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·26 aprile 2026
Conferenza stampa Pisacane: «Si è lavorato bene in settimana! Lato mentale? Lo abbiamo pagato caro. Esposito propenso al sacrificio. Su Dossena e Kılıçsoy…»

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Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari, interviene in conferenza stampa da Assemini alla vigilia della sfida valida per la 34a giornata del campionato di Serie A 2025/2026 contro l’Atalanta. Le sue dichiarazioni:
LA CONFERENZA STAMPA DI PISACANE
INFERMERIA – «Dal punto di vista dell’infermeria, a Idrissi e Felici rimangono Pavoletti e Mazzitelli! Gli altri sono a disposizione. In quanto allo stato fisico, abbiamo gestito la settimana riprendendo lunedì e dando martedì libero per evitare i liberi uno dietro l’altro. Dal lato mentale, che è quello che abbiamo pagato ultimamente, abbiamo bisogno di un’attenzione diversa in momenti precisi delle partite».
SITUAZIONE – «Quando hai 5 punti di vantaggio sulla terzultima, il destino è nelle tue mani. Le partite si accorciano, diventano sempre poche. E’ normale e doveroso lavorare e rimanere tranquilli. Siamo concentrati su ciò che ci compete, se facciamo punti ci dobbiamo preoccupare poco».
ATALANTA – «L’esclusione dalla Coppa dipende sempre da come si reagisce alla delusione. Possono avere un contraccolpo o avere dell’energia. Dall’ingresso di Palladino hanno avuto continuità. Rispetto all’andata, anche nell’analizzare la Dea, la vedo una squadra più matura nella solidità costruita strada facendo».
GIOCATORI – «La difficoltà è oggettiva. E’ anche vero che abbiamo passato un periodo con soli due attaccanti di ruolo, ci siamo dovuti pensare centrocampisti per forza maggiore. La cosa buona e positiva è che gli attaccanti sono rientrati. Per alcuni è complicato trovare subito la condizione, dobbiamo cercare di raschiare il barile e mettere più minuti nelle gambe. Ciò che mi solleva è che possiamo contare su più uomini in quanto alle scelte».
STATO MENTALE – «Prendere gol nei primi minuti a Sassuolo o a Milano pare che derivi da una causa mentale, ma sono consapevole che i ragazzi non vogliono avere quest’atteggiamento. Numeri alla mano, siamo una squadra che ha un’attenzione diversa. Pertanto, il discorso è più mentale che fisico. Sinonimo di calo fisico sono altre cose secondo me come infortuni durante la gara, crampi. I ragazzi non mi hanno mai dato segnali, ma paghiamo una condizione che vuoi o non vuoi non può essere ottimale».
LATO UMANO – «Un argomento delicato, la volontà è quella di cercare personalmente di essere una persona corretta e leale, in modo tale che i miei figli pensando a questi valori facciano riferimento al padre. Non sono perfetto e posso sbagliare. C’è errore e errore, se fatto in buona fede si migliora e si cerca di non commetterlo in futuro, Sbagliare è umano e perseverare è diabolico. Va fatta una riflessione in merito, sono l’ultimo che può insegnare qualcosa: è già arduo il mio compito sia in casa che fuori. Cerco inconsciamente di far passare un messaggio positivo».
UOMINI REPARTO OFFENSIVO – «Esposito è un attaccante e indipendentemente dal gioco che si vuole fare resta un attaccante. E’ propenso al sacrificio anche quando non gli viene chiesto, ha trovato una propensione diversa quest’anno. In Primavera ho sempre giocato con due attaccanti. Nell’economia della partita li schiero sempre ed è normale che se li abbiamo a disposizione li mettiamo in campo sia dall’inizio che in corsa. Altrimenti ci inventiamo qualcosa che può andare bene o meno, ma è il gioco del calcio. Non ho la sfera di vetro, ma cerco di inventarmi poco o nulla».
DOSSENA E ZAPPA – «Dossena è arrivato da un lungo periodo di inattività, ma lo abbiamo accolto a braccia aperte perché conoscevamo il suo valore. Ha avuto partite di grande continuità, poi è stato espulso. La squadra a Sassuolo ha fatto bene; lui con Mina sono due giocatori che si assomigliano. Sulla copertura della profondità abbiamo un ragazzo che ci permette di compensare. Rodriguez ha bisogno di fare il suo percorso, è un mancino di ruolo, ma è migliorato tanto. Ora penso che uno esclude l’altro, vedo un calciatore molto simile a Mina e nel match con la Cremonese strategicamente ipotizzavamo che mettessero due attaccanti rapidi e veloci. Scelta tecnica. Il ragazzo deve rimanere concentrato, ci ho parlato e sa la stima che ripongo in lui. Può essere chiamato in causa in ogni momento. In quanto a Zappa, si è allenato bene anche in questa settimana, è a disposizione. Domani a partire dall’inizio o in corsa ci può dare una mano. Il ragazzo è sempre sotto la mia lente d’ingrandimento».
KILICSOY – «Semih è un ragazzo che viene da un altro Paese e anche per cultura, lo abbiamo coccolato perché aveva bisogno di sentire il nostro affetto. Ora deve fare uno step importante perché non è nella tecnica che gli manca qualcosa. Ha cercato di spingere di più in questa settimana, sono felice perché gli è arrivato il messaggio. Nel senso buono i ragazzi vanno stimolati e provocati. Deve lavorare su quest’aspetto, una continuità in ottica di intensità negli allenamenti la deve mettere dentro. Gioca in un campionato difficilissimo! Ha avuto un momento di grande entusiasmo perché col Pisa avendo fatto subito gol lo ha alimentato, complice il Ramadan ha avuto un calo. Ha svolto allenamenti individuali anche, ma dal punto di vista fisico sta mettendo dentro. Mi auguro che quando entri o dal 1′ minuto possa avere un inserimento migliore».
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