Conferenza stampa Spalletti: «Di Gregorio? Ci voleva una roba forte, di livello. Bisognava che nascesse soprattutto da lui» | OneFootball

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·6 aprile 2026

Conferenza stampa Spalletti: «Di Gregorio? Ci voleva una roba forte, di livello. Bisognava che nascesse soprattutto da lui»

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Conferenza stampa Spalletti: «Di Gregorio? Ci voleva una roba forte, di livello. Doveva nascere da lui». Le parole

Luciano Spalletti interviene in conferenza stampa dopo Juve‑Genoa, sfida valida per la 31ª giornata della Serie A 2025/26. Di seguito le sue dichiarazioni seguite LIVE di Juventusnews24:


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DI GREGORIO – «Ci voleva una roba forte, di livello. Bisognava che nascesse soprattutto da lui in questo caso qui, poteva arrivare anche dall’allenamento. Ultimamente l’ho trovato differente, ho trovato tutti e tre dentro il livello di squadra che ci vuole in questo momento qui. Lui ci aveva messo qualcosa di suo perché gli venisse sfilata la maglia e ci ha messo qualcosa di suo per riprendersi la maglia. Se l’è presa da solo facendo vedere il suo livello. La Juventus non vive di pressioni esterne ma di standard altissimi interni. E sono gli standard nostri quelli di giocare queste partite qui. Le pressioni, la storia, tutta roba che ci riempie di discorsi dalla mattina alla sera ma le pressioni sono una cosa standard, son tutte cose interne perché noi dobbiamo essere pignoli con noi stessi. Noi siamo di livello top, si ha la maglia a strisce che ci indica i binari da seguire. Non è l’allenatore che dà o non dà spazio, tu vai e determini se ti viene dato spazio. Non te ne frega niente, questo è il nostro mondo. E naturalmente gli ho fatto i complimenti a fine partita così come tutta la squadra, perché funziona così».

COMPRARE GIOCATORI ITALIANI – «Questo per la Nazionale va bene, porterebbe un contributo. Poi però i calciatori si vanno a comprare in base alle necessità, ai costi. Poi lo ripeto e non so se è attuabile perché può far calare il livello di confronto fare una decisione di mettere un giocatore giovane in tutte le squadre. Ho fatto un esempio, un paragone di che scenario verrebbe fuori. Oggi a Udinese Como su 33 giocatori solo due italiani. O nasce spontanea questa cosa, questo affetto. Delle mamme si è già detto, le mamme metteranno a disposizione altri talenti. Ma se non si fa caso, non si vogliono vedere, deve esserci una regola che ce lo impone. Per far giocare un Under 19 ne devo avere 4 e probabilmente ne devo avere 2 da preparare perché a fine anno mi vanno fuori. Non so se diventeranno tutti fortissimi. Non so se questo è possibile farlo o non farlo. Però da un punto di vista numerico ti servirebbe. Io son costretti a prenderli bravi, son costretto a farli crescere bravi dal settore giovanile e poi li devo far giocare. Per aspirare a vincere li devo dar mangiare roba buona. Ne prendo 4 di questo campionato, 2 per l’anno dopo».

VOLEVA PORTARE BALDANZI IN NAZIONALE – «In Nazionale ne ho sbagliate diverse di cose. Ho sbagliato a non portare nessuno di Serie B o C per creare questo discorso. Baldanzi arriverà, il giudizio più severo deve essere il nostro. Gli si legge in faccia che lui lotta in campo, ha voglia di giocare, non ha presunzione. Spero trovi le persone che lo fanno giocare perché diventerà un grande calciatore».

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