Cremonese, Giampaolo: “Domani Vardy dal primo minuto. Ultima chiamata? Non bisogna nascondersi” | OneFootball

Cremonese, Giampaolo: “Domani Vardy dal primo minuto. Ultima chiamata? Non bisogna nascondersi” | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: DirettaFanta

DirettaFanta

·9 maggio 2026

Cremonese, Giampaolo: “Domani Vardy dal primo minuto. Ultima chiamata? Non bisogna nascondersi”

Immagine dell'articolo:Cremonese, Giampaolo: “Domani Vardy dal primo minuto. Ultima chiamata? Non bisogna nascondersi”

Il tecnico della Cremonese, Marco Giampaolo, ha avuto modo di esprimersi in conferenza stampa sulla prossima partita contro il Pisa. Ecco le sue parole, riportate da TMW.

La partita di domani sa di ultima chiamata?


OneFootball Video


“Ê cosi, non bisogna nascondersi dietro le proprie responsabilità né ai luoghi comuni. I0 penso che queste partite valgano più dei tre punti per la classifica. E quel qualcosa in più è l’aspetto caratteriale, l’amor proprio, la capacità di avere resilienza, ferocia, ribellarsi alla classifica.. Ci sono tanti significati che riconducono a ciò che si ha dentro. Alla squadra ho detto che sono consapevoli del fatto che bisogna solo vincere, non c’è altra strada: significa come ci si impone davanti alla responsabilità, alla partita. Parlo di atteggiamento, presenza materia”.

Alla luce di quanto visto contro la Lazio, potrebbero esserci novità in termini di interpreti?

“Non giudico i miei calciatori né il percorso che hanno fatto con me, adesso non è questo il focus e non mi interessa. Il focus è nella capacità di reazione: o lotti o ti lasci morire, cosa vuoi fare? Questo è il principio su cui sono molto attento, Quando sono arrivato ero a conoscenza delle difficoltà, ma l’obiettivo era lottare fino all’ultimo secondo dell’ultima partita, sudando fino all’ultima goccia, e non voglio che il percorso sia diverso. Vado alla ricerca di queste risposte: le partite si giocano in 1 6, il discorso sta nel chiamare a raccolta ciò che si ha dentro, avere un senso di appartenenza forte per la maglia e per i tifosi. Non si gioca solo per se stessi, si rappresenta anche altro. lo vado in cerca dello spessore dell’uomo”.

Sarà una sfida con diverse pressioni, sia perché si sapra già il risultato del Lecce sia perché il Pisa arriva con una situazione di classifica definita…

“Innanzitutto nessuno regala nulla a nessuno. La partita deve essere pesante per noi, è giusto così e ci sto dentro. Non mi interessa del Pisa in sé, farà la sua partita com’è giusto che sia. Noi dobbiamo cercare qualcosa di più profondo: i sentimenti che abbiamo, anche in un rapporto di squadra. Il mio percorso sin qui è composto da sei partite e mi baso su quello, voglio yedere chi c’e sul piano della presenza e della responsabilità. Non ho nulla da rimproverare per la sconfitta con la Lazio, non sto rimproverando la squadra ma la sto chiamando per questo appuntamento”.

Vardy è pronto a giocare dall’inizio? “

Sì, giocherà da subito”.

La difesa a tre potrebbe essere una soluzione dall’inizio?

“Noi abbiamo giocato a quattro e difeso spesso a cinque, quindi a tre. ll calcio non si legge più in maniera statica, con la Lazio siamo partiti in un modo, attaccando in un altro e difendendo in un altro ancora: c’è molta fluidità. In queste partite abbiamo giocato con Baschirotto, Terracciano e Luperto che in fase difensiva passavano a tre mentre Floriani Mussolini, Pezzella e Zerbin difendevano a cinque. Ma non è quello a fare la differenza, fa parte della strategia di gara e degli aspetti tattici che sono la piccola parte dei contenuti di una partita, che contiene miliardi di altre cose. Con il 5-3-2 si è vinto e si è perso, il modulo in sé non vale niente”.

I tifosi hanno annunciato il sostegno alla squadra nella sfida di domani, ma hanno anche segnalato la mancanza di motivazioni da parte della squadra…

“Il giocatore non motivato è quello che non dà niente sul piano emozionale, a cui non interessa vincere o perdere. lo non penso che qui ci siano giocatori cosi, poi ce ne possonc essere alcuni forti e altri meno forti caratterialmente. Credo di aver lavorato per scegliere sempre il miglior undici e domani farò lo stesso, ma so che non è sufficiente: con i cambi si stravolge anche la formazione iniziale, quindi il discorso è sempre esteso ai sedici che scendono in campo e tutta la squadra. Domani c’e un appello e noi siamo chiamati a rispondere negli atteggiamenti, nella capacità di essere resilienti. Nel calcio si vince e si perde, chiaramente dobbiamo dare una risposta caratteriale, fisica e di appartenenza. Per questo dico che il discorso va oltre i tre punti”.

Collocolo e Thorsby potrebbero giocare?

“Fanno parte dei convocati, quindi sì”.

Visualizza l' imprint del creator