Calcionews24
·2 agosto 2026
Como, nuove regole per gli abbonati: assenze, maglie avversarie e polemiche tra i tifosi

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Il Como lancia la nuova campagna abbonamenti e introduce due regole destinate a far discutere. La prima riguarda gli abbonati che dovessero saltare più di 3 partite casalinghe senza avvisare il club e senza fornire un motivo valido: in quel caso la società potrà valutare il ritiro dell’abbonamento e la perdita del diritto di prelazione per la stagione successiva. La seconda norma vieta l’accesso in tribuna e nei distinti ai tifosi che indossano simboli della squadra avversaria, settori normalmente considerati più “neutri” rispetto alle curve.
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Una scelta forte da parte di una delle società più innovative del calcio europeo, reduce dalla sorprendente qualificazione alla Champions League con la squadra di Fabregas, salita appena due anni fa dalla Serie B.
La comunicazione diffusa dal club è stata molto chiara: «I titolari di abbonamento che dovessero assentarsi a più di tre partite casalinghe senza aver informato preventivamente il Club e senza un motivo valido, potranno perdere l’abbonamento e il diritto di rinnovarlo».
Una misura che ha subito generato reazioni contrastanti. Alcuni tifosi hanno ironizzato sui social: «Per le giustificazioni» e ancora «bisogna essere accompagnati dai genitori?». Altri hanno sottolineato la difficoltà di conciliare lavoro, turni e calendario, soprattutto con anticipi e posticipi comunicati a breve distanza dalle partite.
Secondo la società, però, il provvedimento nasce per contrastare il secondary ticketing e impedire che posti destinati ai tifosi del Como finiscano nelle mani dei sostenitori avversari. Lo ha spiegato il presidente Mirwan Suwarso: «Nelle ultime stagioni ci sono state troppe occasioni in cui tifosi delle squadre avversarie hanno festeggiato all’interno dei nostri settori, mentre tifosi del Como, che avrebbero sostenuto con orgoglio la nostra squadra, non sono riusciti a trovare un biglietto».
L’altra novità riguarda maglie, sciarpe e simboli delle squadre ospiti. Il nuovo regolamento prevede che possano essere indossati o esposti soltanto nel settore ospiti. Una norma rara in Italia, ma già vista in altri contesti europei.
Sul tema è intervenuto anche Sergio Gaddi, già assessore e candidato sindaco a Como: «Vietare l’ingresso in tribuna (in tribuna, non in curva) alle sciarpe e alle maglie della squadra avversaria è come dire il pallone è mio, quindi le regole le decido io». Poi ha aggiunto: «Insegnare il rispetto dell’avversario e fare di tutto perché una partita sia uno spettacolo vivo anche per la varietà dei sostenitori è un dovere fondamentale di qualsiasi club».
Il Como ha provato a chiarire che la norma riguarda soprattutto gli abbonati, che potranno cedere la tessera soltanto ad altri tifosi lariani. Resta però un regolamento molto rigido, pensato anche in vista di uno stadio, il Sinigaglia, da appena 12 mila posti e con una domanda superiore alla disponibilità.
Tra i tifosi storici c’è anche chi condivide la linea del club. Emilio Carletti, abbonato da anni, ha spiegato: «Quando vado in trasferta e siedo in tribuna non indosso mai la maglia del Como, e consiglio ai miei figli di fare lo stesso». E sulle assenze ha aggiunto: «Un vero tifoso segue sempre la sua squadra e organizza i propri impegni in base al calendario. Se non lo fa, non è un vero tifoso e può anche guardare le partite in tv».
Il dibattito resta aperto: il Como vuole tutelare identità, abbonati e ambiente interno, ma le nuove regole promettono di alimentare ancora polemiche.







































