PianetaBari
·28 agosto 2026
Cosa aspettarsi da Barletta-Bari

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A Barletta è una partita attesa da anni, capace di accendere la febbre da calcio in città e (pur con qualche piccola difficoltà) creare file al botteghino e una certa trepidazione verso una sfida che, oltre a rappresentare il derby con il Bari, sancisce anche il ritorno casalingo fra i professionisti dopo 11 anni. Per la formazione del capoluogo, invece, è un ulteriore test per capire il livello della squadra di Massimo Rastelli, chiamata a trovare, dopo le vittorie contro Casarano e Cavese, la continuità necessaria a chi punta a vincere il campionato.
Per i galletti sarà anche una prova ambientale. Dopo due partite nel deserto del San Nicola, infatti, i biancorossi si troveranno a giocare in un impianto gremito e caldo, e già in conferenza il tecnico ha parlato della curiosità «di capire quale sarà l’aspetto emotivo della squadra per la prima volta in uno stadio pieno». Ma non c’è solo questo da guardare: l’aspetto più interessante, al Puttilli, sarà capire quali passi avanti avrà compiuto il Bari, di fronte a una squadra che, nonostante sulla carta sia sicuramente inferiore, ha dalla sua entusiasmo e spensieratezza.

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Nonostante le due vittorie consecutive, il Bari sembra avere margini di crescita. Da questo punto di vista serve sicuramente qualcosa dal mercato, perché soprattutto nelle alternative la rosa è un po’ corta, ma ancor prima è importante affinare i meccanismi, portare tutti in condizione e correggere i limiti emersi nelle prime due gare. Non a caso Rastelli, tornando sulla sfida con la Cavese, ha sottolineato come la sua squadra abbia gestito male il pallone e debba migliorare quando perde la sfera e lascia campo agli avversari. Un aspetto che questa sera sarà particolarmente importante, perché il Barletta sa essere insidioso soprattutto con il suo tridente offensivo, formato dall’ex Partipilo, Da Silva e Ferrante, abili a sfruttare il gioco in verticale e a creare pericoli nello stretto.
Servirà capire poi come stanno entrando in condizione diversi giocatori: per la prima volta in stagione si potrebbe vedere Celli, convocato dopo aver saltato due gare per infortunio, mentre l’attesa principale è per Gomez. L’attaccante dovrebbe essere il punto di riferimento della squadra, ma fin qui si è fatto notare più per il lavoro sporco spalle alla porta che per l’attività negli ultimi metri. «Guido ha determinate caratteristiche, però va detto come in questo momento stiamo facendo fatica a servirlo. Dobbiamo migliorare su questo aspetto». Parole di Rastelli, da confermare sul campo già questa sera. Attenzione però alla variabile Butic, non al meglio.

E di fronte, che squadra ci sarà? Resta una piccola possibilità di vedere Massimo Paci rinforzare la mediana e passare al 3-5-2, ma il modulo di riferimento dovrebbe restare il 3-4-2-1 visto nelle due uscite fin qui. Oltre alle già citate qualità del tridente, il Barletta punta molto sulle geometrie del suo centrocampo, con un mediano come Franco, di solito più basso, e un altro (Piarulli o Voca) pronto ad alzarsi verso la linea dei trequartisti. Il primo obiettivo del tecnico barlettano sarà però dare più equilibrio alla squadra: all’esordio contro la Casertana ha segnato tre gol ma ne ha subiti altrettanti, faticando in transizione difensiva, con diversi svarioni della retroguardia. Anche per questo è plausibile un atteggiamento più prudente del Barletta, con una squadra compatta senza palla per togliere spazi a un Bari già rivelatosi letale contro la Cavese, soprattutto nella ripresa, quando ha campo davanti da attaccare.
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