Calcio e Finanza
·27 maggio 2026
Comolli resta e rilancia: dai rapporti con Elkann e Spalletti al mercato. I piani dell'AD della Juve

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·27 maggio 2026

Nessun passo indietro, nessun addio, ma la spinta e la voglia di riportare la Juventus a essere competitiva ai livelli più alti del calcio italiano. Damien Comolli, amministratore delegato del club bianconero, non lascia, anzi raddoppia. E nonostante una stagione fallimentare dal punto di vista dei risultati sportivi (con la mancata qualificazione alla prossima edizione della Champions League), il dirigente francese presenta il suo manifesto per il futuro.
«Siamo insoddisfatti per non avere raggiunto l’obiettivo che ci eravamo preposti. Sembrava che fosse alla portata ma siamo caduti proprio all’ultimo. Non vi possiamo ancora anticipare quello che verrà, sono successe cose che non ci aspettavamo e questo ha portato alla mancata qualificazione in Champions», ha esordito durante un incontro con la stampa al quale ha preso parte anche Calcio e Finanza.
«Mi prendo la piena responsabilità di quello che è successo. Dobbiamo migliorare e fare meglio, per i nostri tifosi che ci hanno sempre sostenuto. Dobbiamo impegnarci nei confronti del club, è quello che si aspettano i nostri azionisti. E’ frustrante pensare al fatto che potevamo arrivare dove volevamo essere, ma non ci siamo riusciti. Sembrava che fosse tutto nelle nostre mani, ma con la Fiorentina ci è sfuggito tutto, quindi vuol dire che qualcosa è mancato e vogliamo colmare queste lacune: è stato un fallimento», ha detto Comolli senza troppi giri di parole.
Il lavoro iniziato la scorsa estate ha l’obiettivo di costruire «una squadra in cui crediamo fortemente, ma tutto questo deve essere confermato dai risultati sul campo. Questa è la base per il futuro, ma non vogliamo e non possiamo scappare dal nostro fallimento. E’ un dolore fisico quello che provo, e mi dispiace se abbiamo deluso i nostri tifosi e i nostri azionisti. Ho già provato questo dolore in carriera, e la condividiamo tutti. Detto questo, io mi fido dello staff e delle persone e di tutti i processi, credo che dobbiamo essere più coerenti e avere maggiore continuità. Mi hanno chiesto quali siano i piani A e B, ma noi abbiamo un solo piano: riportare al successo la Juventus e costruire una squadra competitiva ai livelli più alti. Dobbiamo approcciare questo piano in modo diverso e fare qualche piccola deviazione magari, ma la necessità è quella di mettere la squadra nelle condizioni di vincere e questo non è mai cambiato. Magari faremo qualche aggiustamento, ma nulla cambia nel piano iniziale, saremo fedeli a noi stessi».
L’amministratore delegato della Juventus ha voluto fare luce anche sul rapporto con John Elkann, numero uno di Exor (la holding della famiglia Agnelli-Elkann che controlla il club). «Parlo con Elkann diverse volte alla settimana, abbiamo parlato anche dopo la partita con la Fiorentina. Mi ha chiesto come vedessi eventualmente la mancata qualificazione alla Champions e quale fosse il piano per il futuro. Era frustrato, ma ha compreso perfettamente quale fosse la nostra intenzione, siamo allineati sugli aggiustamenti che ci sono da fare». I mancati ricavi dalla Champions andranno colmati, tanto che «in termini di aggiustamenti potremmo vendere un po’ più di quanto avevamo in mente, forse un giocatore, sto parlando dell’aspetto finanziario. L’obiettivo non cambia, vogliamo costruire una rosa competitiva per la stagione. Se dovremo vendere un giocatore in più verrà sostituito da uno dello stesso livello o magari di un livello superiore. Se uno ci lascia, quello che arriva deve essere almeno dello stesso livello, non vogliamo indebolire la squadra, tutto il contrario», ha raccontato.
Sempre a proposito di Elkann, con riferimento a quanto accaduto in casa Milan (con l’azzeramento della dirigenza dopo il mancato raggiungimento del quarto posto), Comolli ha spiegato di non avere «mai pensato che la proprietà prendesse gli stessi provvedimenti con me. Abbiamo sempre lavorato con John grazie al dialogo, che è costante. Come amministratore delegato, sento che un ciclo da tre a cinque anni sia l’ideale per fare una valutazione del mio lavoro, per esprimere un giudizio».
Inevitabile anche un passaggio su Luciano Spalletti, dopo le numerose voci di frizioni e di un rapporto che farebbe fatica a decollare, per visioni differenti anche e soprattutto sul mercato. Ma Comolli non ci sta: «Sono sorpreso da tutte le info false sul rapporto con Spalletti, che è sempre stato lo stesso, con una buona comunicazione regolare. Da quando abbiamo iniziato a lavorare con Luciano abbiamo condiviso i piani, i nomi e la strategia. I giocatori che sono stati presi a gennaio sono arrivati perché eravamo d’accordo. Luciano ha detto quali sono i giocatori che vorrebbe per la prossima stagione anche in base ai requisiti finanziari ed è totalmente coinvolto in questo processo».
«Abbiamo lavorato assieme per sette mesi, non ci conoscevamo prima, abbiamo scelto Luciano perché all’epoca ero convinto fosse la persona ideale per guidare la squadra e sono convinto che lo sia ancora, per quello ho insistito affinché il suo contratto fosse prolungato prima della fine della stagione. Abbiamo deciso di portare qui Luciano e ho specificato che fosse la cosa giusta. Quando mettiamo insieme tuti questi elementi e ci chiediamo se possiamo fare meglio, dico: “Certo che sì”, ma ci conosciamo da soli sette mesi e magari non si riesce a lavorare insieme ancora alla perfezione. Ora ci sarà una finestra di mercato molto più ampia, a livello aziendale siamo tutti allineati. Se Luciano chiede di un calciatore, noi rispondiamo se in base al Fair Play Finanziario possiamo prenderlo oppure no», ha aggiunto.
Comolli ha poi precisato che non è stato necessario alcun intervento da parte della proprietà per arrivare a una mediazione tra lui e Spalletti: «No, John (Elkann, ndr) vuole lavorare bene, meglio di quello che abbiamo fatto finora. Il suo ruolo non è di mediare i rapporti tra noi o tra me e Spalletti. Vuole che lavoriamo bene, ma siamo tutti adulti e responsabili e dobbiamo risolvere i problemi per conto nostro».
Un tema che “rincorre” Comolli sin dal suo arrivo in Italia è quello dell’utilizzo dei dati per la ricerca e la valutazione dei calciatori. I cosiddetti algoritmi, che spesso hanno fatto discutere: «Una delle squadre di maggiore successo in Italia usa gli algoritmi, quindi vuol dire che funzionano. Si filtrano i giocatori più velocemente, le loro caratteristiche, e quindi è un metodo più economico perché utilizziamo meno risorse. Abbiamo presentato a Luciano dei nomi che anche lo scouting apprezza e approva e con gli algoritmi che ci aiutano pensiamo di avere trovato giocatori che hanno la personalità giusta per giocare in questo club. Luciano mi ha chiesto: pensi ci sia un modo per analizzare la personalità e il comportamento di un giocatore? Ho detto di sì, perché ci sono club in Europa che stanno utilizzando questo approccio scientifico. Luciano stesso parlava della personalità e del carattere dei calciatori, credo che ci voglia qualcosa di speciale per giocare qui e cercheremo di individuare i giocatori con le giuste caratteristiche».
Nella strategia di mercato è previsto anche uno sguardo ai calciatori in scadenza di contratto, ma non per forza avranno la precedenza sugli altri: «E’ importante, ma non è la cosa più importante. Il Real Madrid negli ultimi dieci o quindici anni ha cercato giocatori al termine del contratto almeno un anno prima della scadenza. I club più ricchi lo fanno, quindi il mercato dei parametri zero è particolarmente importante. Ci siamo concentrati anche su questo sistema, ma non significa che avremo più giocatori che arriveranno con questo meccanismo. Se alcuni calciatori potrebbero non arrivare senza Champions? Me lo hanno chiesto dei mebri del board, ma nessuno dei giocatori con cui abbiamo parlato ha detto che non verrà senza Champions. Abbiamo sentito che vogliono venire alla Juventus, perché è la Juventus».
Sempre a proposito di mercato, Comolli ha fatto luce anche sulla situazione di alcuni singoli. Se il futuro di Kenan Yildiz è blindato («Sì, non si muove sicuramente»), il destino di Dusan Vlahovic è ancora tutto da scrivere. «Alla fine della finestra di mercato estiva abbiamo deciso che non ci sarebbe stato un trasferimento a gennaio. Abbiamo proseguito su questa linea, vorremmo andare avanti, ma non so come, anche perché Dusan e suo padre han detto: vediamo come finirà la stagione».
Quel che è certo è che la Juventus della prossima stagione sarà costruita su una base che parte dalla rosa attuale: «Pensiamo di avere una base forte di calciatori e la vogliamo proteggere per costruire la squadra. Aggiungeremo giocatori con alcune caratteristiche in alcune posizioni, ma voglio che la squadra si elevi in termini di carattere e personalità. Sappiamo già che abbiamo una base forte da cui partire, crediamo fortemente che con le aggiunte di alcuni calciatori di mentalità diversa, questo possa portare effetti positivi alla squadra e al club».
In chiusura, l’AD della Juventus ha parlato degli obiettivi della prossima stagione, a cominciare dal campionato di Serie A: «Come ho detto varie volte il nostro obiettivo è quello di mettere la squadra in condizione di vincere. Non sappiamo quando, anche se chiaramente non può essere tra cinque anni, ma nel futuro immediato. Non posso dire che partiremo per vincere perché non so cosa faranno gli altri club sul mercato. Ci sono altri competitor che non hanno l’allenatore, ci sono molti elementi in gioco che possono cambiare, quindi è difficile. Sicuramente vogliamo riportare successo al club nel futuro immediato, ma non posso dare garanzie».
Ci sarà anche un’Europa League da giocare, competizione in cui la Juventus sarà inevitabilmente tra le squadre favorite: «Sì, giocheremo con ambizione in Europa League e l’ultima volta che ci abbiamo giocato siamo andati in semifinale. Abbiamo studiato quello che sta avvenendo per capire quello che ci serve e quali sono le altre squadre forti. Sappiamo contro chi ci troveremo a giocare e un club come la Juve che parteciperà a questo torneo dovrà farlo con grande ambizione».
Ambizione che si percepisce anche da parte dei tifosi e che non spaventa Comolli: «Capisco perfettamente la loro aspettativa. Abbiamo tifosi incredibili nel modo in cui riescono a comprendere il calcio. Hanno visto grandi cambiamenti alla Juventus negli ultimi cinque o sei anni. Comprendo le loro richieste e quello che vogliono vedere, che non vogliano aspettare quattro o cinque anni. Quello che volevo dire non è che non vinceremo prima di questo tempo, l’obiettivo è quello ogni anno, ma intendevo che il ciclo giusto per valutare i risultati di un lavoro sia quello. Non sarei in grado di essere qui e di stare davanti a voi se non riuscissi a portare questi risultati».







































