Costacurta: «Milan, c’è bisogno di un allenatore coraggioso. Leao via? Non è un leader» | OneFootball

Costacurta: «Milan, c’è bisogno di un allenatore coraggioso. Leao via? Non è un leader» | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Calcionews24

Calcionews24

·11 giugno 2026

Costacurta: «Milan, c’è bisogno di un allenatore coraggioso. Leao via? Non è un leader»

Immagine dell'articolo:Costacurta: «Milan, c’è bisogno di un allenatore coraggioso. Leao via? Non è un leader»

L’ex difensore rossonero, Billy Costacurta: «Si può ripartire in fretta con una linea chiara e un allenatore che restituisca gioco ed entusiasmo»

Billy Costacurta ha giocato per 21 anni nel Milan e oggi, da opinionista tv, segue con preoccupazione la situazione della squadra alla quale ha dedicato una vita. L’intervista con La Gazzetta dello Sport conferma la sua lucidità d’analisi.


OneFootball Video


A CHI AFFIDARE LA PANCHINA «Vorrei qualcuno che disciplinasse finalmente la squadra, che restituisse entusiasmo, gioco, corsa, identità. Spenderei per due trascinatori giovani, due ragazzi di 23-24 anni. Gente motivata, che ricrei energia: le partite devono essere arrembanti, cosa che da anni qui non succede e invece in giro per il mondo sì. Vorrei una squadra non che aspetti l’avversario come ha fatto quest’anno ma che lo porti a sbagliare. Gol lo prendi comunque, ma almeno diverti. Ecco, vorrei questo: un allenatore con coraggio e voglia».

IL FUTURO «Sono ottimista, come ho letto essere il mio amico Sandro Nesta. Servono un paio di giocatori che possano spingere, un allenatore che dia una linea chiara, una direzione. E un riferimento dell’area tecnica che abbia una strategia definita. Certo, bisogna azzeccarli e volerlo. Non parlo di nomi specifici ma mi sembra che da Rangnick siano passate squadra che avevano un senso, un’organizzazione. E Ibrahimovic, al contrario del pensiero di molti, non mi sembra abbia voglia di ritagliarsi uno spazio di primo piano, tutt’altro».

LEAO VUOLE ANDARSENE «E’ sempre stato sbagliato, a mio avviso, considerarlo un leader, invece che un buon giocatore capace di accendersi a intermittenza. Personalmente non l’ho mai considerato da pallone d’Oro: ho giocato con alcuni di loro e… sono tutta un’altra cosa. Se va via, certo non perdi Kakà o Sheva. Rafa non è mai stato un fuoriclasse, anche se lui stesso poteva pensare di esserlo. Se poi invece cambia idea, arrivano i veri leader e a lui è data una dimensione diversa, in un contesto giusto, allora può anche essere utile. Ma deve essere visto per quello che è: un ottimo giocatore, non la stella della squadra».

CHI CONFERMARE «Pulisic è reduce da sei mesi disastrosi ma è sempre stato un serio professionista: non lo boccerei solo per la seconda parte di stagione. Spero che Modric resti: alla sua età andrebbe gestito, ma quando è in campo insegna ancora calcio. Lo stesso mi auguro per Rabiot: è una bestia. E poi Bartesaghi è giovanissimo e può crescere, Pavlovic si è dimostrato affidabile. Se Maignan smette con certe frivolezze, è forte: se c’è da parare, para. Gabbia può restare, accanto a un difensore forte che va preso. Così come un grande centravanti. Ma ripeto: si parte dal manico, e cioè da allenatore e direttore tecnico, per il resto non servono chissà quanti interventi».

IL GAP «Dipende sempre dagli obiettivi. Se è per tornare finalmente in Champions e rimanerci stabilmente allora sì, non manca tanto. Se invece l’obiettivo è tornare a vincere in Italia e in Europa, allora dico che ci vorranno ancora anni. Ci sono almeno sei-sette squadre molto più forti, anche dell’Inter».

Visualizza l' imprint del creator