Cos’è successo ad Allegri? La difesa del Napoli fa acqua: il livornese non ha mai preso così tanti gol nelle prime tre | OneFootball

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·6 settembre 2026

Cos’è successo ad Allegri? La difesa del Napoli fa acqua: il livornese non ha mai preso così tanti gol nelle prime tre

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Il Napoli di Allegri mostra una grande fragilità: in difesa, i partenopei hanno subito ben 5 gol nelle prime 3 gare. È il secondo peggior avvio delle squadre del livornese.

Un Napoli preoccupante quello visto nelle prime tre di campionato, che ha evidenziato diverse fragilità, soprattutto tra quelli che sono sempre stati i punti di forza delle squadre di Allegri. I partenopei, infatti, aldilà dei soli tre punti conquistati in tre partite, con le sconfitte contro Inter e Como, hanno dimostrato delle grandi lacune in alcuni reparti, che andranno sistemate al più presto.


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La più evidente è la difesa, che ha subito ben 5 gol nelle prime tre di campionato. Un dato spaventoso, nonché il peggiore di una squadra di Allegri dal suo approdo in Serie A, senza contare la primissima esperienza sulla panchina del Cagliari nel 2008, quando le reti incassate furono ben 7. Persino nella stagione 2013/14, quando fu esonerato al Milan, fece registrare un dato migliore.

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Il fattore che mette più ansia al tecnico livornese è ovviamente quello riguardante la retroguardia, che ad oggi necessita di forti cambiamenti. Dopo il clean sheet nella prima partita, infatti, contro Como e Inter il reparto arretrato ha mostrato tutte le sue fragilità, diventando impotente anche dopo i cambi. Con l’ingresso di Badiashile al 79′ a San Siro, infatti, i nerazzurri hanno segnato i due gol che poi hanno reso possibile la rimonta in extremis.

Il segnale negativo è però ben più grande, e riguarda la propensione della squadra nei confronti del gioco proposto dall’ex Milan. In un calcio basato su difesa solida e ripartenza, infatti, non è possibile subire tutti questi gol, soprattutto in situazioni di vantaggio. Il problema è dunque che il Napoli non sa difendere soffrendo, prerogativa fondamentale di Allegri in tutte le sue esperienze passate.

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Se infatti alla Juventus ha potuto utilizzare i migliori calciatori in circolazione all’epoca (Bonucci, Chiellini, De Ligt, Bremer…) e al Milan un ottimo ritrovato Pavlovic e le certezze Tomori e Gabbia, in Campania il livornese ha trovato un reparto difensivo composto dalla garanzia Rrhamani, ma accompagnato da giocatori in cerca di fiducia e minutaggio, come Rafa Marin e Badiashile, che sicuramente avranno bisogno di tempo per ritrovarsi, oltre ai fragilissimi Buongiorno e Beukema, in cerca della forma perfetta. Inoltre, se Di Lorenzo rimane il capitano azzurro e difensivamente affidabilissimo, sulla sinistra Olivera ha alternato prestazioni altalenanti, e Spinazzola ha spinto tanto, lasciando tanto spazio sulla sua corsia.

La formula magica per risolvere tutte le grane degli azzurri, purtroppo, non esiste, ma probabilmente, ad oggi, il matrimonio tra l’ex Juventus e il Napoli non s’ha da fare, o quantomeno ha bisogno di tempo per essere assimilato nella sua totalità dai protagonisti. Alcuni concetti, infatti, come attacco e transizione, sembrano funzionare, ma altrettanti problemi di concentrazione e contenimento puniscono i partenopei nelle prime tre di A.

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