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·21 agosto 2026
Cornejo porta la Liga ai quarti (Guarda il rigore che elimina Mirassol)

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La Liga de Quito ha dimostrato ancora una volta che in Copa Libertadores non vince sempre chi gioca meglio, ma chi sa resistere quando la pressione aumenta. La squadra ecuadoriana ha eliminato questo giovedì il Mirassol del Brasile in una drammatica serie di rigori e si è qualificata, per il secondo anno consecutivo, ai quarti di finale del principale torneo per club del Sudamerica.
Dopo l’1-1 dell’andata, disputata a Mirassol, la squadra guidata da Gustavo Álvarez, ex allenatore di Universidad de Chile e Huachipato, non è riuscita a sbloccare lo 0-0 nei 90 minuti allo stadio Rodrigo Paz Delgado. Tuttavia, non ha nemmeno subito il gol che avrebbe significato l’eliminazione e alla fine si è imposta per 5-4 ai rigori.
È stata una qualificazione sofferta, soprattutto perché il Mirassol, al debutto in Copa Libertadores, ha avuto per lunghi tratti le occasioni più nitide ed è riuscito a mettere seriamente in difficoltà una squadra ecuadoriana che, pur giocando in casa, non è riuscita a imporre del tutto le proprie condizioni.
La figura decisiva è stata infine il portiere Gonzalo Valle, che ha tenuto in piedi la Liga de Quito nei tempi regolamentari e poi è tornato a essere protagonista nel momento di maggiore tensione. L’estremo difensore ha parato il primo tiro della serie, calciato da Victor Luís, con un grande tuffo alla sua sinistra.
Álvarez aveva anticipato prima dell’inizio della serie che Valle sarebbe stato capace di parare due rigori. Alla fine ne ha parato solo uno, ma è bastato per indirizzare la sfida. Dopo quell’intervento, nessuno degli altri tiratori ha sbagliato.
Con la serie sul 4-4, è arrivato il momento del cileno Fernando Cornejo. Il centrocampista, titolare durante la partita, si è assunto la responsabilità e non ha sbagliato. Il suo tiro incrociato è stato appena sfiorato dal portiere brasiliano, ma la potenza e la direzione della conclusione sono state sufficienti perché il pallone finisse in rete e scatenasse la festa ecuadoriana.
La prestazione di Cornejo assume così un significato speciale. Il centrocampista cileno non solo ha fatto parte dell’undici che è riuscito a tenere in vita la Liga in una partita complicata, ma ha anche avuto la personalità per calciare uno dei rigori più importanti della serata.
Lo 0-0 finale può risultare ingannevole se si guarda soltanto al punteggio. Il Mirassol ha creato le occasioni più pericolose e per buona parte della partita è riuscito a mettere alle corde la squadra di casa.
La formazione brasiliana ha mostrato personalità nonostante il suo status di debuttante nella competizione e non si è lasciata intimorire né dal contesto né dalla storia del suo avversario. La Liga de Quito, campione del Sudamerica nel 2008, ha avuto difficoltà a trasformare il fattore campo in dominio calcistico e ha dovuto affidarsi alla propria solidità difensiva e, soprattutto, alla prestazione di Valle.
Il portiere è stato decisivo nel mantenere il pareggio ed evitare che una delle occasioni brasiliane cambiasse completamente il destino della serie.
In questo senso, la qualificazione della LDU rappresenta anche una dimostrazione di maturità competitiva. In un doppio confronto così equilibrato, in cui entrambe le squadre sono arrivate alla gara di ritorno in parità nel computo totale, la capacità di sopravvivere ai momenti difficili si è rivelata importante quanto la proposta di gioco.
E lì è emersa una delle grandi forze della squadra di Álvarez: il suo rendimento casalingo.
La Liga de Quito mantiene la sua imbattibilità casalinga nella Copa Libertadores 2026, una condizione che è diventata uno dei principali punti di forza della sua campagna internazionale.
Durante la fase a gironi, la squadra ecuadoriana è riuscita a vincere tutte e tre le partite giocate al Rodrigo Paz Delgado, imponendosi contro Lanús, Mirassol e Always Ready. Questo percorso perfetto le ha permesso di costruire una vera fortezza davanti al proprio pubblico.
Ora, in una fase molto più impegnativa, la squadra non è riuscita a ripetersi con una vittoria, ma non ha nemmeno perso. Lo 0-0 contro il Mirassol, unito all’1-1 dell’andata, è bastato per portare la serie ai rigori e certificare infine la qualificazione.
Il dato riflette una caratteristica importante di questa campagna: la Liga de Quito non ha ancora perso nel proprio stadio in questa Libertadores, una condizione che potrebbe assumere ancora più rilevanza nei prossimi turni.
La squadra di Álvarez ha trasformato il Rodrigo Paz Delgado in uno scenario dove gli avversari devono giocare con una pressione in più. E in una competizione in cui i margini sono sempre più ridotti, poter contare su un fattore campo solido può fare la differenza.
La qualificazione ha anche un valore storico recente. La Liga de Quito giocherà per il secondo anno consecutivo i quarti di finale della Copa Libertadores, confermando il suo rilancio come una delle protagoniste più importanti del calcio sudamericano.
La precedente campagna continentale aveva già collocato la squadra ecuadoriana tra le migliori del torneo, raggiungendo le semifinali ed essendo eliminata proprio dal Palmeiras, avversario che ora tornerà nuovamente sul suo cammino.
La squadra brasiliana ha eliminato il Cerro Porteño dopo aver vinto 1-0 ad Asunción e chiuso la serie con un 2-1 complessivo, assicurandosi ancora una volta un posto tra le migliori otto.
In questo modo, il destino incrocia di nuovo la Liga de Quito con il Palmeiras, anche se stavolta in una fase precedente rispetto alla semifinale. Per la squadra ecuadoriana sarà un’occasione di rivincita, ma anche una prova durissima contro una delle principali candidate al titolo.
La sfida sarà enorme. Il Palmeiras ha esperienza internazionale, profondità di rosa e una struttura competitiva consolidata. La Liga, invece, arriva dopo aver superato una serie in cui ha dovuto resistere, soffrire e infine imporsi dal dischetto.
Ma proprio lì potrebbe trovarsi una delle chiavi della sua candidatura: la LDU ha già dimostrato di saper sopravvivere nelle situazioni limite. Con un portiere che ha risposto quando ce n’era più bisogno, un tecnico che è riuscito a dare identità alla squadra e giocatori capaci di assumersi responsabilità come Fernando Cornejo, la formazione ecuadoriana torna a sistemarsi tra le migliori otto del Sudamerica.
Ora davanti ci sarà il Palmeiras. E se vuole superare di nuovo la barriera dei quarti di finale, avrà bisogno di molto più della sua forza casalinga: dovrà dimostrare di avere anche gli argomenti per competere alla pari con uno dei grandi pesi massimi della Libertadores.
/René Aguirre, corrispondente in Ecuador
Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇪🇸 qui.
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