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·30 marzo 2025

Como, scontro aperto sul nuovo Sinigaglia. Il sindaco: «Si va avanti»

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Nonostante il muro del sindaco di Como Rapinese, la lettera firmata da 111 tra architetti, intellettuali e docenti di tutto il mondo per chiedere di fermare il progetto del nuovo stadio Sinigaglia un effetto l’ha già ottenuto: accendere i riflettori dell’opinione pubblica su un intervento che finora aveva raccolto quasi solo consensi.

«Quello che si può fare è un intervento più contenuto, se invece si pensa di costruire un hotel e un centro commerciale sul lago perché quella è l’unica posizione oggi disponibile pensiamo sia meglio realizzare una struttura ex novo in una posizione diversa. Se da tutto il mondo in appena due giorni tante persone hanno deciso di aderire alla nostra iniziativa significa che questo argomento meriterebbe ben altra discussione», le parole – riportate da Il Giorno – dell’architetto Francesco Degli Esposti, promotore dell’iniziativa.


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Per il sindaco Alessandro Rapinese il confronto è invece già arrivato al capolinea. «La città lo vuole e andiamo avanti. Se considero la loro richiesta? No grazie, chiuso qua. Chi governa Como vuole lì lo stadio. Non sono stato eletto per giocare a flipper o a ping pong, ho comunicato a tutti gli elettori quello che avrei fatto e lo sto facendo».

Per i 111 firmatari dell’iniziativa, il nuovo stadio non può stravolgere la bellezza di un luogo unico al mondo: «L’area della città di Como intorno ai Giardini a Lago è un museo a cielo aperto di architetture moderne. Di fronte c’è il Monumento ai Caduti di Giuseppe Terragni realizzato su schizzo di Antonio Sant’Elia. Abbiamo raccolto adesioni non solo dall’Italia ma anche da Argentina, Australia, Belgio, Colombia, Germania, Malta, Regno Unito, Spagna, Ungheria e USA», ha concluso Degli Esposti.

Tra i firmatari anche il filosofo e scrittore Stefano Zecchi, per anni professore ordinario di Estetica alla Statale di Milano. «Capisco che il calcio è un business di alto livello e il ruolo dei nuovi stadi, ma occorre ricordare che le nostre sono città storiche, dotate di una loro identità, luoghi di relazioni e incontri con una dimensione politica e sociale che va preservata. L’intelligenza amministrativa deve riflettere anche su queste cose, va bene l’investimento ma occorre pensare al valore sociale della città. Como e il suo lago sono un gioiello proprio per i manufatti architettonici, uno stadio moderno può essere costruito tranquillamente in un’area meno delicata».

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