Milannews24
·4 luglio 2026
Comotto a Cronache di Spogliatoio: «La Serie B mi ha cambiato, sogno la Nazionale maggiore e mi ispiro a Tonali e Modric»

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E’ un Milan sempre più orientato alla valorizzazione dei propri giovani, con una strategia chiara nonostante alcune situazioni del passato recente, come il caso Liberali. Il club rossonero vuole infatti investire con decisione sui suoi talenti italiani più promettenti, tra cui Francesco Camarda e Christian Comotto, che saranno attentamente osservati da Ruben Amorim durante il ritiro estivo.
Tra i profili più interessanti c’è proprio il centrocampista classe 2008, figlio d’arte, protagonista di una lunga intervista concessa a Cronache di Spogliatoio, nella quale ha raccontato il suo percorso tra crescita personale, calcio professionistico e vita quotidiana.
Di seguito le sue parole.
«Dovevo collegare la tesina a 3 argomenti, uno di questi è stato la motricità perché fa parte della mia vita ogni giorno grazie allo sport. Sto aspettando il voto, ma penso di essere andato molto bene. Per me studiare è sempre stato importante, anche quando ho avuto il doppio allenamento. La stagione in Serie B mi ha cambiato come persona, sono arrivato in uno spogliatoio con persone anche 20 anni più grandi di me, e non ero abituato perché giocavo in Primavera. Quindi vivere il mondo dei grandi è stato incredibile».
«Mi piange il cuore per com’è finita, con la retrocessione in C. Davvero, non riesco a farmene una ragione. Ci tenevo più di qualunque cosa al mondo e per me significava molto riuscire a salvare la società che mi ha dato fiducia nel mondo dei grandi. Avrei voluto ricambiare quella fiducia che è stata riposta in me dai miei due allenatori, dal direttore Melissano e dai tifosi, e continuerò a seguirli in qualunque categoria, hanno un tifoso in più».
«Mio padre è un grandissimo punto di riferimento per me, perché le esperienze che io sto facendo adesso, lui le ha vissute 30 anni fa. Mi ha dato una grande mano nei primi mesi a Spezia, perché mi ha spiegato come entrare in uno spogliatoio e nel gruppo rispettando e facendomi rispettare, ad esempio non esagerando nelle prime partite. Da lui cerco di prendere la grinta e la cattiveria. Da piccolo mi portava in campo mano nella mano prima delle partite a Perugia oppure si fermava al termine di una gara per fare qualche tiro in porta insieme a me».
«Sandro è venuto anche al mio 18esimo, è quasi come se fosse un fratello per me, spesso guarda le mie partite e mi dà i consigli. Ho trovato come spalla uno dei migliori centrocampisti in Europa, quindi è un punto di riferimento e una grandissima persona. Ci pensi come sarebbe se un giorno ci trovassimo a giocare insieme? Che sia in una squadra, oppure in Nazionale, sarebbe qualcosa di incredibile, è uno dei miei idoli insieme a Modrić, che per me è un punto di riferimento da sempre e che mi portava a seguire tantissimo il Real Madrid, ovviamente anche per Ronaldo».
«Me lo ha detto, aveva la mia stessa età quando ha giocato la prima stagione con il Brescia, oltre a mio padre quindi ho chiesto anche a Sandro perché proprio quell’anno era esploso. Mi sentivo molto bambino quando ho iniziato con lo Spezia, quindi Tonali mi ha aiutato a gestire quei momenti essendoci passato qualche anno fa».
«Ho dovuto scegliere tra i due, perché amo giocarci e stavo migliorando. Lo coltivo ancora, gioco appena posso e seguo Sinner qui in ritiro a Wimbledon, è un hobby che ho da quando avevo 5 anni e a volte mi diletto con il ping-pong. Anche Federer è un riferimento, mentre Jannik soprattutto per l’aspetto mentale è una figura da cui cerco di imparare».
«L’ultima partita giocata risaliva all’8 maggio, quindi il primo obiettivo è stato ritrovare la condizione fisica. Sapevamo che vincere la prima era fondamentale, ora viene il bello. Non ho mai visto un Mondiale, ma intanto penso a vincere questo Europeo perché fin da quando sono piccolo vengo in Nazionale e ormai siamo un gruppo di amici che è arrivato fino a qui, vivo con grande onore essere convocato ogni volta e siamo un grande gruppo che si conosce da tanto tempo».
«È un sogno, non si sa mai ma vivo il presente, come ho detto adesso sono concentrato su questo Europeo u-19, poi si vedrà. mi sento più pronto per affrontare l’intensità che c’è ad alti livelli, voglio essere sempre più la versione migliore di me stesso, mi sto completando pian piano ma ancora mi manca molto. Mi sento pronto per affrontare tutte le sfide che ci saranno nella prossima stagione e cogliere al massimo le opportunità».







































