💣 Criscitiello: “Kean-Pengwin? È il primo il razzista. Grave che Fiorentina, FIGC e AIC non intervengano contro il suo gesto schifoso” | OneFootball

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·17 aprile 2026

💣 Criscitiello: “Kean-Pengwin? È il primo il razzista. Grave che Fiorentina, FIGC e AIC non intervengano contro il suo gesto schifoso”

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Dopo quello che è successo tra Moise Kean e Kristian il Pengwin, Michele Criscitiello, direttore di Sportitalia, ha ricostruito l’accaduto e preso una posizione forte, esprimendosi senza mezzi termini, come riporta TMW:

“Un attaccante della Nazionale dovrebbe nascondersi, stare zitto e portare rispetto agli italiani. Invece, non solo ci hanno umiliato in campo, ma lo fanno pure fuori. Sto parlando di Moise Kean, centravanti dell’Italia e della Fiorentina, che, tramite i social che non sanno usare, attacca e minaccia Kristian il Pengwin, un influencer, un tipster del mondo delle statistiche e delle scommesse. Io lo stimo perché è un ragazzo che si è fatto da solo e ha cambiato un po’ pure il modo di comunicare”.


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Criscitiello ha dunque denunciato quanto fatto da Kean: “Ha subito attacchi gratuiti da parte dell’attaccante non di una squadretta di Serie D, Eccellenza o Promozione, ma della Nazionale. Ci sono tre cose gravi: la prima è che la Fiorentina non prende le distanze da questo gesto grave e schifoso del proprio attaccante, la seconda è che la FIGC non intervenga per l’attaccante della Nazionale, ma siamo in mano a nessuno, e poi l’AIC, che non interviene, malgrado facciano tutti i paladini della giustizia. È un comportamento indegno, vergognoso, schifoso, indecente di un attaccante di Serie A. Anche per colpa sua perché non è in grado di fare bene il proprio mestiere noi non andremo al Mondiale, con la perdita dell’1% del PIL e soprattutto faremo un’altra brutta figura perché lui solo davanti al portiere non è in grado di segnare”.

Criscitiello ha proseguito il suo attacco al classe 2000: “Questa è la rappresentanza di quelli che sono scarsi, maleducati e presuntuosi. Poi c’è un altro aspetto: se qualcuno insulta Kean si va sul razzismo totale e guai per il politicamente corretto parlare di Kean perché giustamente siamo tutti uguali. Kean, che è nato in Italia, figlio di genitori ivoriani che si sono separati quando lui aveva 5 anni, per noi è italianissimo. Il ragazzo che offende e dice: ‘Fra, tu sei polacco’ in maniera dispregiativo, non è razzismo? Questo è ancora più razzista e ancora più schifosa come frase nei confronti di un ragazzo che non è polacco, ma italiano, nato in provincia di Latina e che parla italiano, figlio di genitori polacchi, così come Kean è figlio di genitori ivoriani, nato e cresciuto in Italia, è italiano e merita di indossare la maglia della Nazionale quanto Pengwin merita di tifare l’Italia con il tricolore sulle spalle, come ha fatto e fa privatamente e pubblicamente. Non dobbiamo difendere nessuno, ma se il razzismo vale al contrario, non può valere anche in maniera diversa. La legge è uguale per tutti e, se vogliamo dirla tutta, l’unico non italiano è il tuo compagno di reparto in Nazionale (Retegui, ndr), che, al contrario di Kristian il Pengwin, non sa dire neanche buongiorno, buonasera, grazie e arrivederci perché è argentino. Lui merita di vestire la maglia azzurra, come credo meriti di tifare Italia un ragazzo di Latina. Credo che stiamo toccando il fondo anche con questo atteggiamento”.

Infine ha concluso: “Quello che ha scritto Kean è un testo mafioso di un calciatore che rappresenta la nostra Nazionale, ma la Fiorentina non lo commenta e non lo censura, l’AIC e la FIGC fanno lo stesso… Questo indossa la vostra maglia che avete umiliato in campo e state umiliando fuori. Questo deve tacere. È colpa soprattutto tua se non siamo andati al Mondiale perché non sai stoppare un pallone: abbiamo fatto dimettere Gravina e Gattuso sembra l’ultimo dei deficienti. E poi ha pura la presunzione e l’arroganza di minacciare un ragazzo che sta facendo il suo mestiere, oltre all’ingenuità di lasciare tracce scritte perché qui ci sono gli estremi per intervenire a livello penale. Non è che uno parla sui social e vale tutto”.

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