Calcio e Finanza
·14 agosto 2026
Da Burke a Diomande: in otto anni il Lipsia ha incassato oltre un miliardo dalle cessioni

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·14 agosto 2026

C’è un numero che racconta meglio di qualsiasi trofeo la trasformazione del RB Lipsia: oltre un miliardo di euro incassato dalle cessioni dei calciatori in appena otto anni. Il dato, riportato dal Secolo XIX, arriva con la cessione di Yan Diomande al Real Madrid. L’esterno ivoriano, classe 2007, è passato al club spagnolo in un’operazione da 120 milioni di euro di basse fissa che può raggiungere i 140 milioni con i bonus.
Il trasferimento rappresenta il punto più alto raggiunto dal Lipsia nella propria attività di trading sui calciatori.
La storia del Lipsia è relativamente recente. Nel 2009 Dietrich Mateschitz, fondatore di Red Bull, rilevò il SSV Markranstädt, società della Sassonia che militava allora nei campionati dilettantistici tedeschi. Il progetto venne ribattezzato RasenBallsport Leipzig, mantenendo nel logo i due tori rossi simbolo del gruppo austriaco.
In poco più di un decennio il club è arrivato ai vertici del calcio tedesco. Il Lipsia ha raggiunto una semifinale di Champions League e ha conquistato due Coppe di Germania oltre a una Supercoppa tedesca.
Il vero elemento distintivo, però, è diventato il modello economico. Il club acquista giovani prospetti, li inserisce in un contesto tecnico coerente e punta ad accrescerne il valore prima della successiva cessione. Una strategia che ha trasformato il mercato dei trasferimenti in una delle principali fonti di creazione di valore.
Alla base della filosofia Red Bull c’è il lavoro di Ralf Rangnick, per anni figura centrale della struttura calcistica del gruppo. Il modello viene spesso sintetizzato attraverso le tre C: «concetto», legato a un’identità di gioco riconoscibile; «competenza», riferita alla rete di scouting; «capitale», inteso come capacità di investire su giocatori destinati a crescere di valore.
La logica è rimasta riconoscibile anche con l’evoluzione della struttura societaria. Attorno al Lipsia ruota un sistema che comprende il Red Bull Salisburgo, i New York Red Bulls e il Red Bull Bragantino. Ciò permette di intercettare talenti in mercati differenti e di accompagnarne la crescita all’interno di un percorso sportivo e commerciale.
Il risultato è evidente nei bilanci dei trasferimenti. Secondo il Secolo XIX, considerando le operazioni realizzate nell’arco degli ultimi otto anni, il Lipsia ha generato 1,066 miliardi di euro di ricavi dalle cessioni. La stessa strategia ha prodotto, sempre secondo il quotidiano, un saldo positivo vicino ai 200 milioni tra acquisti e vendite dei giocatori.
Il primo tassello della serie di cessioni risale alla stagione 2017/18. Oliver Burke, arrivato dall’Inghilterra, venne ceduto al West Bromwich per una cifra nell’ordine dei 15-17 milioni di euro. Da quel momento il Lipsia ha iniziato a inanellare una serie di operazioni sempre più remunerative.
Tra i casi più significativi c’è Josko Gvardiol. Il difensore croato, acquistato dalla Dinamo Zagabria, è stato trasferito al Manchester City per 90 milioni di euro nell’estate 2023. Ancora più recente è la cessione di Benjamin Sesko al Manchester United. L’attaccante sloveno ha lasciato la Bundesliga per 76,5 milioni di euro.
Passato dal Lipsia anche il campione del mondo Dani Olmo. Arrivato dalla Dinamo Zagabria, ha mostrato il suo valore nelle quattro annate tedesche prima del trasferimento al Barcellona per circa 61 milioni.
Operazioni anche con i club italiani. Ademola Lookman, è stato acquistato dall’Atalanta per meno di 17 milioni, valorizzato a Bergamo fino a diventare uno dei protagonisti della vittoria nerazzurra in Europa League. Il belga Loïs Openda, invece, è passato alla Juventus con un’operazione complessiva di 43 milioni di euro, diventando una delle cessioni più remunerative nella storia del Lipsia.
Ecco le cessioni più onerose del RB Lipsia:







































