Pagine Romaniste
·12 marzo 2026
Consolarsi con Bologna e Roma: il “derby” che ci tiene in Europa

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CORRIERE DELLA SERA (Davide Stoppini) – Sarà che Vincenzo Italiano fa fede al suo cognome e quindi non può che difendere il nostro movimento: “Non credo sia tanto grande il gap tra la Serie A e il resto d’Europa. Forse altrove c’è maggiore ritmo, intensità, velocità della palla”. O forse sarà perché sia lui sia l’avversario di stasera, Gian Piero Gasperini, hanno già fatto vedere come si fa ad arrivare in fondo fuori dall’Italia: due finali di Conference per l’allora tecnico della Fiorentina, una vittoria in Europa League per l’ex allenatore dell’Atalanta.
“Quest’anno il bilancio è ancora più negativo di altri anni – è stata la diagnosi del romanista – ed è collegato alle difficoltà del nostro campionato e a quelle della Nazionale. Siamo tutti coinvolti, gli allenatori, le società, anche il mondo dell’informazione. È un discorso profondo, che chiama in causa la costruzione delle squadre, i settori giovanili. Il nostro calcio ha qualche problema”.
Conviene consolarsi, almeno, con Italiano e Gasperini. Eppure non tutto funziona dentro Bologna e Roma. Chi passa delle due – al netto di una Fiorentina impegnata in Conference ma comprensibilmente focalizzata sulla corsa salvezza – avrà l’onere e l’onore di provare a portare il calcio italiano a Istanbul il 20 maggio. “Vogliamo disputare una partita vera, per vincere dovremo sfiorare la perfezione”, ha detto Vincenzo Italiano. Il concetto della gara perfetta che pare sconosciuto soprattutto in casa, per i felsinei, reduci in A da sette sconfitte nelle ultime nove al Dall’Ara. I rossoblù si giocano tutto, senza giri di parole, come Italiano, tutt’altro che certo di restare nonostante un contratto fino al 2027.
Gasp, dall’altra parte, ha percentuali maggiori sotto questo punto di vista. Ma il post 3-3 con la Juventus è stato pesante ed è bene stare lontano dalle certezze assolute. Anche perché la Roma è un club che viaggia con frequenze molto diverse, al suo interno, per modus operandi, mercato, modo di comunicare. Che è riuscito a dividersi pure sulla gestione dell’imminente ritorno (da consulente esterno, come semplice ambasciatore) di Francesco Totti. E che, senza la qualificazione alla prossima Champions, entro il 30 giugno potrebbe essere costretta a vendere due o forse tre pezzi pregiati. L’Europa è in questo senso una via alternativa. Ed è una strada che i giallorossi conoscono bene, in controtendenza col movimento italico: nelle ultime otto stagioni sono arrivati almeno in semifinale in cinque occasioni, tra Champions (una volta), Europa League (tre) e Conference (una).









































