DirettaCalcioMercato
·24 maggio 2026
Como in Champions, Fabregas esulta: “Fatto un capolavoro con i ragazzini. Ma voglio di più”

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Il tecnico spagnolo celebra lo storico poker sul campo della Cremonese che vale l’approdo nell’Europa che conta
Il Como di Cesc Fabregas compie l’impresa più bella e scrive la pagina più gloriosa della sua storia recente. Sotto la guida del tecnico spagnolo, i lariani si impongono con un netto 4-1 sul campo della Cremonese — condannandola alla retrocessione — e si regalano una clamorosa qualificazione in Champions League insieme a Inter, Napoli e alla Roma. Una stagione da favola chiusa allo Zini con un poker travolgente, che proietta una squadra giovanissima sul palcoscenico della massima competizione europea.
“Prima del Parma ho detto alla squadra: ‘Con due vittorie andiamo in Champions League’. Non sapevo perché, però la mia sensazione era quella, la sensazione di fede. Ho fatto vedere un video di un ciclista che era sesto e che inizia ad andare più veloce, che alla fine della stagione inizia ad andare forte, e alla fine mette il piede davanti e arriva. Un po’ in quell’ultimo secondo, questo è quello che abbiamo fatto. Vi segnalo solo che non ho mai chiesto il risultato delle altre private nei novanta minuti, pensavo solo a fare gol alla Cremonese. Penso che adesso è difficile valutarlo tutto, però è vero che sicuramente ci si mette in una posizione altissima, per come si è fatto, con chi si è fatto. Si è fatto con ragazzini: quindici giocatori che hanno giocato di più sono quasi tutti under 23, e questo mi sembra meraviglioso. È un capolavoro di tutta la squadra: come hanno creduto, come hanno rispettato tutto il lavoro. Veramente chapeau per la squadra, un grandissimo applauso a loro. Perché noi allenatori proviamo a spingerli, ma loro sono quelli che alla fine realizzano questo sogno. Molto contento per la gente di Como, perché lo merita. Io dico sempre che qui ho dovuto prendere molte decisioni da quando è arrivato il presidente, perché mi ha dato un po’ la chiave dell’operazione calcistica. È vero che non c’è praticamente niente. Oggi parlavo con due fisioterapisti che, quando sono venuto io a giocare quasi quattro anni fa, ci allenavamo senza centro sportivo e facevamo il massaggio dentro un bar, in un campo. Tutti andavano via alle 12-12.30, non c’era nessuno. E adesso, meno di quattro anni dopo, stiamo giocando la Champions. Io sono molto contento, sono molto tranquillo. Sì, è vero che alla volta il timing è importante, però sono molto contento di quello che stiamo facendo qui e con chi lo stiamo facendo. Questo per me rappresenta tanto. Alla fine abbiamo sempre quella voglia, no? Voglio di più, voglio di più. La vita è lunga: ho 39 anni, come mi diceva Mourinho due settimane fa, mancano fino agli 80, quarant’anni di lavoro. Non si deve avere fretta, si deve lavorare, si deve imparare molto. E se non si deve fare il salto, sicuramente perché vuole dire che il Como continua a crescere, e qui è già il salto fatto.”
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