è facile con tantissimi ragazzi così giovani. Anche io da allenatore, con le emozioni e cose nuove, non è la stessa cosa che essere dentro il campo. Devi gestire le emozioni. Dopo 5-10 anni sarò un altro tipo di allenatore e altro tipo di atteggiamento. Ramon l’hanno espulso contro il Genoa che voleva solo dribbling, Jesus Rodriguez è stato provocato da Terracciano e pum. Con una squadra di mezza età, di 28 anni, sanno gestire tutto ecco. Non devi parlare tanto, non devi investire tanto tempo, non devo avere tanta pazienza ma voglio vincere. Sapendo che i ragazzi ti faranno alti e bassi, è il nostro percorso, siamo meglio rispetto a inizio stagione. All’inizio con tanti giocatori nuovi chiedo molta aggressività, sono molto esigente nei dettagli. E quando si arriva forte puoi fare falli, ammonizioni e piano piano si sistema tutto. Adesso siamo qua e per quest’ultima partita cercheremo di fare meglio”.

Quando andrà in vacanza? Porterà i ragazzi in vacanza? “Non lo dico perché i ragazzi non lo sanno. Non portiamo la testa dove non è il momento”.

A Cremona non ci saranno i tifosi. “Un peccato. Non ci saranno i nostri tifosi. Immagina che sia la nostra notte, che vada tutto bene, ma senza tifosi… non è giusto. Quattro anni fa quando siamo andati a Cremona in Serie B e c’era una partita importante, c’erano i tifosi e all’andata con la Cremonese non è successo niente. Adesso perché? Non c’è polizia? Non l’hanno detto nello specifico. Serve merito alla giustizia, un po’ di nostri sostenitori e tanti loro. Ma sembra che andiamo sempre indietro, non solo nel calcio italiano. Potete dirmi che non lo sono e vengo da fuori, ma io voglio che si migliori. Bisogna gestire le cose in una maniera diversa. Noi siamo abituati, abbiamo vinto e perso senza pubblico. Mi dispiace per la mia gente però. Festa fuori dai cancelli? Si può fare sempre, ma non è la stessa cosa”.

L’Arsenal le ha tirato fuori qualcosa di diverso vista la Premier League vinta? Seconda: il Como cambia anche grazie a lei… “Non la vedo così, perché è grazie a tutti. Tutti hanno un obiettivo, un’idea e una passione. L’altro giorno ho parlato con lo staff, per iniziare a programmare la prossima stagione. Questo è speciale perché pensiamo col ‘noi’. Non con l’io. Da fuori c’è tantissima gente che mi dice non abbia mai provato un’atmosfera simile. Valore della società, di Ludi… per me è fondamentale creare un gruppo. Mi arrivano lettere dei tifosi, ne ho lette 2-3 e per questo prima domenica mi hanno detto ‘grazie’. Prima di ogni cosa, prima della Cremonese. Non è per il risultato, ma per far crescere la società, i ragazzi e i bambini con la maglia del Como, cosa che non succedeva prima. Creando idoli. Penso che questa sia la cosa bella, è la cosa che mi piace di più. La linea tra vincere e perdere è sottilissima: da un lato sei top, dall’altro sei scarso. L’emozione della gente alla fine ti fa ricordare una cosa”.

Se dovesse dire una partita manifesto della stagione? “Difficile. La gente dice che siamo la seconda squadra che ha fatto più gol, tante cose offensivamente, ma abbiamo incassato 28 gol, 19 clean sheet e 21 in tutta la stagione. Abbiamo concesso 12 gol nella seconda parte di stagione, 6 gol contro l’Inter. Mi sembra un dato clamoroso, che non esiste. Mi sembra talmente bello, vero, di vederlo e guardarlo, che alle volte si sottovalutano le cose che si fanno. Dobbiamo avere la mentalità di vincere. Dobbiamo andare là con il gioco che abbiamo portato qua”.

Visualizza l' imprint del creator