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·29 agosto 2026

Conferenza stampa Pisacane: «Non voglio che venga ceduto Adopo! Mina può giocare. Due punte? E’ possibile»

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Conferenza stampa Pisacane: l’allenatore del Cagliari interviene in vista della partita dell’Unipol Domus contro l’Inter di Christian Chivu

Fabio Pisacane, tecnico del Cagliari, interviene in conferenza stampa verso la gara della seconda giornata del campionato di Serie A 2026-2027 contro l’Inter. Le sue parole:

CONFERENZA STAMPA DI PISACANE


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SETTIMANA DI MERCATO, CESSIONI E ARRIVI – «Quello che è successo a noi succede a tutti nel mercato, spero che la finestra di trattativa in futuro sia più corta. E’ difficile lavorare con giocatori in partenza o che devono sapere dove giocheranno. Bellissima settimana per le notizie su Trepy, ringrazio i medici di Sassari, non vediamo l’ora che ricominci a fare quello che ama. Ci ha aiutato tanto il dottor Sarais. Arriveranno dei giocatori e altri ci hanno lasciato, non mi dilungo ora su questo».

ZAPPA E NUOVI ARRIVATI – «Gabriele merita la mia attenzione oggi, ad inizio ritiro mi ha parlato e dopo sei anni mi ha detto che voleva fare una nuova esperienza per avere nuovi stimoli. Gli avevo dato la mia parole che l’avrei lasciato andare, la richiesta p arrivata a tre giorni dalla fine del mercato. Dato il comportamento corretto che ha sempre avuto ho lasciato da parte l’ego per lasciarlo partire. Lo ringrazio per l’attaccamento sempre avuto per la squadra. Ciervo ha caratteristiche ben precise, è un giocatore alla Palestra, è un’ala che ci può permettere di cambiare struttura. La società sa quali sono le mie richieste, abbiamo individuato un calciatore sulla trequarti, è giovane, non faccio nomi finché non sarà tutto nero su bianco. Ho chiesto un centrocampista dopo la cessione di Prati. Adopo non è sul mercato, sono convinto che non si muoverà perché la società sa che lo voglio».

INTER – «Sono i campioni d’Italia, dovremmo essere molto attenti, è una partita da bollino rosso ma nessuna gara lo è per noi. Basta alzare il livello di alcune levette, sono l’attenzione, l’umiltà, la dedizione, il sacrificio e lo spirito».

MINA SI O MINA NO? – «Mina è importante per noi, con la chiusura di questa settimana ha fatto 20 giorni buoni, si è allenato bene ma vediamo in rifinitura poi sceglierò. Ci serve ogni goccia di sudore da tutti, lui ne spende tanto in ogni gara. Abbiamo fatto un precampionato importante, ma da Parma sono iniziate le partite vere e Mina in queste è importante».

ATTACCO. CARLOS TITOLARE? – «Sono soddisfatto di quanto fatto da Mendy a Parma e di come di è allenato Carlos, ho un dubbio, dipende dal sistema. Potremmo giocare con due punte, non per forza due di struttura, una potrebbe essere più mobile. Carlos comunque è in netta crescita».

IL MERCATO PER UN ALLENATORE, COME ADATTARSI – «Per essere sintetico, chi è andato via mi ha dato una mano per mettere i nuovi in un processo di conoscenza importante per quanto riguarda le richieste. Dopo 30 giorni i nuovi hanno messo dentro queste cose, i vecchi queste cose le hanno già. Mi soddisfa sapere che sanno come lavorare con e senza palla».

CAGLIARI A SPECCHIO E FADERA – «Prendo spunti dagli altri analizzando le partite, questo per preparare il piano gara e provare a fare punti. Bisogna fare un compromesso tra l’andare a uomo e no. Il Monza ha fatto un buon primo tempo, ma l’Inter poi in breve ha chiuso la pratica. Non è un problema di metterci a specchio ma si saper alternare bene la pressione. Sappiamo cosa ci può dare Fadera, può essere un giocatore importante».

GARA DI PARMA – «Parma ci ha dato fiducia e non crediti, dovremo avere più ferocia contro l’Inter. Non per togliere qualcosa al Parma, ma con l’Inter avremo meno margine di errore. Al Tardini potevamo gestire meglio le situazioni nell’ultimo terzo di campo, alcune cose le abbiamo fatte bene a questo non è il nostro standard. Ci vogliamo avvicinare alla nostra idea, poi dipende anche dall’avversario».

ROMANO – «Da parte mia c’è una cura attenta ai particolari, non abbiamo mai avuto dubbi sulla sua mentalità: sa dove vuole arrivare, deve rimanere in campana. Il calcio ti illude di essere già un fenomeno o di essere diventato un brocco, glielo ho detto. Sappiamo come curare questi ragazzi, nei momenti di esaltazione gli va dato il giusto premio. E’ una generazione diversa dalla nostra nella quale ci tenevano con i piedi per terra, loro hanno invece bisogno di esaltarsi. Sono rimasto colpito, ma sapevamo che avrebbe messo questa applicazione anche questa settimana».

INTER E CHIVU – «E’ cambiata poco, ha lo stesso allenatore dello scorso anno, idem i giocatori. Hanno nuove frecce e stanno consolidando le richieste di Chivu, ribaltare il pronostico vorrebbe dire mettere tutte quelle caratteristiche. Potrebbe non bastare, ma giocando così puoi portare la sfida dalla tua con gli episodi. Chivu? Ora ha uno scudetto sul petto, lo stimo, l’ho sfidato in primavera. Sono felice che abbia vinto il campionato perché se lo merita come uomo. Io resto un allenatore con il fuoco dentro».

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