Conferenza stampa Spalletti pre Juve Genoa: «Dovremo vincerle quasi tutte per essere dentro. Rinnovo? Nei prossimi giorni ci sarà la possibilità… Adzic out, dura che Vlahovic parta dall’inizio» – VIDEO | OneFootball

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·4 aprile 2026

Conferenza stampa Spalletti pre Juve Genoa: «Dovremo vincerle quasi tutte per essere dentro. Rinnovo? Nei prossimi giorni ci sarà la possibilità… Adzic out, dura che Vlahovic parta dall’inizio» – VIDEO

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Conferenza stampa Spalletti pre Juve Genoa: le sue dichiarazioni alla vigilia del match della 31ª giornata di Serie A 2025/26

(inviato all’Allianz Stadium) – Archiviata la sosta per le Nazionali, la Juve torna a riaffacciarsi sul palcoscenico della Serie A nel match casalingo contro il Genoa. C’è una rincorsa al quarto posto da proseguire e un pareggio amaro contro il Sassuolo da riscattare.

Nel giorno di anti-vigilia, sabato 4 aprile, Luciano Spalletti è intervenuto in conferenza stampa alle 17.00 per presentare il match davanti ai media. Juventusnews24 ha seguito LIVE le sue parole.


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COME SONO ANDATE QUESTE SETTIMANE E COME STA LA SQUADRA – «Rush finale, rush importante perché ci sono queste partite ma è uno standard normale per noi. Quello che si dice ci sono otto finali, per la Juve è una cosa normale giocare questa tipologia di partite. Lo è da sempre e sempre lo sarà. Dovremo essere pronti a fare il massimo, abbiamo poco margine vista la classifica attuale di fare calcoli. Dovremo vincerle quasi tutte per essere dentro. Chi ha passato i playoff aveva entusiasmo, chi non li ha passati come i nostri sono al guinzaglio del dispiacere perché funziona in questa maniera qui. Dovremo essere lucidi da fare valutazioni corrette ma me li aspetto al massimo per una partita difficilissima contro una squadra forte come il Genoa».

ITALIA FUORI DAI MONDIALI – «Io riconosco e so quanto amore e quanta passione ci hanno messo per far bene il loro lavoro. Da un punto di vista mia c’è il dispiacere di quello che è successo. Mi fa piacere aggiungere che in un momento come questo qui è bene fare delle riflessioni corrette in un momento in cui tutti danno consigli di ogni genere, ragionare a mente fredda e programmare in maniera corretta e giusta. Magari da domani penseremo tutti a fare risultati per la nostra squadra perché la Nazionale la lasceremo da una parte, ma è giusto chiedersi se al di là della nostra fede ci interessa davvero valorizzare i calciatori italiani. Ci sono considerazioni da fare. In Italia ci sono molte proprietà straniere e ci fa piacere che vengano a investire nel nostro calcio: ma se gli si chiede di avere cura dei talenti italiani per fare una Nazionale più forte, è corretto che loro facciano ragionamenti diversi. O c’è un sentimento spontaneo per la Nazionale e si ragiona in questa maniera qui, oppure bisogna che ce lo impongano delle regole. Se non viene come in altre Nazioni, da cui prendere il meglio, lì c’è un sentimento diverso per quanto successo negli ultimi anni. Il mio ragionamento è: poi ci sarà da decidere bene e fare una programmazione corretta, come han fatto quelli fino ad ora. Ci sarà da approfondire visti i risultati. Bisogna andare a saper usare quello che producono queste mamme che ci metteranno a disposizioni altri talenti, altri campioni. Se non viene spontaneo difenderli nella programmazione, tirarli fuori, saperlo vedere, bisogna imporcelo».

CI SI ASPETTAVA UN SUO RINNOVO NELLA SOSTA – «Non riesco a capire perché vi sta a cuore, non ce la fo…Da un punto di vista nostro di rapporti è tutto a posto, regolare. Le priorità van date alla partita contro il Genoa, che è difficilissima. Nei prossimi giorni ci sarà la possibilità, non è che bisogna farlo per forza in un’ora. È una roba che viene naturalmente. È innaturale non programmare bene la partita col Genoa. De Rossi tre partite fa ha vinto con la Roma meritatamente, è questa la priorità, la massima attenzione, la difficoltà attuale. Non quella di avere un contratto in più o in meno firmato».

VLAHOVIC – «Sta bene, si è allenato bene perché questi 15 giorni gli han permesso di alternare degli allenamenti fatti forte dove poi ha dovuto anche poi recuperare perché c’era bisogno di alternare ed è a disposizione. Cercherò di valutare bene, la vedo dura che parta dall’inizio ma la vedo possibile che possa darci una mano durante la partita».

DE ROSSI – «È uno dei miei figli del calcio, gli voglio bene come credo lui lo voglia a me. Qualche volta gli sono rimasto sulle scatole come succede nella realtà tra padre e figlio. C’è quel famoso detto che i genitori si capiscono quando lo si diventa. Lui caratterizza una squadra, gli aggiunge qualcosa. Oltre al ruolo di tecnico ci mette qualcosa in più. Ora mi sembra anche difficile non poter dire che questo non è il Genoa di De Rossi, è il suo Genoa. Lo ha creato a sua misura che si vedono caratteristiche di lui di quando era calciatore, nella mentalità, nella forza, di essere squadra corte e aggressiva, in qualsiasi posto del campo».

BOGA – «Ha fatto vedere a tutti che ha caratteristiche precise, ha vampate di qualità, fatte di forza anche. Gli dà un po’ noia il contatto fisico ma quando ti guarda va di là facilmente. È un calciatore che è meglio far partire dall’esterno perché vede avversario e palla. Siamo contenti di averlo a disposizione ed è in perfetta condizione. Questi giorni ci sono serviti per conoscersi meglio».

MILIK E VLAHOVIC POSSONO GIOCARE INSIEME? – «Sì, uno è più punta di sfondamento e uno è più bravo a relazionare con gli altri, più caparbio, più tecnico, più morbido da un punto di vista di collaborazione con la squadra. Possono giocare insieme, accoppiati, sono fisici e tengono la palla addosso. Ci possono servire».

MILIK PUO’ PARTIRE TITOLARE – «Ci sono mancati per un lungo periodo, devono completare ancora il loro periodo di recupero, vista la non lunghezza degli allenamenti con la squadra. Valutiamo con calma tutte le ipotesi».

GIOCATORI JUVE PIU’ IMPIEGATI IN NAZIONALE – «Questa è una cosa a cui ci dobbiamo per forza adeguare e convivere. Meglio ci si convive e più facile si trovano risultati. Per questo siamo la Juventus, si ha tanti calciatori in Nazionale. È sempre stato così, qualche problemino lo può creare, è successo così ad Adzic che ha un problemino alla caviglia e non sarà a disposizione, ne avrà per qualche partita minimo. È un condizionamento con il quale dobbiamo convivere e se possibile avere soluzioni alternative».

COSA HA DETTO AGLI ITALIANI CHE SON TORNATI – «Mi succede un po’ così per come l’ho vissuta io, per come l’ho dovuta superare. Chi non soffre non cresce nemmeno, ogni tanto mi piace sentire la sofferenza, non la vedo a eliminare. A questi calciatori ho detto che questa cosa qui deve rimanere fuori. Io ci son stato in Nazionale e non avrei avuto meriti se ci fossimo qualificati e non ho responsabilità se non si son raggiunti i playoff. Ma il sentimento è quello lì, come l’ho vissuta. Seguendo la partita, l’enorme dispiacere per Gattuso. Sono cose che si assorbono per forza. Ma ora bisogna andare avanti, fare qualcosa di differente perché i risultati son stati questi, bisogna lasciar parte quello che è successo in Nazionale perché siamo la Juventus. Si è fatto i complimenti a chi ha raggiunto la qualificazione e poi è quello che sentono loro che fa la differenza, come reagiranno loro a questa difficoltà che fa la differenza. Vorrei concludere facendo gli auguri a Silvio Baldini che sta facendo bene con l’Under 21. C’è anche qualcosa di buono che ci dà luce per il futuro».

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