Costacurta non ha dubbi: «Il Milan non è da scudetto, Inter e Roma più avanti. In Europa League con la Juve per vincere» | OneFootball

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·8 settembre 2026

Costacurta non ha dubbi: «Il Milan non è da scudetto, Inter e Roma più avanti. In Europa League con la Juve per vincere»

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Costacurta ha analizzato le prospettive della squadra di Ruben Amorim alla Gazzetta dello Sport tra campionato e coppe

In un’intervista rilasciata alle colonne della Gazzetta dello Sport, l’ex storico difensore rossonero Alessandro Costacurta ha espresso il proprio parere sulle reali ambizioni del Milan guidato da Ruben Amorim. Secondo l’ex centrale, la formazione milanista non possiede ancora i requisiti necessari per puntare al vertice della classifica in campionato, pur avendo le carte in regola per conquistare un posizionamento nella massima competizione europea e per recitare un ruolo da assoluta protagonista sui campi internazionali.

Il divario in Serie A e il giudizio sulle rivali


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Interpellato sulle chances tricolori della rosa rossonera, Costacurta ha tracciato una gerarchia ben precisa del campionato italiano, posizionando i nerazzurri e i giallorossi un gradino sopra la concorrenza:

«Se il Milan è da scudetto? No, non sono forti come l’Inter. Lottare per la Champions sicuramente sì. L’Inter mi ha impressionato: se sai fare tre gol a una squadra che si barrica dietro come il Napoli vuol dire che sei fortissimo. Anche la Roma è più avanti del Milan. Oggi, insieme al Como, sono squadre sono spettacolari. Milan e Juve non arrivano ancora a quel livello».

L’Europa League e le insidie dei club internazionali

Di tutt’altro tenore è invece la visione di Costacurta in merito al percorso europeo. Sulle prospettive nella seconda competizione continentale per club, l’ex difensore vede infatti Milan e Juventus ai nastri di partenza con i favori del pronostico, pur mettendo in guardia dalle insidie che nascondono le sfide contro le formazioni estere:

«Milan favorito? Diciamo che non vedo nessuno superiore a loro e alla Juve, ma non c’è poi così tanta distanza tra spagnole e inglesi. Spesso, se non si chiamano Real o Barcellona, le snobbiamo e non va fatto. Sono tutte partite trappola, anche perché dovrai sempre e comunque far giocare i migliori».

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