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·28 marzo 2026

Da Cunha: “Champions? Più difficile andare in Nazionale.”

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Lucas Da Cunha, centrocampista e capitano del Como, ha parlato dell’ ottimo momento che sta vivendo la squadra lariana.

Il francese ha parlato ai microfoni di Sky Sport sulla corsa Champions League e non solo. Di seguito le sue parole:


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“Sono arrivato 3 anni fa ed eravamo in Serie B. Sono venuto per giocare, per prendere fiducia. La B è stata molto difficile, lì c’è un calcio differente, più diretto ed era dura. Sapevo di avere qualità ma non ero venuto a fare il fenomeno”.

Quando sei arrivato, Fabregas giocava al Como: dopo pochi mesi è diventato il tuo allenatore. Che ha significato? “Prima avevamo una relazione come da amici, poi però abbiamo dovuto cambiare perché ora è il mio allenatore. Sono stato molto contento, comunque, sapevo che sarebbe diventato un grande allenatore e oggi lo stiamo vedendo. Fabregas ha parlato bene di me perché, non parlando solo di calcio, per lui è importante avere a che fare con delle persone di valore. E da giocatore dice di non aver paura di giocare, venire a prendersi il pallone, cose che anche io penso. E vuole che conosciamo benissimo la tattica, così da poterla fare anche quando lui non c’è”.

Chi ha più talento nella vostra squadra? “Non posso fare un nome solo, ma credo di poter dire a nome di tutti che Nico Paz sia veramente un top player”.

Ci racconti la tua storia con Bafetimbi Gomis? “Quando ero piccolo sono andato allo stadio di Saint-Étienne a vedere una partita, sono entrato in campo con lui: ero molto timido ma mi ha fatto sentire bene. Per me è stato un passaggio molto importante. Alla fine di una partita contro la Roma la mia ragazza mi ha detto di uscire dallo stadio e lì c’era Gomis, siamo stati a parlare venti minuti ed è stato speciale”.

Portogallo o Francia, qualsiasi nazionale dovessi scegliere sarebbe dura vista la concorrenza. Ci credi? “Oggi vedo la Nazionale un po’ di più come un obiettivo, sento che se continuo a fare bene posso meritarla anche io. Ma non ci penso, sono concentrato solo a fare il mio lavoro con il Como. Se mi chiameranno, sono contento”.

Più difficile andare in nazionale o in Champions League con il Como? “Bella domanda, ma direi che la Nazionale sia più difficile”.

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