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·12 luglio 2026

Da Rocca a Bisignani, dalla protesta all’azionariato popolare: protagonisti e temi degli Stati Generali della Lazio

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Un teatro pieno, rappresentanti della politica, della finanza e del mondo dello spettacolo, ex calciatori e uomini di calcio. Ma soprattutto tanti tifosi. Al Teatro Manzoni di Roma sono andati in scena gli Stati Generali della Lazialità, appuntamento nato nel pieno della protesta del popolo biancoceleste contro la gestione del presidente Claudio Lotito.

L’evento – ricorda il quotidiano Il Tempo – arriva a pochi giorni dalla manifestazione che aveva portato circa 30mila tifosi per le strade della Capitale e in un momento di forte tensione tra la società e una parte consistente della tifoseria. Una contestazione che si sta riflettendo anche sulla campagna abbonamenti, sul rapporto con lo stadio Olimpico e sulla frequentazione dei negozi ufficiali del club.


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Al centro dell’appuntamento, il futuro della Lazio e il rapporto sempre più deteriorato tra la proprietà e l’ambiente biancoceleste. Sul palco si sono alternati rappresentanti della storia laziale, esponenti delle istituzioni e protagonisti del dibattito nato nelle ultime settimane.

I protagonisti dell’evento al Teatro Manzoni

Ad aprire la parte più legata alla memoria del club sono stati Massimo Maestrelli, Gabriele Pulici e Matteo D’Amico, figli dei protagonisti della Lazio campione d’Italia del 1974. In collegamento sono intervenuti anche Stefano Re Cecconi e Gabriele Paparelli, mentre Angelo Gregucci ha affidato a un videomessaggio il suo ricordo del legame con i colori biancocelesti.

«Ho cambiato tante squadre, ma quando dicevano “quello è laziale” non sapete che orgoglio e appartenenza provavo», le parole dell’ex calciatore e allenatore. Tra gli interventi più attesi quello del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, che ha ribadito la volontà delle istituzioni di ascoltare il disagio manifestato dai tifosi. «Credo sia un dovere istituzionale ascoltare e stare in mezzo alla gente. Non deve verificarsi lo spegnersi dell’amore, era importante esserci e far vedere che le istituzioni ci sono per quella che è divenuta una frattura sociale», ha dichiarato Rocca.

Il governatore ha poi chiamato direttamente in causa Lotito: «Ho apprezzato quello che ha fatto Bisignani e le sue domande, ma perché Lotito non chiede scusa? Quella domanda contiene tutto il resto». Rocca ha citato anche il caso del Frosinone e del presidente Maurizio Stirpe: «Ho sentito il presidente Stirpe, dopo essere già retrocesso non voleva che riaccadesse, ha chiesto aiuto e ha trovato un fondo americano: questo fa una persona responsabile quando raggiunge il suo punto massimo. Continuerò a esserci finché questa frattura non sarà ricomposta, la mia lazialità non la tocca nessuno».

Ampio spazio anche agli interventi del direttore de Il Tempo Daniele Capezzone e di Luigi Bisignani, tra i promotori del dibattito che nelle ultime settimane ha accompagnato la protesta laziale. Capezzone ha richiamato il tema del consenso e del rapporto con la tifoseria: «Come fa il presidente Lotito a non capire che il sentimento pubblico è fondamentale?». E ancora: «Lotito ha diviso la Roma biancoceleste, tra chi dissentiva e chi dissentiva ancora di più. Voi non dovete chiedervi perché Il Tempo sta facendo questa campagna, bensì perché gli altri hanno taciuto in tutti questi anni».

Netto anche Bisignani: «Possiamo dire a gran voce che il re è nudo. Fino ad ora aveva più vestiti: quello della FIGC, della Lega e della politica. Ora noi tifosi lo abbiamo spogliato, qui nasce una nuova storia». Secondo Bisignani, l’attenzione intorno alla Lazio starebbe crescendo anche sul fronte finanziario: «La Lazio, grazie ai tifosi e alla loro forza, è diventata appetibile a tutti i fondi, che nel frattempo ci seguono».

Sul palco sono intervenuti inoltre Mauro Masi, Tullio Camiglieri, Alfonso Rossetti, Mauro Mazza e diversi esponenti del mondo dell’informazione e della tifoseria organizzata. Tra i contributi anche quello dell’ex sindaco di Roma Francesco Rutelli: «Chi non rispetta questo amore, questa passione disinteressata, non ha capito perché il sogno va avanti da 126 anni».

Durante l’evento è stata rilanciata anche la proposta di prevedere una rappresentanza dei tifosi all’interno dei club calcistici. A presentarla Franco Spicciariello, che ha richiamato modelli già adottati all’estero e il percorso normativo italiano rimasto finora incompleto.

Gli Stati Generali si sono così trasformati in una lunga giornata di confronto sul futuro della Lazio. Al centro, ancora una volta, la distanza tra una parte sempre più ampia della tifoseria e la gestione Lotito. Dopo la manifestazione nelle strade di Roma, il Teatro Manzoni ha rappresentato un nuovo passaggio della mobilitazione biancoceleste. Con un messaggio ribadito da molti degli interventi: ricostruire il rapporto tra la Lazio e il suo popolo.

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