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·8 aprile 2026

Crespo loda Lautaro: «Lui il simbolo dell’Inter, è un esempio per i compagni! Chivu ha un merito»

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L’ex attaccante dell’Inter, Hernan Crespo, dice la sua sulla stagione dei nerazzurri e sulla volata scudetto, elogiando Lautaro Martinez

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Hernan Crespo si esprime così sulla stagione dell’Inter di Chivu e sulla volata verso lo scudetto. L’ex attaccante nerazzurro esalta la leadership del connazionale Lautaro Martinez.

COSA COLPISCE DI LAUTARO – «Tutto. Lo seguo da quando era un ragazzo, i primi passi in Europa, nell’Inter che è un ambiente che conosco benissimo, quindi le sirene di altri grandi club che lo corteggiavano, ma lui non si è mai voluto distaccare dal suo amore. Questa prova di fedeltà ne ha fatto un simbolo. A livello tecnico, tattico e fisico è cresciuto tantissimo».


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LA GRINTA DA CENTRAVANTI – «Sente il gol, vede la porta prima ancora che gli arrivi il pallone. Facciamo un esempio, il primo gol alla Roma. Thuram fa una cosa bellissima sulla destra e lui attacca il primo palo con una grinta che hanno soltanto i centravanti veramente affamati. Il gol è una semplice conseguenza».

UN CAPITANO CHE VALE MEZZA SQUADRA – «Lo dicono i risultati. Con lui in campo si vince, senza di lui si rischia. Quando la squadra ha avuto un calo, guarda caso Lautaro non era in forma o era infortunato. Non è solo un finalizzatore, è un esempio per i compagni».

L’ELIMINAZIONE IN CHAMPIONS – «Ditemi una cosa: nella partita decisiva, quella di ritorno a San Siro contro il Bodo, Lautaro giocava? No, e qui ci può essere la spiegazione di una serata storta. Lautaro è una risorsa per la sua squadra e un problema per gli avversari: non sanno mai marcarlo, si muove su tutto il fronte, ha il tiro preciso da fuori area e nei sedici metri è letale. Dove lo trovate un attaccante più completo nel campionato italiano? Chi è in testa alla classifica dei marcatori della Serie A? Lui. Chi è l’attaccante più temuto dai difensori? Lui. E allora di che cosa stiamo parlando?».

LA FORZA DELL’INTER – «Credevo che fosse la più forte in Italia e lo sta dimostrando. Badate che non era così scontato. In estate ha cambiato allenatore, da Inzaghi a Chivu, ha cambiato metodi, e anche qualcosina dal punto di vista tattico. Qualche inciampo c’è stato ma alla lunga ha fatto vedere che è la migliore».

LA NOVITA’ DI CHIVU – «La capacità di verticalizzare immediatamente, che è il vero segreto del calcio di oggi. Prima l’Inter era molto piatta, orizzontale, adesso invece cerca sempre la profondità. Questo è merito degli insegnamenti di Chivu. Io credo che i dirigenti stiano lavorando bene pensando al futuro».

IL FUTURO – «Dopo aver cambiato la guida tecnica, non hanno fatto la rivoluzione. Stanno inserendo, con molta attenzione, elementi nuovi per ringiovanire e dare energie fresche alla squadra. Qualche elemento faticherà un po’ all’inizio ad ambientarsi, ma alla lunga è una strategia vincente. Penso che con questi presupposti l’Inter possa tornare protagonista anche in Champions dove all’inizio della stagione aveva fatto molto bene. C’è stato un calo, è vero, ma la squadra non si è mai disunita».

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