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·16 agosto 2026

Conferenza stampa Corradi: «Ci sono tutti i presupposti per iniziare bene Vindahl? Giocherà titolare»

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Il tecnico blucerchiato Corradi ha presentato con fiducia ed entusiasmo il debutto ufficiale e annuncia alcune novità nella conferenza stampa

Il tempo delle prove è finito. Per la Sampdoria è arrivato il momento del primo verdetto della stagione, con la Cremonese ad attendere domani i blucerchiati in Coppa Italia. Alla vigilia della gara, Bernardo Corradi ha mostrato fiducia nel percorso compiuto durante l’estate, sottolineando soprattutto la risposta ricevuta dal gruppo e il senso di appartenenza mostrato dai suoi giocatori.


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LA CONFERENZA STAMPA DI CORRADI

COME PROCEDE L’INSERIMENTO DI VERSCHAEREN, MEIJER E VINDAHL?«Parlo per esperienza personale, perché ho giocato all’estero e so cosa significhi cambiare Paese, modo di allenarsi, alimentazione e andare a vivere in un posto con una cultura diversa dalla tua. Anche se il linguaggio del pallone è universale, ci sono dinamiche che verranno acquisite con un po’ di ritardo. Ci sarà chi si ambienterà più velocemente e chi più lentamente, ma il gruppo è sano, lavora bene e credo che non avranno grandi problemi di inserimento. Per quanto riguarda lo stato di forma, Vindahl e Meijer sono un gradino sopra rispetto a Verschaeren perché si allenavano con le rispettive squadre prima del trasferimento e quindi sono a disposizione. Per Yari costruiremo invece un percorso diverso, perché finora ha fatto soprattutto lavoro fisico e ha toccato pochissimo il pallone. Dalle prime impressioni, però, il pallone lo tocca molto bene. Oggi è stato inserito nella partitella della rifinitura, ma non salirà sul pullman per Bolzano: resterà qui per svolgere allenamenti specifici e cercare di trovare la forma il prima possibile».

COME HAI VISTO LA SQUADRA ALLA FINE DEL PRECAMPIONATO?«Da subito ho visto grandissima disponibilità, apertura e partecipazione. Nelle prime settimane abbiamo lavorato con un gruppo che, strada facendo, ha cambiato e sta ancora cambiando forma. Abbiamo cercato di integrare chi è arrivato in corsa nel miglior modo e nel minor tempo possibile. Domani sarà una partita da dentro o fuori, ma l’interruttore dell’attenzione e della concentrazione non è qualcosa che puoi accendere e spegnere in un secondo. Anche nelle amichevoli ho cercato di trasmettere l’importanza delle prime partite e della costruzione di qualcosa di nuovo, mettendo basi solide sulle quali appoggiare tutta la stagione. Mi ha fatto anche un certo effetto vedere la delusione negli occhi dei ragazzi dopo il Novara. Sono un po’ scottati da quello che hanno vissuto e io lo considero un aspetto positivo, perché dimostra il loro attaccamento. Bisogna imparare a farsi scivolare addosso certe situazioni: dentro una partita ci sono mille partite e un errore resta soltanto un errore, bisogna superarlo il più velocemente possibile».

VINDAHL SARÀ TITOLARE?«Sì, Vindahl gioca. Meijer, invece, partirà dalla panchina».

A CHE PUNTO È QUESTA SAMPDORIA?«Sono contento di quello che abbiamo fatto finora. Se fossimo già al 100% sarei preoccupato, perché abbiamo appena concluso la preparazione e dobbiamo ancora giocare la prima partita ufficiale. Essere già al massimo della condizione adesso potrebbe diventare un problema per il futuro. So che arriveranno altre situazioni di difficoltà, ma la solidità non riguarda soltanto i giocatori: parlo di tutto il gruppo di lavoro, dal direttore ai magazzinieri. Nei momenti difficili dobbiamo aiutarci tutti. La grande disponibilità che ho trovato mi lascia tranquillo, perché sono convinto che riusciremo a superarli stando insieme e continuando a lavorare come abbiamo fatto finora».

LA VITTORIA DI PARMA HA DATO MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA?«Ho cercato di lavorare proprio sulla consapevolezza. Alcuni devono crescere non soltanto dal punto di vista della condizione fisica, ma anche nell’approccio alla partita. Avere maggiore fiducia nei propri mezzi aiuta a superare determinate situazioni. La squadra è andata in crescendo ed è normale che i risultati positivi aiutino. La partita di Parma ci ha dato una spinta importante, non soltanto a noi ma anche alla gente che ci segue. L’affetto dei tifosi è incredibile, basta vedere il numero degli abbonati. Tutto questo va ricambiato con le prestazioni. Poi si può vincere o perdere, ma l’importante è mostrare concetti e solidità. Se arriverà un errore, lo analizzeremo e cercheremo di migliorarlo».

A CHE PUNTO È INSIGNE?«Credo debba sostenere l’ultimo check strumentale all’inizio della prossima settimana. Sta lavorando bene dal punto di vista fisico e, fosse per lui, verrebbe in bicicletta a Bolzano. Bisogna però rispettare i tempi. È un giocatore maturo, conosce il proprio corpo e sa che deve completare correttamente questo percorso per tornare nelle migliori condizioni. Quando sarà pronto sarà praticamente un nuovo acquisto, perché con la squadra non si è quasi mai allenato. Cercheremo di sfruttare tutto ciò che Lorenzo potrà darci in campo».

LE SCORIE DELLE ULTIME DUE STAGIONI SONO STATE SUPERATE?«È un lavoro continuo. Le situazioni vissute singolarmente dai giocatori e dalla squadra possono essere superate attraverso l’entusiasmo e la leggerezza, ma so già che durante l’anno potrebbero esserci periodi nei quali uno o due risultati negativi rischieranno di far vacillare qualche certezza. Gli appigli saranno il lavoro, la costanza e la capacità di vedere l’errore come una possibilità di miglioramento. Gli errori arriveranno, nessuno ne è esente. La differenza la fa il modo in cui reagisci. Bisogna avere la tranquillità di analizzare un errore e lavorare per non commetterlo nuovamente».

CHE PARTITA TI ASPETTI CONTRO LA CREMONESE?«Spero sia una bella partita. Conosco mister Giampaolo e sono un suo estimatore, è un allenatore che mi piace. Sarà affascinante affrontarlo perché contro tecnici del genere diventano quasi partite a scacchi: vedremo chi sarà più bravo nelle letture e nel mettere in difficoltà l’avversario. È una partita che dà grandi stimoli ma che porta con sé anche responsabilità. La Cremonese, secondo me, è una delle pretendenti alla vittoria del campionato: ha mantenuto un’ossatura importante, ha fatto acquisti di livello e ha un allenatore esperto. C’è grande voglia di confrontarsi con realtà di questo tipo».

CHE TIPO DI ATTACCANTE È LAURITSEN?«Il suo ambientamento è stato abbastanza rapido. Per un attaccante segnare aiuta: quando fai gol hai già fatto più di metà del lavoro. Nonostante la struttura, il baricentro alto e le lunghe leve, è un giocatore molto tecnico. È bravo a legare il gioco con la squadra ed è molto efficace dentro l’area di rigore. Lo step che deve compiere velocemente riguarda l’adattamento al campionato e al tipo di marcature che troverà. In questo momento è ancora troppo pulito nel guardare soltanto il pallone: deve imparare a prendere posizione sull’avversario, usare maggiormente il corpo e fare anche un po’ di lotta. Ma con le sue qualità credo che impiegherà poco ad adattarsi».

COME STA BEGIC? E GLI ALTRI GIOCATORI GESTITI A PARTE?«Begic svolgerà in questi giorni un allenamento programmato con la parte della squadra che non viaggerà, aiutandoci anche con giocatori della Primavera e degli Allievi per effettuare lavori specifici. Dovrebbe rientrare in gruppo la prossima settimana e sarà a disposizione per Cesena. Gli altri sono nella normale gestione del post-partita: qualcuno ha preso una botta, qualcun altro ha avuto una piccola distorsione, ma sono quasi tutti disponibili. L’unico assente sarà Abildgaard, che per precauzione verrà tenuto a riposo per averlo al 100% contro il Cesena».

QUANTO PUÒ CAMBIARE IL SISTEMA DI GIOCO?«Abbiamo esterni che amano venire dentro al campo più che attaccare sempre la profondità e, soprattutto con Verschaeren, abbiamo anche un centrocampista dalle spiccate qualità offensive. La struttura può quindi cambiare in base agli spazi che concede l’avversario. Avere più opzioni è un vantaggio, perché ogni giocatore interpreta la partita secondo le proprie caratteristiche. Depaoli, ad esempio, a Parma ha giocato in una posizione non sua ma ha disputato una partita importante, interpretando perfettamente il ruolo. Quando c’è questa disponibilità, i numeri lasciano il tempo che trovano. Insigne potrà ritrovarsi sotto punta, Abildgaard ad attaccare la profondità oppure Henderson da esterno in una fase di non possesso, magari difendendo con un 4-4-2. Il mio lavoro è individuare le caratteristiche dei giocatori e metterli nelle migliori condizioni per rendere al massimo».

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