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·16 luglio 2026

Corte Ue, stop a parti del regolamento FIFA: norme sugli agenti nel mirino

Immagine dell'articolo:Corte Ue, stop a parti del regolamento FIFA: norme sugli agenti nel mirino

Corte Ue, giro di vite sul regolamento FIFA: norme sugli agenti nel mirino dell’Europa. Cosa sta succedendo

La Corte di giustizia dell’Unione europea interviene sul regolamento FIFA che disciplina l’attività degli agenti di calciatori e allenatori, fornendo indicazioni che potrebbero incidere profondamente sull’attuale impianto normativo. La decisione nasce dal ricorso presentato in Germania da due agenti, che hanno contestato diversi punti del FFAR, ritenendoli in contrasto con le norme europee su concorrenza, libera prestazione dei servizi e protezione dei dati personali.


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La Corte non annulla il regolamento, ma rimette al giudice tedesco la valutazione finale, indicando però criteri giuridici stringenti. Sotto esame finiscono alcuni pilastri del sistema FIFA:

  • divieto di rappresentanza multipla;
  • tetto alle commissioni;
  • requisiti per ottenere la licenza FIFA;
  • limitazioni ai contatti con giocatori già rappresentati;
  • obblighi di comunicazione dei dati alla FIFA.

Concorrenza: una norma già giudicata incompatibile

La Corte individua una disposizione che appare in contrasto con il diritto UE: il divieto per un agente di contattare un cliente già vincolato da un contratto di rappresentanza esclusiva, salvo negli ultimi due mesi prima della scadenza. Una regola che, secondo i giudici, favorisce ingiustificatamente gli agenti già incaricati, creando un vantaggio competitivo non coerente con il principio di libera concorrenza.

Posizione dominante della FIFA

La Corte riconosce che la FIFA può essere considerata in posizione dominante nel mercato dei servizi di intermediazione dei trasferimenti internazionali. Sarà però il giudice tedesco a stabilire se le norme contestate configurino un abuso di tale posizione o se siano giustificabili per ragioni di interesse generale.

Libera prestazione dei servizi: licenze e contatti nel mirino

Secondo la Corte, alcune disposizioni potrebbero ostacolare la libera prestazione dei servizi nell’UE, tra cui:

  • il divieto di rappresentanza multipla;
  • le regole sulla licenza FIFA, legate all’assenza di condanne o sanzioni;
  • le limitazioni ai contatti con nuovi clienti.

Anche l’obbligo di sottostare al diritto svizzero e alla giurisdizione FIFA/TAS potrebbe scoraggiare gli agenti dall’operare in altri Stati membri.

Privacy: stop alla pubblicazione delle sanzioni

Sul fronte della protezione dei dati, la Corte chiarisce che il RGPD impedisce alla FIFA di pubblicare sanzioni inflitte agli agenti o ai loro clienti, così come di divulgare informazioni dettagliate su tutte le operazioni di trasferimento che li coinvolgono.

Un passaggio decisivo nella battaglia regolamentare

La sentenza non chiude il caso, ma fornisce linee guida che potrebbero portare a una revisione profonda del regolamento FIFA sugli agenti. Il giudice tedesco dovrà ora applicare i criteri indicati dalla Corte, in una vicenda che potrebbe ridefinire l’equilibrio tra autonomia regolamentare della FIFA e tutela dei principi europei.

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