Conferenza stampa Pisacane: «Non ci saranno Mina, Nzola e Carlos. Verona? Rifarei tutte le scelte che ho fatto!» | OneFootball

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·6 settembre 2026

Conferenza stampa Pisacane: «Non ci saranno Mina, Nzola e Carlos. Verona? Rifarei tutte le scelte che ho fatto!»

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Conferenza stampa Pisacane: l’allenatore del Cagliari interviene da Assemini in vista della partita contro il Lecce di Eusebio Di Francesco

Fabio Pisacane dal CRAI Sport Center di Assemini presenta la sfida valida per la terza giornata del campionato di Serie A 2026-2027. L’allenatore del Cagliari interviene in conferenza stampa verso la gara dell’Unipol Domus contro il Lecce. Le sue parole:

LA CONFERENZA STAMPA PISACANE


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INFORUTUNATI – «Non ci sono Mina, Idrissi, Carlos e Nzola, gli altri ci sono tutti; dalla primavera di aggrega Sugamele».

FURORE – «Abbiamo avuto un anno di tempo per metterlo dentro dato l’obiettivo raggiunto nell’ultima stagione. Questa caratteristica la impone il Cagliari, non io, senza averlo è difficile vedere il Cagliari e raggiungere i risultati. L’abbiamo allenato un anno fa, a volte durante a stagione è normale che non venga fuori, ma è una cosa che c’è nei miei ragazzi».

LECCE – «Mi immagino un Lecce accorto e che saprà il valore della partita anche se è solo la terza giornata. Ha un allenatore navigato che sa il fatto suo, nella gara ci saranno più partite, farà la differenza saper gestire i momenti».

NZOLA – «Ha fatto meno di quello che è nelle sue corde, ha ancora trent’anni, ieri ci dicevamo che la sua carriera potrebbe star iniziando. Di lui mi ha colpito che quando ci abbiamo parlato mi ha detto chiaramente che la sua storia con l’Italia non è ancora finita, la può scrivere qui a Cagliari».

DELUSIONE PARTITA CONTRO IL VERONA – «La Coppa mi ha ferito come ha fatto con tutti, ma non dobbiamo lascarci confondere. E’ stato lo stesso primo tempo giocato con il Frosinone l’anno scorso, non dico che i ragazzi sono stato bocciati, ma poi i cambi hanno incanalato la partita; con il Verona come contro il Frosinone. Nel secondo tempo abbiamo visto un Cagliari diverso, ma io ho fiducia nei ragazzi: devono giocare e sbagliare. Per questo non li voglio bocciare, tramite gli errori possono crescere. E’ responsabilità e se tornassi indietro rifarei le stesse scelte».

CIERVO (IMPIEGATO ALLA PALESTRA?) – «CI tengo a precisare che l’altra sera è partito da terzino puro perché Zé Pedro aveva il collo bloccato. Facevo riferimento a Palestra perché giocando 20 metri più avanti può farti giocare a 4 dietro o a 5. Non è stata la sua miglior partita, condizionato anche dal primo tempo che ha coinvolto un po’ tutti. Sul primo gol è l’ultimo anello della catena che fa l’errore, ma ci sono stati altri errori che hanno portato a quello. Se domani fossimo in emergenza lui potrebbe giocare terzino, speriamo meglio rispetto a quanto fatto in Coppa Italia».

A CHE PUNTO L’INNESTO DEI NUOVI? – «Esiste il Cagliari, non vecchi o nuovi, noi dobbiamo rappresentare il Cagliari e non siamo felici dell’ultima gara. Come metodo non partiamo da zero, con il Verona sapevo che sarebbe potuto andare così dato che avevo cambiato 8 giocatori. Se però non si approfitta di questi momenti poi è difficile far giocare chi gioca meno. Dobbiamo integrare i nuovi nel minor tempo possibile, i vecchi hanno aiutato tanto in questo già in ritiro».

MENDY – «Paul è un ragazzo che l’anno scorso non aveva niente da perdere, ora le aspettative si sono alzate; ha più responsabilità. Ora siamo contati lì davanti ed è difficile farlo rifiatare e alleggerirgli le responsabilità. Lui lavora meglio lavorando con un giocatore affianco, altrimenti deve correre di più. Dobbiamo farlo correre meno e meglio, in area però sa il fatto suo, può bastargli un pallone. Se l’altra sera avessimo avuto un altro attaccante avrei giocato con due punte contro il Verona, però ci sono stati l’infortunio di Carlos e i problemi legati a Borrelli e Nzola».

BORRELLI – «Gennaro l’anno scorso quando è arrivato qua aveva paura dell’impatto con la Serie A, è stato bravo lui a superare questo scoglio, per me ha fatto bene al primo anno. Durante il mercato è venuto da me e mi ha chiesto se fosse un titolare e gli ho detto che era una freccia nell’arco, ma che volevamo mettere altre frecce che avessero più gol. L’anno scorso abbiamo faticato tra l’infortunio di Belotti e la mancata condizione di Kilicsoy. Borrelli aveva aspettative alte dopo i 5 gol fatti, aveva esigenza di sentirsi protagonista e per questo è andato al Rizespor. Il campo ci dirà se è stata la scelta giusta».

WINKS – «Quelle qualità con il pallone le ha solo lui, non ho Busquets in mezzo al campo, non può fare entrambe le fasi. E’ il cervello della nostra squadra con due ragazzi affianco che fanno le altre cose. Gioca perché dobbiamo portarlo in condizione, lui è il play che da anni manca al Cagliari, l’anno scorso l’abbiamo inventato. Non gli chiedo di fare 10 gol, se poi ne fa sono felice».

MASSOLIN – «Non ha giocato nel precampionato dato un infortunio, nelle ultime tre settimane si è allenato con l’Inter; è grosso e deve entrare in condizione, crescendo come condizione fisica. Ha bisogno di giocare, lo aspettiamo perché ha dei colpi importanti, vede calcio, può fare la mezzala, ma deve capire che deve giocare anche da centrocampo in giù».

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