Inter News 24
·29 luglio 2026
Cordoba sull’Inter di Chivu: «Stones è un grande colpo e con Romero si completerebbe il reparto. San Siro? Mi piange il cuore a buttare giù il tempio»

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·29 luglio 2026

L’indimenticabile ex difensore nerazzurro Ivan Ramiro Cordoba, colonna portante della squadra che ha fatto la storia conquistando lo straordinario Triplete, è tornato a parlare del mondo Inter in una lunga e intensa intervista concessa a La Gazzetta dello Sport. Tra ricordi indelebili di un passato glorioso e un’attenta analisi del presente, il colombiano ha analizzato il lavoro del suo ex compagno di reparto Cristian Chivu, oggi alla guida tecnica della squadra.
COME SARA’ LA NUOVA INTER – «La vedo come sempre. Forte e decisa verso i propri obiettivi. Le prime vittorie di Chivu? Ero convinto che Cristian potesse diventare un grande allenatore perché aveva le qualità giuste, anche in termini di carisma e leggerezza. Ma un exploit del genere non lo immaginava nessuno, credo».
TRASCURARE LA SERIE A PER PUNTARE ALLA CHAMPIONS? – «Ma non credo proprio. Quando indossi quella maglia, punti a vincere tutte le partite e quindi tutte le competizioni. Non scegli mai».
SULLE VOCI SU ROMERO E L’ARRIVO DI STONES – «Romero sarebbe un bell’innesto. E’ il giocatore giusto per rinforzare il reparto. Mi rivedo un po’ in lui dal punto di vista della determinazione e del carattere, anche se Cuti è più “fisico” di me. Completerebbe l’organico. Stones? Che occasione! Uno dei difensori che mi piacciono di più e lo dico da tempi non sospetti. Se poi arriva in condizioni vantaggiose è davvero un grande colpo. Alla Marotta».
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COME FAR RIPARTIRE IL CALCIO ITALIANO – «Bisogna partire dalla base. L’impiantistica da sola non basta ma non è possibile che in Italia sia così complicato costruire uno stadio. Genera ricavi su ricavi. La Juve? Avrebbe forse dovuto gestire meglio l’aumento dei ricavi, ma senza stadio sarebbe stato peggiore il conto economico».
SUL NUOVO SAN SIRO – «Piange il cuore a buttare giù il tempio. Ma bisogna capire tutti che il mondo va avanti. E chi non si adegua, non tiene il passo».
MANCINI TORNA COME CT DELL’ITALIA – «Giusto sia lui il ct, ultimo a vincere in Italia. Ma non basta il ct a risolvere tutti i problemi. La mentalità ora mira al risultato a tutti i costi e i ragazzini hanno pressioni. Quindi serve dare loro spensieratezza e soprattutto bisogna lanciarli i giovani. Non è una questione di troppi stranieri. Ma c’è poco coraggio con i ragazzi italiani. Esposito in Italia è un giovane a 21 anni. I più forti in Europa hanno già cento presenze a 21 anni».
IL FUTURO DI LUCIMI E UN GIOCATORE COLOMBIANO DA SEGUIRE – «Non so dove andrà. Nella Colombia ci sono anche altri giocatori interessanti. Uno è Puerza: mezz’ala tecnica. Compensa lo scarso dinamismo con la velocità di pensiero. E’ pronto per la Serie A».







































