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·3 maggio 2026

Cremonese, Giampaolo: “Partita più importante dell’anno. Serve coraggio per la salvezza”

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Marco Giampaolo, tecnico della Cremonese, ha presentato in conferenza stampa la sfida di domani contro la Lazio.

Alla vigilia del posticipo della 35ª giornata di Serie A, il tecnico della Cremonese, Marco Giampaolo, ha presentato la sfida contro la Lazio. Un match decisivo per le speranze di permanenza nella massima serie, dove l’aspetto mentale prevarrà su quello tattico.


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Approccio mentale e coraggio

“La squadra ha bisogno di emozionarsi e di emozionare: dobbiamo scendere in campo senza apprensione né preoccupazione. Questa è la chiave. La testa fa la differenza, non le gambe. E con testa intendo la possibilità di giocare senza alcun tipo di paura, bisogna togliere di mezzo l’apprensione e la preoccupazione. Le partite le devi giocare, se l’approccio mentale è sbagliato perdi due volte: nel risultato e nell’atteggiamento, a livello individuale e di squadra. Bisogna giocare in maniera pulita, tutto il resto è figlio dell’aspetto psicologico”.

Sfida alla Lazio e Maurizio Sarri

“I grandi club come la Lazio si comportano in maniera seria, quindi mi aspetto una partita seria. Il fatto che questo sia in discussione fa parte della cultura italiana, sbagliata da questo punto di vista. Mi aspetto una partita difficile, sicuramente la più importante della stagione della Cremonese sin qui. Le qualità della Lazio le conosco, l’allenatore lo conosco molto bene ed è uno dei top in circolazione. Sono una squadra ordinata, lavorano insieme da anni, ma ripeto che per la Cremonese è la partita più importante della stagione. Dobbiamo fare la partita dell’anno, senza guardare in faccia l’avversario”.

Lotta salvezza e risultati delle rivali

“Il Cagliari era chiamato a vincere la sua partita in casa contro l’Atalanta e l’ha fatto, il Lecce doveva vincere una sfida importante con il Pisa e l’ha fatto. Noi dobbiamo fare la stessa cosa, perché la salvezza la conquista chi è più forte a livello mentale. Non a livello tecnico, tattico o fisico. Non è che pesa meno se l’avversario perde o pesa di più se l’avversario vince, quando parlo di peso intendo la leggerezza del giocare una partita con personalità, senza paura, timore o fantasmi”.

Problemi difensivi e gol a freddo

“La domanda è difficile e la risposta è altrettanto complicata. In due partite su cinque da quando sono qui è successo, e così diventa difficile. Si può fare, ma senza mettere il tarlo nella testa dei giocatori. Si può fare alzando subito il livello di attenzione, chiamando a raccolta le risorse individuali di ciascuno”.

Fattore Zini e spinta del pubblico

“Sarà determinante, parliamo di un aspetto fondamentale. I ragazzi hanno bisogno di incitamento e fiducia, ripeto ancora una volta che sono una squadra ordinata, seria nel lavoro e fin troppo razionale, non di difficile gestione. Magari vorrei qualcosa di più dal punto di vista comportamentale, perché a volte i giocatori che vanno ‘fuori dalla griglia’ accendono un dibattito che può fare bene”.

Autocritica e responsabilità del tecnico

“Io sono uno che fa molta autocritica, me la prendo con me stesso quando analizzo le partite dopo il fischio finale e penso a cosa avrei potuto fare per mettere i calciatori nelle condizioni migliori. Quando si parla di scelte si parla di strategie, il mio bilancio è che avrei potuto fare qualcosa di meglio contro il Bologna in partenza: lì siamo stati condannati dal gol dopo un minuto, l’abbiamo aggiustata ma non è stato sufficiente. Poi l’aggressività nella sfida di Napoli poteva essere fatta meglio. Mi assumo le responsabilità nelle partite in cui penso che si potesse fare di meglio, la squadra lo sa perché a loro dico tutto”.

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