Conferenza stampa Amorim pre Juve Milan: «Il mio voto al mercato è 10, ho la squadra migliore del mondo. Calendario serrato? Una roba mai vista» | OneFootball

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·5 settembre 2026

Conferenza stampa Amorim pre Juve Milan: «Il mio voto al mercato è 10, ho la squadra migliore del mondo. Calendario serrato? Una roba mai vista»

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Conferenza stampa Amorim pre Juve Milan: il tecnico presenterà la sfida di domani allo Stadium a partire dalle 14

RITRATTO DEI GIOCATORI – «Cerco di comportarmi in questo modo perché, lontano dal terreno di gioco, i calciatori sono prima di tutto persone e io sono il punto di riferimento dello spogliatoio. Il mio compito è sostenerli, mentre in campo bisogna lavorare duramente perché non esistono scorciatoie. Dobbiamo farlo nel modo corretto per vincere partite e trofei. Durante gli allenamenti e il lavoro in palestra sono molto esigente, ma fuori dal campo voglio aiutare loro e le rispettive famiglie».

CARDINALE E TOMORI – «Parlo quotidianamente con Cardinale e Calvelli, quindi per me è normale vederli qui, anche se magari per voi rappresenta una novità. Sono molto contento del mercato: sono arrivati giocatori di altissimo livello, capaci di aiutarci sia durante questa stagione sia in prospettiva futura. Questo era il nostro obiettivo. Voglio anche spiegare come si lavora al Milan: per acquistare un calciatore dobbiamo essere tutti d’accordo. Se manca la piena condivisione, non procediamo e ci prendiamo altro tempo per individuare la soluzione migliore. Durante l’estate siamo stati sempre allineati. Tomori? Abbiamo avuto un problema con Gabbia e non sappiamo ancora quanto tempo rimarrà fuori. È una situazione simile a quella vissuta con Gila durante la preparazione. Guardando il calendario, dovremo disputare quattro partite in dieci giorni e voglio essere pronto a qualsiasi eventualità. Tomori è un ottimo calciatore e ho visto che ha continuato ad allenarsi bene. La squadra viene prima di tutto e, in questo momento, ho ritenuto che reintegrarlo fosse la decisione migliore».


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VOTO AL MERCATO E CAMARDA – «Tutti assegnano dei voti e il mio è 10. Considero i miei calciatori i migliori al mondo perché tutti quelli inseriti nella rosa sono adatti al percorso che vogliamo intraprendere. Naturalmente si possono desiderare caratteristiche differenti, ma credo sia giusto concedere spazio a Camarda. Possiamo anche utilizzare tre giocatori capaci di scambiarsi posizione. In alcune gare modificare le caratteristiche degli attaccanti può diventare un vantaggio. Nessuna squadra al mondo possiede ogni possibile soluzione in tutti i ruoli per un’intera stagione. Camarda verrà utilizzato. Molto dipenderà naturalmente dai risultati: vincendo andrà tutto bene, mentre dopo una sconfitta nasceranno discussioni. Io, però, sono soddisfatto della squadra».

RABIOT E MOREIRA TITOLARI – «Lo scopriremo domani. Oggi non comunicherò la formazione iniziale. Anche considerando le rotazioni a disposizione, è importante non rivelare chi partirà titolare. Moreira si allena con noi da due settimane ed è più pronto rispetto a sette giorni fa. Rappresenta una possibilità, proprio come Rabiot, che può essere impiegato in due ruoli differenti. Decideremo quale sarà l’undici iniziale».

COSA RISPONDE A CHIVU – «Non rispondo nulla, perché penso soltanto alla nostra partita. Vincendo domani raggiungeremmo la vetta della classifica insieme ad altre squadre. Sono focalizzato esclusivamente sul Milan e sul lavoro che dobbiamo svolgere, quindi non ho niente da aggiungere sull’argomento».

PRIMO BIG MATCH IN ITALIA – «Dipende dalla pressione che ciascuno decide di caricarsi addosso. Dobbiamo provare a vincere ogni partita e, per questo motivo, non considero i big match più importanti degli altri incontri. Durante la preparazione abbiamo perso alcune gare e già allora avvertivamo pressione. Nei grandi club ogni appuntamento può diventare un big match. Questa sfida sarà utile per verificare i progressi compiuti rispetto alla settimana precedente. Sono impaziente, credo che la squadra sia pronta e lo sono anch’io. Per me sarà una normale giornata di lavoro, ma non vedo l’ora di osservare il Milan in campo».

CALENDARIO E MIGLIORAMENTI DIFENSIVI – «Nella mia carriera non avevo mai affrontato una serie di partite così ravvicinate, nemmeno quando allenavo in Premier League. Sarà complicato, ma potremo concedere riposo ad alcuni calciatori attraverso le rotazioni: anche per questo abbiamo costruito una rosa così ampia. Voglio osservare tutti questi giocatori almeno fino a gennaio, poi valuteremo quello che accadrà. Per quanto riguarda la difesa, contro il Torino abbiamo gestito meglio le transizioni rispetto alla partita con il Venezia. Dobbiamo restare concentrati in ogni gara. Le maggiori difficoltà emergono quando perdiamo il pallone, non nell’organizzazione della linea difensiva. Abbiamo lavorato molto su questo aspetto durante la settimana. Inoltre ho centrali come Pavlovic e Mario Gila che, qualche volta, pensano di essere dei numeri 10. Non sono rimasto soddisfatto della prestazione contro il Venezia e dovremo fare decisamente meglio davanti a una grande squadra come la Juventus».

DIEGO MOREIRA E ANCORA SU CHIVU – «Considero Moreira principalmente un quinto, anche se in alcune partite potrà giocare più avanti oppure insieme a Chukwueze. Abbiamo diverse soluzioni e tanti calciatori da alternare. Per quanto riguarda Chivu, se al Milan avessimo bisogno delle sue dichiarazioni per trovare motivazioni, significherebbe che qualcosa dentro di noi non funziona. Le posizioni occupate in classifica negli ultimi anni sono già sufficienti per spingerci a lavorare duramente. Dobbiamo fare ancora moltissimo, onorare i nostri sostenitori e riportare il club al livello che merita. Non servono le parole di Chivu per motivarci. Quando guardo il Milan vedo il club migliore del mondo, ma negli ultimi vent’anni ha conquistato zero Coppe Italia e soltanto due scudetti. Evidentemente qualcosa non ha funzionato e ne siamo consapevoli. Abbiamo tanto lavoro davanti e dobbiamo raggiungere i nostri traguardi nei tempi giusti. Non mi interessa quello che dice Chivu o qualsiasi altra persona. Dobbiamo piuttosto capire perché, nel corso degli anni, il Milan non sia riuscito a essere veramente il Milan. È meglio restare concentrati sulla nostra squadra, senza preoccuparci delle opinioni esterne, e lavorare per riportarla dove merita».

SPALLETTI E JUVE – «Affrontare una linea difensiva composta da tre o quattro giocatori cambia inevitabilmente il modo di pressare e attaccare. Dovremo modificare alcuni dettagli, pur non avendo la certezza del sistema che utilizzerà la Juventus. Alcuni aspetti tattici saranno differenti e noi sapremo adattarci, come abbiamo già fatto durante la preparazione. Spalletti non ha bisogno di presentazioni: è un tecnico intelligente, possiede grandi qualità, conosce perfettamente il campionato e apprezzo il calcio proposto dalle sue squadre. Sarà una partita difficile. Siamo soltanto all’inizio della stagione, ma sappiamo di essere pronti. Mi aspetto una bella sfida. Non ho mai battuto la Juventus da allenatore, mentre ci sono riuscito da calciatore: sarò pronto a provarci per la prima volta anche in panchina».

GESTIONE DELL’11 TITOLARE – «Nella prima parte della stagione non è semplice scegliere, perché bisogna valutare le condizioni fisiche dei singoli calciatori. Dobbiamo pensare anche a come concludere la partita, non soltanto a come cominciarla. L’aspetto decisivo resta il rendimento durante gli allenamenti settimanali: se qualcuno non lavora bene, posso cambiare immediatamente idea. Il principio è semplice: chi merita durante la settimana gioca, chi non lo fa resta fuori. Cerco sempre di schierare la migliore formazione possibile, ma devo avere anche in panchina delle risorse capaci di modificare l’andamento dell’incontro».

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