Conceicao a Repubblica: «Ho frequentato diversi spogliatoi e posso dirvi che l’instabilità dell’ambiente arriva anche da lì: il malumore dei tifosi si sentiva» | OneFootball

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Milannews24

·12 maggio 2026

Conceicao a Repubblica: «Ho frequentato diversi spogliatoi e posso dirvi che l’instabilità dell’ambiente arriva anche da lì: il malumore dei tifosi si sentiva»

Immagine dell'articolo:Conceicao a Repubblica: «Ho frequentato diversi spogliatoi e posso dirvi che l’instabilità dell’ambiente arriva anche da lì: il malumore dei tifosi si sentiva»

Conceicao intervistato da Repubblica ha raccontato della sua esperienza vissuta al Milan da gennaio a maggio dello scorso anno

Sérgio Conceição, ex allenatore del Milan, ha rilasciato un’intervista a Repubblica nella quale ha parlato della sua esperienza in rossonero:

MOMENTO COMPLICATO «Non è facile fare l’allenatore del Milan, una squadra abituata nella storia a giocare annate di livello altissimo, finali di Champions. Ma il momento era complicato. Arrivando dal Porto, lì avevo una società ben strutturata, con un presidente presente e lì da anni, mentre a Milano ho trovato una situazione difficile: basti pensare che dopo il primo pareggio col Cagliari hanno iniziato a girare voci sul mio sostituto e nessuno della dirigenza si degnò di smentirle. Ho frequentato diversi spogliatoi e posso dirvi che l’instabilità dell’ambiente arriva anche da lì: il malumore dei tifosi si sentiva, i social hanno amplificato tutto. Ci sarebbe servita una protezione da parte del club»


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IN CAMPO OGNI 3 GIORNI «Quando ero al Milan non eravamo in campo ogni tre giorni, praticamente ci allenavamo in partita. Tanta parte video, pochi allenamenti in campo, ma non mi lamento perché quando firmai, conoscevo il calendario. Sono stati sei mesi positivi, abbiamo fatto due finali. Sono stato chiamato per portare a termine un lavoro in cui Fonseca aveva trovato difficoltà, pur essendo Paulo un grandissimo allenatore. Il gruppo voleva lavorare, lo testimonia la Supercoppa vinta battendo Juventus e Inter»

CHI SONO I LEADER «Leader è chi dà l’esempio, anche nel modo di comportarsi fuori dal campo, dal riposo alla nutrizione. Pulisic e Gabbia erano leader per l’esempio che davano, ma non erano gli unici»

IL SIGARO «L’esultanza col sigaro è un mio marchio di fabbrica, poi qui in Arabia ora mi sono affezionato ai miei sigari dato che il vino non è concesso».

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