PianetaBari
·14 marzo 2026
Cosa aspettarsi da Bari-Reggiana

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·14 marzo 2026

Tracciare una riga su quanto successo contro il Pescara per rilanciare la corsa salvezza, che dovrà necessariamente passare da un finale di campionato in crescendo. È questo l’obiettivo che il Bari si pone a partire dal delicato scontro diretto casalingo contro la Reggiana in programma questo pomeriggio (fischio d’inizio alle 15), nel quale i biancorossi sfideranno un’altra squadra che naviga nei bassifondi della classifica. Moreno Longo, nella conferenza della vigilia, ha mostrato tutta la fame e l’aggressività proprie di chi non ha voglia di mollare: ora questo stesso atteggiamento deve renderlo evidente anche la squadra, dimostrando che quello dell’Adriatico sia stato solo un passaggio a vuoto rispetto al carattere e alla grinta spesso fatti vedere nel nuovo ciclo.
Farlo questo pomeriggio è essenziale sia per non abbattere ulteriormente l’ambiente, sia perché gran parte della salvezza del Bari passerà inevitabilmente dagli scontri diretti. Non bisognerà però sottovalutare la Reggiana: gli emiliani vengono da due stop consecutivi, ma nelle prime quattro partite con il nuovo allenatore Rubinacci avevano mostrato la capacità di subire poco e fare punti.

Copyright: SSC Bari
Rubinacci si è seduto per la prima volta sulla panchina della Reggiana a inizio febbraio e nelle sue prime quattro partite ha ottenuto ben otto punti, frutto di due vittorie e altrettanti pareggi. I successi, per di più, sono arrivati in scontri diretti pesantissimi, contro Mantova e Spezia, entrambi per 1-0. Dopo queste gare, però, i granata hanno subito una doppia battuta d’arresto: contro Südtirol e Venezia non sono incappati soltanto in due sconfitte, ma è stata vanificata anche la solidità difensiva delle prime uscite, con ben sei gol incassati. Proprio per questo, la formazione emiliana si ritrova nuovamente in zona retrocessione diretta, con un punto in più del Bari e la stessa distanza dalla salvezza.
Per quanto riguarda gli uomini più pericolosi, il capocannoniere è Manolo Portanova (autore di sei reti), seguito da uno degli ex di turno, Andrija Novakovich, che l’anno scorso a Bari non ha lasciato il segno ma è comunque a quota quattro gol stagionali. Non manca la qualità anche fra centrocampo, corsie laterali e trequarti, dove figurano giocatori come Charlys, Reinhart e Rover. Il vero limite è legato invece ai gol subiti: con 42 reti incassate, la Reggiana è una delle squadre di B che ha raccolto più volte il pallone in fondo alla propria porta.

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La Reggiana è una squadra che combina due modi di difendere. Tendenzialmente, come si vede nell’immagine sottostante, gli emiliani cercano di serrare i ranghi e dal 3-5-2 di partenza passano a un 5-3-2 o 5-4-1 molto stretto per chiudere le zone centrali. Nelle prime gare con il nuovo tecnico questo approccio aveva funzionato bene, consentendo agli uomini di Rubinacci di concedere pochissimo. Nelle ultime uscite, però, sono emersi anche alcuni limiti. Nel ricompattarsi a difesa della propria porta, i granata tendono a lasciare spazio sulla trequarti: se i centrocampisti si schiacciano troppo, faticano a uscire in tempo per schermare chi va al tiro; quando invece accorciano in avanti, si aprono varchi fra le linee che spesso gli avversari riescono ad attaccare.

Esempi relativi al modo in cui la Reggiana tenda a lasciare spazi sulla trequarti agli avversari

Le linee compatte con cui si schiera la Reggiana
Sempre nella fase difensiva, però, la squadra di Rubinacci mantiene una certa aggressività che diventa pericolosa quando recupera palla. La dote principale, infatti, è la capacità di distendersi rapidamente in contropiede e sfruttare la qualità dei propri giocatori offensivi, come Girma o Portanova. Non a caso, i successi contro Mantova e Spezia sono arrivati proprio grazie a recuperi alti e transizioni veloci, con azioni sviluppate in pochi passaggi fino alla conclusione.

Copyright: Alessio Tarpini/IPA Sport
La formazione biancorossa e quella granata hanno per certi versi caratteristiche simili, almeno per quanto riguarda la fase offensiva. Entrambe le compagini, infatti, riescono ad esprimersi meglio quando possono scatenare i cavalli in velocità e sono meno abili nel tenere il pallone fra i piedi per sviluppare lunghe fasi di possesso. D’altro canto, però, la Reggiana tende a impostare la partita sui binari dell’agonismo, dell’intensità e dei duelli, fattore su cui il Bari è invece più carente. Gli uomini di Longo dovranno dimostrare un salto di qualità soprattutto da questo punto di vista, per poi sfruttare gli inevitabili spazi che gli emiliani tendono a lasciare fra le linee da attaccare con i suoi trequartisti.
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